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Viola la privacy il giornale che fornisce informazioni e particolari della vita privata delle persone se non c’è un nesso con la notizia

Viola la privacy il giornale che fornisce informazioni e particolari della vita privata delle persone se non c’è un nesso con la notizia

Viola la privacy e diffama il giornalista che, nel riferire un fatto di cronaca, fornisce notizie e particolari della vita privata di persone che non hanno attinenza con la notizia principale. Partendo da questo principio la Cassazione (sentenza 22741/2021) conferma la condanna del redattore e del direttore responsabile di un quotidiano, colpevoli di aver svelato fatti personali dei familiari della vittima di un incidente stradale: un musicista noto a livello locale.

Le nuove tutele sul Revenge Porn con la Legge 69/2019

Le nuove tutele sul Revenge Porn con la Legge 69/2019

Il Legislatore è intervenuto nuovamente in materia di "revenge porn", al fine di dotare le vittime di ulteriori tutele, ampliando, tra l'altro, la platea di soggetti beneficiari. Come noto, il reato di "revenge porn" è stato disciplinato, come autonoma fattispecie delittuosa, dalla Legge n. 69/2019: in precedenza, le condotte integranti tale fattispecie venivano perseguite mediante l'incriminazione di altri reati, tra loro collegati, quali minaccia, diffamazione, estorsione o violazione della privacy e trattamento illecito di dati personali.

Data retention: impatto critico sui procedimenti penali già aperti

Data retention: impatto critico sui procedimenti penali già aperti

Una fase transitoria tutta da chiarire, che potrebbe anche fare ritenere opportuno un nuovo rinvio alla Corte di giustizia per decidere la sorte dei tabulati telefonici già acquisiti, ma sulla base di una disciplina oggi non più in vigore, ma poi anche indicazioni sulla natura degli indizi che giustificano la domanda di acquisizione da parte del pm e sulla rilevanza per le indagini, in maniera diversa da quanto previsto per le intercettazioni. Il Massimario della Cassazione fissa contenuti e criticità della nuova disciplina della data retention, introdotta da poche settimane con il decreto legge n. 132 del 2021.

Legittimo il licenziamento del dipendente che offende più volte i capi su Facebook

Legittimo il licenziamento del dipendente che offende più volte i capi su Facebook

È legittimo il licenziamento del dipendente che ha pubblicato plurimi insulti ai suoi capi sulla propria pagina Facebook. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 27939/2021, respingendo il ricorso di un account manager di Tim. Confermata dunque la decisione della Corte di appello di Roma che nel novembre 2018, aveva respinto il ricorso contro il licenziamento "per giusta causa" di un addetto alla "Gestione della comunicazione pubblicitaria nazionale ad uso locale" (insegne della grande distribuzione, eventi, promozione locale dei negozi).

Addio privacy per i contribuenti: i loro dati passeranno di mano in mano in nome della lotta all'evasione fiscale

Addio privacy per i contribuenti: i loro dati passeranno di mano in mano in nome della lotta all'evasione fiscale

Privacy addio. In nome della lotta all'evasione i dati dei contribuenti, anche i più sensibili, potranno essere utilizzati liberamente e circolare all'interno della pubblica amministrazione. Lo prevede, espressamente, l'articolo 9 del decreto legge 139/21, decreto legge capienze approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 7 ottobre e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.241 dell'8/10/21.

L'attivazione di servizi telefonici a pagamento non richiesti viola la privacy

L'attivazione di servizi telefonici a pagamento non richiesti viola la privacy

Giro di vite contro l'attivazione sui cellulari di servizi a pagamento non richiesti: le Telco non possono difendersi semplicemente invocando un "fraintendimento" tra l'operatore e il cliente. La Corte di cassazione, sentenza n. 27554/2021 ha infatti confermato la decisione del Garante privacy relativa al trattamento illecito operato da Tim per aver attivato in via unilaterale l'opzione "Internet Play" sul telefono di un cliente.

Adnkronos, più tutele per i dati con il Gdpr

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