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Privacy e Digital Economy: tante opportunità, ma non mancano le sfide

Privacy e Digital Economy: tante opportunità, ma non mancano le sfide

Economia digitale, ottimisti 7 addetti ai lavori su 10: il Gdpr non favorisce solo le OTT ma anche le imprese italiane ed europee. Pizzetti: “L’Europa cerca di colmare i ritardi accumulati in questi anni comprando tempo per riuscire ad elevare la propria capacità competitiva”. Il 32% di manager e professionisti pensa che per lo sviluppo della data economy nel nostro paese serva alla base un cambio di mentalità degli stessi imprenditori. Bernardi: “Durante il lockdown i colossi americani di internet hanno accresciuto i loro profitti, mentre molte piccole e medie imprese italiane sono state colte impreparate”. Importanza strategica della customer experience. “Necessario far percepire ai clienti che i loro dati sono al sicuro”.

Consiglio d’Europa: gli Stati europei devono intensificare gli sforzi per proteggere la privacy dei minori nell’ambiente digitale

Consiglio d’Europa: gli Stati europei devono intensificare gli sforzi per proteggere la privacy dei minori nell’ambiente digitale

Nel contesto della pandemia del Covid-19, gli Stati europei dovrebbero rafforzare le misure di protezione relative al trattamento dei dati personali dei minori, in particolar modo i dati riguardanti la loro salute e quelli raccolti nel quadro dell’istruzione, al fine di ridurre al minimo i potenziali effetti negativi, tra cui l’identificazione pubblica di un minore come portatore di Covid-19, ha affermato il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa in una dichiarazione incentrata sulla protezione della privacy dei minori nell’ambiente digitale, adottata il 28 aprile 2021.

BYOD, valutazione dell'uso di dispositivi privati per fini lavorativi: la Circolare 2-2021

BYOD, valutazione dell'uso di dispositivi privati per fini lavorativi: la Circolare 2-2021

L’acronimo BYOD ("bring your own device") si riferisce all'utilizzo di dispositivi personali, in particolare con riferimento agli ambienti lavorativi. Come si legge nelle Linee Guida WP249 del Gruppo di lavoro Art. 29 “a causa dell'aumento della popolarità, delle caratteristiche e delle capacità dei dispositivi elettronici di consumo, i datori di lavoro possono trovarsi nella situazione di gestire le richieste di dipendenti che intendono utilizzare i loro dispositivi personali sul posto di lavoro per svolgere i propri compiti”. Allo scopo di tracciare i binari del legittimo utilizzo di dispositivi appartenenti al lavoratore, con la Circolare 2-2020 di Federprivacy si individuano 20 punti, da osservare prima e durante l’avvalimento in azienda di sistemi BYOD.

Modalità semplificata di attivazione dello smart working, senza accordi individuali a rischio privacy dei lavoratori e sicurezza dati aziendali

Modalità semplificata di attivazione dello smart working, senza accordi individuali a rischio privacy dei lavoratori e sicurezza dati aziendali

A causa della situazione pandemica, che dallo scorso anno ha investito anche il nostro paese modificando la fisionomia del mercato del lavoro, il Governo - con il DPCM del 1 marzo 2020 - ha previsto la possibilità per i datori di lavoro di attivare, in deroga all’art. 18 della L. 81/2017, lo smart working in modalità semplificata, ovvero senza la stipula di un previo accordo individuale con il lavoratore. Tale modalità scadrà, salvo proroghe, il 30 aprile 2021. L’art. 19 del D.L. 31 dicembre 2020, n. 183 (c.d. Decreto Mille Proroghe) convertito con modificazioni in Legge 26 febbraio 2021, n. 21 ha, infatti, confermato nuovamente la procedura semplificata già adottata a marzo 2020 sino a tale data.

La privacy nelle case 4.0: il caso Amazon Ring e le criticità delle abitazioni 'intelligenti'

La privacy nelle case 4.0: il caso Amazon Ring e le criticità delle abitazioni 'intelligenti'

Fino a qualche tempo fa, il semplice chiudere a chiave la porta di casa poteva bastare come misura di sicurezza per evitare intrusioni all’interno delle proprie mura. Con l’avvento di Internet e degli assistenti virtuali come Alexa o Cortana, però, le misure di sicurezza cd. fisiche non sono più sufficienti. Dal televisore al frigorifero, dal campanello al microonde, quasi tutti gli oggetti di uso quotidiano possono venire connessi ad internet aprendo nuovi orizzonti e criticità. Ma, come sempre, il passaggio dall’analogico al digitale ci pone davanti a problematiche legate alla privacy e alla sicurezza informatica.

La tutela dei diritti dell’interessato: il progetto NOMYD

La tutela dei diritti dell’interessato: il progetto NOMYD

Purtroppo oggi come oggi nell’attuale società della comunicazione e non solo dell’informazione è frequente subire violazioni alla nostra privacy. L’avvento delle nuove tecnologie e del digitale, se da un lato consentono di ottenere tanti vantaggi in termini di semplificazione, efficienza ed economicità dall’altro implicano necessariamente il trattamento di molti dati personali in rete e spesso non si utilizzano le necessarie precauzioni richieste dalla normativa. Quante volte capita di ricevere chiamate commerciali su prodotti che non ci interessano? Quante volte riceviamo SMS o e-mail da società di cui non abbiamo mai acquistato prodotti? In effetti, ogni giorno capita di fornire dati personali: per scaricare una app, per ottenere una carta fedeltà o per acquistare prodotti online…e a volte il soggetto a cui forniamo i nostri dati li utilizza impropriamente e senza il nostro permesso!

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