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Apple, nemmeno la polizia potrà più violare gli smartphone. La privacy dei banditi è al sicuro

Apple, nemmeno la polizia potrà più violare gli smartphone. La privacy dei banditi è al sicuro

Tempi duri per gli investigatori digitali. L’evoluzione tecnologica che apparentemente affila le armi per chi deve svolgere indagini sofisticate, in realtà, allunga le distanze tra la macchina giudiziaria (magistratura e forze dell’ordine) e chi a diverso titolo si rende protagonista dei più vari misfatti. Il primo problema è certo quello della disponibilità di strumenti adeguati per procedere alla ricerca, all’acquisizione e all’analisi di quanto possa risultare di interesse nell’ambito di un procedimento penale. Ma le vere difficoltà sono altre due: la mancata disponibilità di personale specializzato costantemente aggiornato e la crescente impenetrabilità dei sistemi operativi che animano i dispositivi mobili di comunicazione di uso comune.

Le sfide della privacy nell'era dell'Internet of Things

Le sfide della privacy nell'era dell'Internet of Things

Il paradigma dell’Internet of Things (IoT) riguarda l'interconnessione, mediante Internet, di miliardi di oggetti “intelligenti che ci circondano, ciascuno identificabile e indirizzabile univocamente, in grado di raccogliere, memorizzare, elaborare e comunicare informazioni relative ambiente circostante. Questo paradigma, che integra nella rete entità fisiche che fanno parte del mondo reale (es. telecamere, elettrodomestici, apparecchi per il monitoraggio dello stato di salute di una persona, ecc.), rappresenta dunque un’evoluzione di Internet e consente la realizzazione di molte nuove applicazioni e servizi (ad esempio, case e città “intelligenti”, trasporti più efficienti, razionalizzazione dei consumi energetici, monitoraggio dello stato di salute delle persone e delle cose, ecc.) in grado di migliorare la vita quotidiana delle persone e di contribuire anche a generare valore mediante la creazione di nuove imprese.

Gdpr, diversi mesi per vedere livello accettabile di conformità nelle p.a.

Gdpr, diversi mesi per vedere livello accettabile di conformità nelle p.a.

General Data Protection Regulation (Gdpr): porta questo nome il regolamento portatore di una rivoluzione sugli obblighi delle imprese sul fronte della protezione dei dati personali, in vigore da venerdì 25 maggio. Fra i soggetti che dovranno vedersela con una serie di nuovi adempimenti ci sono proprio i siti web, anche se la strada per l’adeguamento alle nuove norme europee (regolamento Ue 2016/679) sembra ancora lunga. “A parte la maggioranza delle grandi aziende che hanno affrontato per tempo il tema del Gdpr”, ha dichiarato il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi, in un evento romano dedicato al tema, “per pmi e pubbliche amministrazioni saranno necessari diversi mesi prima che si possa auspicare di vedere un livello di conformità accettabile e, come nel caso dell’euro, occorre un loro cambio di mentalità”.

Luca Bolognini, "La sfida è andare oltre il Gdpr"

Luca Bolognini, "La sfida è andare oltre il Gdpr"

“La vera sfida, dopo il 25 maggio 2018, sarà andare oltre il Gdpr, che rappresenta certo una normativa importante ma già obsolescente in partenza, troppo sulle difensive, ancora molto burocratica e legata a una visione ‘fondamentalista’ e antica dei diritti delle persone, poco attenta ai loro poteri e alle loro libertà”. Lo ha detto Luca Bolognini, presidente dell’Istituto Italiano per la Privacy, intervenendo al 7° Privacy Day Forum a Roma.

