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Prevista anche la diretta streaming per l'evento in programma alla Sala Marconi del CNR di Roma in occasione della presentazione del nuovo volume "Privacy, trattamento e protezione dei dati personali" edito da Wolters Kluwer Ipsoa a cura di Nicola Bernardi con la prefazione di Antonello Soro.

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"Privacy 2030. Una nuova visione per l'Europa" raccoglie le riflessioni e gli appunti di Giovanni Buttarelli, già segretario generale dell'autorità italiana, poi Garante europeo della protezione dei dati, prematuramente scomparso poco più di un anno fa. Edito in formato elettronico dal Garante e dalla International Association of Privacy Professionals, IAPP, "Privacy 2030" rappresenta allo stesso tempo il testamento spirituale di uno dei pionieri della protezione dei dati personali e un forte richiamo a trasformare un diritto della persona in un diritto delle persone, in grado di fare la differenza nelle sfide sociali, culturali, politiche e ambientali che ci attendono o che si vanno configurando.

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Whistleblowing, anagrafe tributaria, fatturazione elettronica, fidelity card e food delivery: sono questi gli ambiti di trattamento considerati sorvegliati speciali dal Garante Privacy. Lo prevede la delibera del 12 settembre 2019, resa pubblica soltanto il 24 ottobre scorso, con la quale vengono tracciate le linee guida dell'attività ispettiva che l'Autorità di tutela dei dati personali svolgerà con l'ausilio della Guardia di finanza.

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Parere favorevole dell’Autorità privacy del 9 luglio 2020 allo schema di decreto che definisce le modalità e i termini per l’erogazione del c.d. “buono mobilità” per l’anno 2020 e la disciplina del “buono rottamazione”, previsti dal relativo Programma sperimentale allo scopo di ridurre le emissioni inquinanti e in risposta ai cambiamenti climatici. Il buono mobilità è destinato ai maggiorenni residenti nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia e nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti.

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Nell'ambito dell'istruttoria aperta nelle settimane scorse sul caso Cambridge Analytica, il Garante per la privacy italiano ha ricevuto le prime informazioni da Facebook, ma intende raccogliere ulteriori elementi per una piena valutazione del caso che ha visto coinvolti migliaia di cittadini italiani. Lo ha riferito all'Ansa l'Autorità guidata da Antonello Soro, dopo che è emerso il coinvolgimento di oltre 214 mila italiani nella vicenda.

Martedì 14 luglio 2020 Camera e Senato sono convocate per l’elezione dei nuovi componenti, due per ciascuno, dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e del Garante per la protezione dei dati personali. È quanto è emerso al termine della conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. I due rami del Parlamento procederanno alla nomina separatamente, ma si esprimeranno in parallelo nell’arco della stessa giornata.

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Diffusa l'idea tra migliaia di professionisti che certificazione basata su Norma UNI 11697 sia obbligatoria, il Garante risponde alla richiesta di chiarimenti di Federprivacy. Certificazione competenze DPO non rientra tra quelle disciplinate dall'art. 42 del GDPR, quindi non può essere approvata dall'Autorità. Esclusa anche ipotesi certificazione comune. Partecipazione a lavori in Uninfo di esperti del Garante quale "attore esterno, imparziale e competente sulla materia". Bernardi: "Certificazioni volontarie costituiscono comunque un elemento di accountability".

Chiedere lumi al Dpo fa sempre bene al titolare del trattamento. Anche solo per abbassare l’importo della sanzione per violazione della normativa sulla protezione dei dati. Ma qual è il ruolo del Data Protection Officer? A ben vedere, in effetti, il Dpo si mette sempre in gioco e rischia, al di là di quanto gli competa, di diventare una posizione di garanzia o, altrimenti detto, un parafulmine. Sullo sfondo, il Considerando 77 del Gdpr, neppure tanto di sottecchi, ormai allunga la sua ombra: un “Considerando” che dota il Dpo di super poteri, ma che poi lo colloca su un piedistallo scivoloso; un “Considerando” che mette l’acceleratore a una priorità assoluta e cioè avere un repertorio delle “indicazioni del Dpo” per specifici settori.

Via libera all’unanimità dall’Aula della Camera, con 369 sì, al decreto legge per assicurare la continuità delle funzioni del collegio del Garante della Privacy (il provvedimento doveva essere convertito in legge entro il 6 ottobre). Risultano pertanto confermate dall’Assemblea le novità approvate dalla commissione Giustizia del Senato.

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Le strategie di difesa di fronte alla contestazione di avere violato le norme sulla privacy sono di diversa natura: si può contestare la sussistenza della possibilità stessa di sanzionare; oppure si può mettere in evidenza la ragione per la quale è sufficiente un ammonimento al posto della sanzione pecuniaria; oppure si possono mettere in evidenza le condizioni che portano ad una attenuazione dell’importo della sanzione pecuniaria.

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Giovanni Ziccardi al Corso di formazione manageriale per Data Protection Officer

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