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Gli ultimi provvedimenti del Garante per la Privacy: pubblica amministrazione e sanità bacchettate dall'Autorità

Gli ultimi provvedimenti del Garante per la Privacy: pubblica amministrazione e sanità bacchettate dall'Autorità

Non tutto si può pubblicare. Nemmeno da parte della pubblica amministrazione. E il parere del Responsabile della protezione dei dati (Dpo) non basta. Così una regione non può pubblicare sul proprio sito un documento riguardante l'esecuzione di una sentenza civile relativa a un debito maturato dall'ente (provvedimento del Garante n. 120 del 2 luglio 2020). Un comune e una unione comunale non possono pubblicare sui rispettivi siti web, nella sezione amministrazione trasparente o nell'albo online, atti amministrativi contenenti dati personali relativi a condanne penali e a reati (newsletter del Garante n. 467 del 27 luglio 2020).

Anticipo Tfr statali, sicurezza e privacy a rischio

Anticipo Tfr statali, sicurezza e privacy a rischio

Sicurezza privacy non garantita dallo schema di accordo quadro sull'anticipo del Tfr ai dipendenti pubblici. Ma si può rimediare nel testo definitivo o in documenti attuativi. Questo il parere del Garante della privacy (provvedimento del 9 luglio 2020 n. 131); un parere molto atteso, perché indispensabile nell'iter di un intervento, previsto nel decreto del 2019 (quello sul reddito di cittadinanza), che dovrebbe far arrivare soldi in tasca ai dipendenti pubblici.

Codici di Condotta, associazioni verso l'autoregolazione per la conformità al Gdpr

Codici di Condotta, associazioni verso l'autoregolazione per la conformità al Gdpr

Codici di condotta privacy ai blocchi di partenza. Il Garante, con il provvedimento del 10 giugno 2020 n. 98, ha approvato l'ultimo tassello che mancava per far partire la macchina dei codici di autoregolamentazione previsti dal Regolamento Ue n. 2016/679 (Gdpr). Si tratta della disciplina degli organismi di monitoraggio (Odm), che devono controllare chi aderisce al codice di condotta. Adesso la palla passa alle associazioni delle varie categorie economiche, che possono cimentarsi nello scrivere le regole dettagliate di privacy adattate al loro specifico settore, inserendo anche il capitolo dell'Odm.

Il Garante Privacy fa chiarezza: il medico competente è un titolare autonomo del trattamento e l'amministratore di condominio è un responsabile esterno

Il Garante Privacy fa chiarezza: il medico competente è un titolare autonomo del trattamento e l'amministratore di condominio è un responsabile esterno

Il medico competente è un titolare autonomo del trattamento. Lo stesso vale per la compagnia di assicurazione che gestisce i sinistri di un ente pubblico appaltante. Invece l'amministratore di condominio è un responsabile esterno e i condomini sono contitolari. Sono i chiarimenti forniti dal Garante della privacy, che si possono leggere nella Relazione dell'attività svolta nell'anno 2019 (presentata al Parlamento il 23 giugno 2020). Non è sempre facile individuare il ruolo privacy rivestito da soggetti, società, professionisti. Per questo diventa decisivi i provvedimenti del Garante, che fanno chiarezza. Passiamo in rassegna, dunque, le soluzioni offerte nel 2019 dall'autorità garante.

Post e foto sui social, il nodo è il consenso

Post e foto sui social, il nodo è il consenso

Velo su visi e nomi di post e foto caricate sui profili aperti dei social network. A imporlo è il Garante della privacy, che nel 2019 ha ricevuto numerosi reclami e segnalazioni aventi ad oggetto la pubblicazione di dati personali (commenti, fotografie) sui profili social e, in particolare, su Facebook, Instagram e YouTube.

Telecamere in azienda, non vale il silenzio assenso

Telecamere in azienda, non vale il silenzio assenso

Non c'è silenzio assenso per la videosorveglianza in azienda. Non è configurabile l'assenso implicito nel procedimento di autorizzazione amministrativa all'installazione e utilizzo di impianti audiovisivi dai quali possa derivare la possibilità di controllo a distanza dei lavoratori. Così ha risposto il Garante della privacy a un quesito formulato dal ministero del lavoro, in relazione ad un'istanza di interpello presentata dal Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, in merito alla formazione del silenzio assenso in caso di mancato riscontro, da parte dell'Ispettorato nazionale del lavoro, ad una richiesta di autorizzazione amministrativa all'installazione e utilizzo di impianti audiovisivi o altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori.

Federprivacy: ecco bollino qualità per siti che rispettano privacy utenti

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