Fulvio Sarzana, "In Gdpr previste deroghe rischiose per efficacia"

Fulvio Sarzana, "In Gdpr previste deroghe rischiose per efficacia"

"Il regolamento Ue sulla privacy si occupa diffusamente, dall’art. 44 in poi, di trasferimenti di dati verso Paesi terzi (rispetto alla Ue) circondando di tutele l’attività del titolare (e del responsabile) del trattamento. Peccato, però, che all’art. 49 lo stesso legislatore abbia introdotto tante e tali deroghe che i principi di tutela degli utenti rischiano di non applicarsi". Lo ha dichiarato Fulvio Sarzana, avvocato e docente universitario UniNettuno, in occasione del Privacy Day Forum, svoltosi a Roma in coincidenza dell'avvio del nuovo regolamento europeo Gdpr.

GDPR strategico per scongiurare le prossime Cambridge Analytica

GDPR strategico per scongiurare le prossime Cambridge Analytica

Il problema nel nostro Paese è che il Gdpr viene spesso visto dalle aziende come una seccatura. Senza la lungimiranza di capire che i dati sono il nuovo petrolio: occuparsene con attenzione oggi è fondamentale per la prosecuzione e lo sviluppo delle attività in cui siamo impegnati. E’ in sintesi la lettura che Umberto Rapetto, generale della Guardia di Finanza ed ex comandante del nucleo frodi telematiche delle Fiamme gialle, ha portato alla settima edizione del Privacy day forum, la manifestazione organizzata da Federprivacy che nel 2018 cade proprio nel primo giorno di applicazione della General data protection regulation.

Francesco Pizzetti, "il GDPR prevale sul codice italiano: non servono abrogazioni"

Francesco Pizzetti, "il GDPR prevale sul codice italiano: non servono abrogazioni"

Quando un regolamento europeo entra in attuazione le leggi nazionali, nella parte in cui sono in contrasto col regolamento europeo, non possono essere applicate. Si chiama disapplicazione. Come commissione Finocchiaro avevamo chiesto di fare anche una esplicita abrogazione, ma sarebbe puramente dichiarativa. In questo momento serve calma: è tutto chiarissimo. Se si applica il codice privacy e non il regolamento si fanno trattamenti illegittimi: l’autorità potrà essere più o meno attenta o rigorosa, ma si risponde a tutta Europa, con un possibile pagamento di danni che può essere richiesto in varie sedi.

Privacy, gli utenti ora hanno il coltello dalla parte del manico

Privacy, gli utenti ora hanno il coltello dalla parte del manico

Ormai lo sanno tutti, le regole sulla privacy stanno cambiando. Nelle settimane scorse nessuno è scampato all'invio massivo di nuove informative o da richieste di consensi da parte di social network ed altri siti web a cui si è iscritti. Dopo due anni di tempo che aziende e pubbliche amministrazioni hanno avuto per adeguarsi, il conto alla rovescia è finito e dal 25 maggio 2018 il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali è operativo.

Privacy, l’Italia si adegua alle norme Ue. Condono tombale sulle violazioni dei dati personali

Privacy, l’Italia si adegua alle norme Ue. Condono tombale sulle violazioni dei dati personali

Il governo, dopo innumerevoli esitazioni, ha finalmente trasmesso alle Camere il decreto di adeguamento nazionale al regolamento europeo sulla privacy. Un decreto che, in verità, migliora di molto la “brutta” versione che era circolata all’indomani dell’approvazione preliminare da parte del governo, il 21 marzo scorso.

Privacy, la medicina del GDPR è amara ma fa bene alle imprese

Privacy, la medicina del GDPR è amara ma fa bene alle imprese

Con l'avvicinarsi del 25 maggio 2018, fa riflettere come solo in questi ultimi mesi si sia verificato un improvviso stato di allerta generale da parte di migliaia di professionisti che si sono messi alla frenetica ricerca di pezzi di carta che potessero attestare una loro presunta idoneità o abilitazione a svolgere il ruolo di data protection officer, e fa riflettere come solo in questi ultimi mesi migliaia di aziende e pubbliche amministrazioni abbiano realizzato che la normativa sulla privacy stesse per cambiare, sperando in molti casi che l'acquisto di un software o di qualche altro tool potesse magicamente risolvere tutti i loro problemi di conformità al GDPR.

7° Privacy Day Forum: l'Intervento di Ludovica Colombo

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