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Federprivacy

Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati personali, iscritta presso il Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della Legge 4/2013. Email: urp@federprivacy.org 

Con riferimento ai dati di circa 36 milioni italiani, compresi in molti casi numeri telefonici e indirizzi mail, disponibili online a seguito di una violazione dei sistemi di Facebook, il Garante per la protezione dei dati personali ha chiesto al social network di rendere immediatamente disponibile un servizio che consenta a tutti gli utenti italiani di verificare se la propria numerazione telefonica o il proprio indirizzo mail siano stati interessati dalla violazione.

Il notevole incremento di data breach ed altri eventi informatici che si sono verificati negli ultimi tempi stanno facendo salire in modo preoccupante il livello di allerta tra gli addetti ai lavori, e perciò Federprivacy ha disposto cinque iniziative specifiche per aiutare professionisti e manager d’impresa a fronteggiare le sempre più numerose minacce che possono causare violazioni sui dati personali.

Nei giorni scorsi Yemeksepeti, che è la più importante piattaforma online turca di food delivery, è stata colpita da un attacco informatico nel quale sono stati trafugati i dati personali di oltre 21 milioni di utenti. A darne notizia lo scorso 27 marzo sul proprio profilo Twitter era stata la stessa società specializzata nella consegna a domicilio che opera attualmente in 70 città in Turchia e Cipro, con oltre 35.000 ristoranti affiliati, circa 20 milioni di utenti e 520.000 ordini giornalieri.

Ancora un furto di dati personali degli utenti di Facebook, ma stavolta ad essere coinvolte sono mezzo miliardo di persone, secondo quanto riporta Business Insider. Numeri di telefono, indirizzi, date di nascita, biografie e indirizzi e-mail sono apparsi free sulla rete. Si tratterebbe dello stesso gruppo di dati esfiltrati dal social network nella rete nel 2019. Tra gli utenti colpiti, 32 milioni sono negli Usa, 11 in Gran Bretagna, sei milioni in India, e ben 37 milioni quelli italiani.

E' in tilt da alcuni giorni il sistema di posta elettronica e l’intera operatività dei server del Comune di Brescia. Come si legge nella nota pubblicata nello stesso sito istituzionale della pubblica amministrazione lombarda, la causa della paralisi è un attacco ransomware avvenuto il 30 marzo, e la richiesta di riscatto per fornire la chiave di sblocco avanzata dai criminali informatici per restituire la disponibilità dei dati è di 26 Bitcoin, l’equivalente al cambio odierno di 1,3 milioni di euro.

Il sito web di prenotazioni online di viaggi Booking.com è stato sanzionato con una multa da 475.000 euro per non aver notificato una violazione dei dati entro i termini stabiliti dal Gdpr. Booking.com aveva infatti subìto un data breach nel 2018, quando dei truffatori telefonici avevano preso di mira 40 dipendenti in vari hotel negli Emirati Arabi Uniti.

Fino al 30 aprile 2021, tutti coloro che pagano la quota associativa selezionando l'offerta del mese ricevono in omaggio il nuovo libro "Un modello per la sicurezza dei dati personali nell’era digitale” di Flavia e Massimo Montanile (Tab Edizioni, 2021) e il digital book "Risposte Privacy" a cura di Antonio Ciccia Messina.

Continua l’azione del Garante per la privacy contro il fenomeno delle chiamate promozionali indesiderate. L’Autorità ha ordinato a Fastweb il pagamento di una sanzione di oltre 4 milioni e 500mila euro per aver trattato in modo illecito i dati personali di milioni di utenti a fini di telemarketing.

Il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Giuseppe Zafarana, e il Presidente dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, Prof. Avv. Pasquale Stanzione, hanno rinnovato oggi a Roma, presso la caserma “Piave”, sede del Comando Generale del Corpo, il Protocollo d’intesa relativo alla collaborazione tra le due istituzioni.

La Hellenic Bank aveva affittato dei locali per una propria filiale di Nicosia, ma quando nel 2015 decideva di trasferirsi dimenticava letteralmente un vecchio caveau dotato di chiusura a chiave che era stato costruito in un muro dell’edificio. Successivamente, dal 2015 al 2019 il negozio era rimasto sfitto, ma quando finalmente i locali erano stati nuovamente affittati dal suo proprietario, i nuovi inquilini scoprivano con sorpresa l’esistenza del caveau abbandonato, e perciò decidevano prontamente di avvertire la banca, ma qundo i funzionari dell'istitituto si recavano sul posto per aprire i locali blindati non vi trovavano all’interno lingotti d'oro o mazzette di banconote, bensì vecchie pratiche e file di clienti ed ex clienti che vi erano stati riposti all'epoca.

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