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Un modello per la sicurezza dei dati personali nell’era digitale, pubblicato nuovo libro

Un modello per la sicurezza dei dati personali nell’era digitale, pubblicato nuovo libro

Oltre il 50% della popolazione mondiale, due terzi della quale possiede un dispositivo mobile, accede ogni giorno a internet e circa un milione di persone si avvicina alla rete per la prima volta. In un tale contesto, la mancanza di un quadro di governance globale della tecnologia rappresenta un rischio rilevante, che rende necessario un approccio olistico per governare la sicurezza dei dati, soprattutto dei dati personali. Il nuovo libro patrocinato da Federprivacy “Un modello per la sicurezza dei dati personali nell’era digitale”, è una guida pratica che consente di pianificare gli interventi necessari per implementare un sistema di gestione per la privacy. Il modello proposto nel testo permette al lettore di valutare autonomamente il proprio livello di apprendimento della materia attraverso use-case reali.

Proctoring & Privacy: un’eccessiva risposta informatica ad un problema analogico?

Proctoring & Privacy: un’eccessiva risposta informatica ad un problema analogico?

Le esigenze di contenimento dell’epidemia da Covid-19 hanno portato all’applicazione, tra le altre misure, della chiusura temporanea delle strutture per l’educazione, dagli asili nido alle università. Da una prima, momentanea, sospensione delle attività per permettere agli istituti scolastici ed universitari di attrezzarsi con i necessari strumenti informatici si è passati alla pratica della Didattica a Distanza (DaD).

Sanzione da 400mila euro ad un ospedale per insufficienti misure di sicurezza sulle cartelle cliniche dei pazienti

Sanzione da 400mila euro ad un ospedale per insufficienti misure di sicurezza sulle cartelle cliniche dei pazienti

L'autorità di controllo olandese (Autoriteit Persoonsgegevens) ha imposto una sanzione amministrativa di 440.000 euro all'ospedale di Amsterdam OLVG per insufficienti misure di sicurezza per proteggere le cartelle cliniche da accessi da parte di personale non autorizzato. A seguito di vari reclami, il garante olandese aveva condotto un'indagine, effettuato un audit del sistema informativo dell'ospedale, analizzando vari aspetti di sicurezza.

Cassazione, comunicare l’iban può costituire una violazione della privacy

Cassazione, comunicare l’iban può costituire una violazione della privacy

L’appartamento dei signori M.F. e C.A. veniva interessato da infiltrazioni d’acqua provenienti dall’appartamento del signor D.B.M. Questi, beneficiando di una copertura assicurativa, chiedeva l’intervento di INA Assitalia (poi Generali Italia) che stragiudizialmente liquidava i danneggiati.  A richiesta dell’assicurato, Generali gli trasmetteva una stampa del sistema informativo interno della medesima compagnia nonché un atto di liquidazione, questo indicante in calce le coordinate bancarie dei risarciti, coordinate acquisite dal proprio perito nel corso della procedura aperta per la copertura del sinistro.

Class action con l'accusa di violazione privacy degli utenti, TikTok paga 92 milioni di dollari

Class action con l'accusa di violazione privacy degli utenti, TikTok paga 92 milioni di dollari

ByteDance, società proprietaria di TikTok, ha chiuso dopo oltre un anno una class action negli Stati Uniti per violazione delle norme sulla privacy. ByteDance ha accettato di pagare 92 milioni di dollari per porre fine al contenzioso, anche se la celebre piattaforma social si è sempre dichiarata innocente ed ha respinto tutte le accuse.

Minori online, il 95% dei genitori pensa che non basti aver compiuto 13 anni per iscriversi da soli a un social network

Minori online, il 95% dei genitori pensa che non basti aver compiuto 13 anni per iscriversi da soli a un social network

Negli ultimi decenni i social network di maggiore successo hanno raggiunto fatturati annui da miliardi di dollari offrendo servizi apparentemente gratuiti agli utenti, ma in realtà quando ci iscriviamo ad un social paghiamo con i nostri dati personali, che vengono spesso sfruttati in modo indiscriminato per finalità di marketing ed altri scopi poco trasparenti che un adulto esperto e maturo non riesce a comprendere pienamente neanche se si prende il tempo per leggere le lunghissime e complicate informative sulla privacy che gli vengono sottoposte quando intende aprire un account. La faccenda diventa ancora più pericolosa quando a poter ottenere qualcosa di gratis con un semplice click è una persona inesperta e vulnerabile come lo è un bambino, che navigando sul web si trova di fronte ad una sorta di “paese dei balocchi” in cui non è tutto oro quello che luccica.

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