Federprivacy
Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati, iscritta presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MISE) ai sensi della Legge 4/2013. Email: [email protected]
Google paga oltre 200 milioni di dollari per chiudere due class action che l’accusavano di violazioni della privacy dei consumatori
Dopo aver accettato di pagare 68 milioni di dollari per chiudere una class action per l’accusa di aver registrato senza consenso le conversazioni degli utenti che usavano il suo assistente vocale, Google torna ancora a mettere mano al portafoglio accettando di versare 135 milioni di dollari per mettere a tacere accuse sul proprio sistema operativo Android.
Garante privacy ai media sul caso Garlasco: non mettere a rischio la dignità della vittima e dei familiari
Il Garante per la protezione dei dati personali stigmatizza il comportamento di media e siti web che, nel dar conto della tragica vicenda di Chiara Poggi, continuano a diffondere immagini, nomi e particolari eccedenti le pur legittime finalità informative.
Casi transfrontalieri, al via Regolamento UE su reclami e istruttorie
Il 1° gennaio 2026 è entrato in vigore il Regolamento 2025/2518 che stabilisce norme procedurali aggiuntive relative all’applicazione del Regolamento generale sulla protezione dei dati personali (GDPR): si applicherà a partire dal 2 aprile 2027. L’obiettivo è quello di armonizzare la trattazione dei reclami e la conduzione delle istruttorie nei procedimenti transfrontalieri.
Attivo un nuovo strumento contro il telemarketing selvaggio sulla piattaforma dell’Organismo di monitoraggio del Codice di condotta
Da gennaio 2026 è attiva SegnalaODM, la piattaforma dell’Organismo di Monitoraggio del Codice di Condotta in materia di telemarketing e teleselling che consente agli utenti di segnalare eventuali violazioni da parte degli operatori aderenti.
Monopattini, via libera del Garante privacy alla piattaforma per rilascio delle targhe
Via libera del Garante privacy allo schema di decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) che disciplina le modalità di funzionamento della piattaforma telematica per la richiesta e il rilascio delle targhe dei monopattini, nonché il trattamento dei dati personali dei proprietari dei veicoli.
Garante: l’accesso alla email del lavoratore licenziato vìola la privacy
Il contenuto delle email, i dati di contatto delle comunicazioni e gli eventuali allegati, rientrano nella nozione di corrispondenza e sono quindi tutelati dal diritto alla segretezza. Tale garanzia, riconosciuta anche dalla Costituzione, salvaguarda la dignità della persona e il suo pieno sviluppo nelle relazioni sociali.
No al controllo dello stile di guida dei lavoratori: il Garante della privacy sanziona una società che monitorava 5 dipendenti con auto aziendale
Il Garante privacy ha inflitto una sanzione di 120mila euro ad una società del settore della selezione e produzione di sementi agricole per aver trattato in modo illecito i dati personali di cinque dipendenti.
Licenziamento disciplinare e prova tramite screenshot di WhatsApp: irrilevanti contestazioni generiche sull'intelligenza artificiale
Nel licenziamento disciplinare soggetto al Jobs Act, la tutela reintegratoria attenuata è applicabile quando risulti dimostrata l’insussistenza del fatto contestato. In tale contesto, la prova tramite messaggi WhatsApp è pienamente utilizzabile se le contestazioni datoriali, anche riferite a ipotetiche manipolazioni con l'AI, sono meramente generiche e non circostanziate.
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Il 73% dei dirigenti aziendali inserisce dati sensibili negli strumenti di intelligenza artificiale
Un nuovo rapporto sulla diffusione dell’intelligenza artificiale (IA) nel contesto lavorativo mette in luce una tendenza tanto sorprendente quanto preoccupante: una larga maggioranza dei dirigenti di livello C-Suite afferma di aver inserito dati aziendali riservati in strumenti di IA generativa e simili.
Scoperto database accessibile a chiunque con 149 milioni di password
Un ricercatore esperto di cybersecurity ha scoperto un enorme database con le credenziali di 149 milioni di account ospitato su un servizio cloud senza alcun tipo di protezione, accessibile a chiunque. Al suo interno ci sono username e password anche di 900.000 profili Apple.
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