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Federprivacy

Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati personali, iscritta presso il Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della Legge 4/2013. Email: urp@federprivacy.org 

Se ci sono problemi di privacy, bisogna chiedere sempre indicazioni al Dpo (responsabile della protezione dei dati). Lo dice il regolamento Ue sulla privacy n. 2016/679 (Gdpr) e non farlo espone a sanzione amministrativa fino a 10 milioni di euro (articolo 83 Gdpr). Lo ha ricordato anche l'Avvocatura generale dello Stato nel parere del 12/10/2022 concernente le richieste di accesso civico generalizzato rivolte da MonitoraPA: in quel frangente il Dpo è stato evocato a proposito dell'individuazione delle possibili limitazioni all'accesso.

L'accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell'attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialità e la trasparenza. Su queste basi il Consiglio di Stato con la sentenza 10277/2022 ha chiarito che quanto al rapporto tra "accesso difensivo" e tutela della riservatezza occorre distinguere tra: riservatezza "semplice" - categoria in cui rientra anche la tutela ai dati finanziari ed economici - in ordine alla quale l'interesse difensivo va tendenzialmente ritenuto prevalente; riservatezza "rafforzata" nell'ambito della quale vanno annoverati i dati "sensibili" e i dati "super-sensibili" rispetto ai quali l'interesse difensivo deve di volta in volta essere bilanciato secondo i criteri di necessarietà di indispensabilità e di parità di rango.

Con il provvedimento del 24 novembre l’Agenzia delle Entrate riscrive le regole sull’emissione e la ricezione dei documenti, con un’attenzione particolare alle informazioni che possono essere utilizzate per i controlli.

Nell’ambito della consueta collaborazione con l'Università degli Studi di Milano, Federprivacy ha patrocinato il Corso di perfezionamento di Data Protection e Data Governance con il riconoscimento dei crediti per i soci membri di Federprivacy ai fini dell’Attestato di Qualità rilasciato dall’associazione ai sensi della Legge 4/2013, e anche la previsione dei crediti formativi da parte dell’organismo di certificazione TÜV Italia per i professionisti certificati come Privacy Officer e Consulente della Privacy.

A conclusione di un’inchiesta nei confronti di Meta, in data 28 novembre 2022 l’autorità per la protezione dei dati irlandese (Data Protection Commission) ha annunciato di aver inflitto una maxi sanzione di 265 milioni di euro alla società proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp.

Basta un messaggio istantaneo per avvisare che si sta per essere segnalati per non avere pagato le rate di finanziamento per l'acquisto di un bene di consumo. E sui cattivi pagatori scatta l'oblio al massimo dopo 5 anni dalla scadenza del contratto. Mentre ogni due anni bisogna fare il tagliando agli algoritmi usati per dare un voto ai debitori.

Registrare la riunione in ufficio all'insaputa dei partecipanti viola la privacy, ma, nonostante ciò, qualche volta la registrazione è utilizzabile. È questa la sintesi desumibile da uno sguardo di insieme delle più recenti sentenze, che si occupano di episodi più frequenti che in passato grazie al fatto che è facilissimo registrare una conversazione: basta avere un telefonino cosiddetto intelligente.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole alla bozza di decreto legislativo che istituisce il nuovo sistema informativo di rilevazione delle concessioni di beni pubblici, il cosiddetto SICONBEP.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato una Asl che, durante il periodo di emergenza sanitaria, aveva rimosso le misure poste a tutela dei dati dei pazienti presenti nel dossier sanitario aziendale.

No a messaggi incomprensibili e a contatti promozionali indesiderati per spingere gli utenti telefonici, specialmente gli anziani,  a sottoscrivere nuovi contratti. Lo ha ribadito il Garante privacy che ha sanzionato per 500 mila euro Vodafone Italia in seguito al reclamo presentato da una signora ultraottantenne, che si era vista trasferire, contro la sua volontà, la propria utenza telefonica da un altro operatore a Vodafone stessa.

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Caffè Privacy: il data protection officer

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