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La quarantesima conferenza mondiale dei garanti per la Privacy si svolgerà dal 22 al 26 ottobre a Bruxelles, ospitando delegazioni da 81 Paesi. La sfida che ha contraddistinto le ultime edizioni dell’appuntamento è quella di tentare di adottare un approccio più “pratico” e meno “teorico”, fornendo un contributo sui temi d’attualità.

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Si chiama Giggle, l’app tutta al femminile che promette di mettere in collegamento, in maniera sicura, donne con donne che condividano gli stessi interessi, che vogliano fare lo stesso viaggio o semplicemente condividere, al riparo da rischi al maschile, un passaggio per il lavoro. Buona l’intenzione, utile l’idea, indovinata la campagna di marketing. C’è, però, un “ma”.

Per chi deve ricorrere ad un finanziamento, pare proprio che si stia avviando verso il tramonto l'epoca della burocrazia fatta di buste paga e dichiarazioni dei redditi da presentare insieme ad altra documentazione con le varie lungaggini che ancora comportano le procedure tradizionali prima di ottenere risposta dall'istituto di credito a cui ci si rivolge.

Codici di condotta, diritto di opposizione contro lo strapotere degli algoritmi e portabilità dei dati grezzi (che sono ricalcolati dalle macchine e vanno a comporre masse enorme di informazioni): è la trilogia delle tutele contro i pericoli dei big data messa in campo dal regolamento Ue sulla protezione dei dati n. 2016/679 (Gdpr), illustrata nell'indagine conoscitiva appunto sui big data, condotta congiuntamente dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato e dal Garante per la protezione dei dati personali.

Il termine big data ("grandi masse di dati" in inglese), o megadati, indica genericamente una raccolta di dati così estesa in termini di volume, velocità e varietà da richiedere tecnologie e metodi analitici specifici per l'estrazione di valore o conoscenza. Il termine è utilizzato in riferimento alla capacità di analizzare ovvero estrapolare e mettere in relazione un'enorme mole di dati eterogenei, strutturati e non strutturati, allo scopo di scoprire i legami tra fenomeni diversi (ad esempio correlazioni) e prevedere quelli futuri.

Amazon ha inviato per errore 1700 conversazioni registrate dallo smart speaker Alexa alla persona sbagliata. È successo in Germania, dove un utente ha richiesto alla società proprietaria dell’assistente vocale di poter disporre, come suo diritto garantito dalla normativa europea sulla privacy (GDPR), di tutte le sue conversazioni con il sistema, ma i file consegnati da Amazon corrispondevano a quelli di un altro cliente. 

Venerdì, 02 Novembre 2018 10:05

I nuovi rischi della trasformazione digitale

Nel 2018 il numero degli utenti connessi ad Internet nel mondo ha sorpassato i 4 miliardi. Si tratta di un dato storico, che di fatto evidenzia come oggi più della metà della popolazione mondiale abbia varcato le porte del web. Inutile elencare gli innumerevoli vantaggi derivanti dallo sviluppo tecnologico e digitale degli ultimi anni. Che internet costituisca oramai uno strumento indispensabile della vita quotidiana è un concetto assodato, quasi superfluo. Eppure, accanto agli svariati plus offerti dall’universo online, nel tempo l’attenzione degli esperti si è gradualmente spostata sui pericoli che la diffusione e l’abuso dei dati sono in grado di generare.

La Commissione europea ha annunciato che il 19 febbraio verrà pubblicato il Libro bianco sull'Intelligenza artificiale, di cui una parte, quella riguardante la moratoria sul riconoscimento facciale, ha avuto ampia eco. Ma sono principalmente le questioni etiche dell'IA e quelle inerenti la protezione dei dati personali ad essere al centro dell'attenzione.

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Si incontrano il 16 novembre a Palazzo Madama giuristi ed esperti della materia per affrontare i temi di Blockchain, cybersecurity, e intelligenza artificiale. Fulvio Sarzana: "Nuove tecnologie pongono al legislatore una seria riflessione su come regolamentare i nuovi istituti in relazione alla protezione dei dati personali". Bernardi: "La privacy nel settore dell’intelligenza artificiale e nell’Internet of Things sta diventando una vera e propria sfida". Presentato all'evento il nuovo libro patrocinato da Federprivacy

Intelligenza artificiale sotto controllo. L'intelligenza umana conserva la supremazia sui robot e le decisioni delle macchine sono contestabili davanti a un giudice umano. Lo dice il Consiglio di Stato, che, occupandosi di algoritmi e procedimento amministrativo (sentenza 2270 del'8 aprile 2019) fissa i paletti a difesa dei diritti individuali quando il decisore è un elaboratore programmato.

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Domenico Laforenza, presidente del CNR di Pisa, al 7° Privacy Day Forum

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