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Federprivacy

Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati personali, iscritta presso il Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della Legge 4/2013. Email: urp@federprivacy.org 

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 29 marzo 2022 il Decreto del Presidente della Repubblica del 27 gennaio 2022, n. 26 (Regolamento), che definisce il funzionamento del Registro pubblico delle opposizioni esteso alle numerazioni non presenti negli elenchi telefonici pubblici, cellulari inclusi, secondo quanto previsto dalla legge n. 5 dell'11 gennaio 2018.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto, in via d’urgenza, il “blocco” provvisorio di ogni ulteriore diffusione, anche on line, dei contenuti dei messaggi acquisiti e presentati, come loro trascrizione, in alcuni articoli pubblicati da “la Repubblica” riguardanti la relazione intima che sarebbe intercorsa tra la dirigente di un liceo romano ed uno studente dello stesso istituto.

Nella comunicazione tra amministrazioni pubbliche i dati sanitari trasmessi devono essere soltanto quelli "indispensabili" alla attività da compiere. La Corte di cassazione, sentenza n. 9919/2022, ha infatti accolto il ricorso di un uomo contro un comune laziale per i danni derivanti da un illegittimo trattamento dei suoi dati personali in occasione della presentazione della domanda di pensione per infermità dovuta a causa di servizio.

Le compagnie telefoniche non possono usare i dati personali dei lori clienti per inviare Sms, nei quali chiedono il consenso all’attività di marketing. La disponibilità a ricevere comunicazioni commerciali deve essere data, infatti, al momento del contratto, se questo non avviene si intende negata. E i gestori non possono cercare di recuperare l’adesione in un secondo momento, mandando messaggi che ledono, oltre alle norme sul trattamento dei dati personali, anche l’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che tutela il diritto alla vita privata e familiare. La Cassazione, con la sentenza 9920, ha così accolto il ricorso del Garante della privacy, contro la decisione del Tribunale di “sdoganare” gli sms inviati da Wind tre.

Il diritto alla privacy del singolo si scontra - o meglio va raccordato - con quello alla libera informazione. Così anche un libro di taglio giornalistico, che riporti fatti risalenti nel tempo, non può, solo in base a tale circostanza temporale, essere considerato privo di qualsiasi interesse per la collettività, come invece sosteneva il ricorrente. Quest'ultimo, oltre al risarcimento del danno per l'asserita violazione della privacy, aveva domandato ai giudici anche la deindicizzazione del proprio nominativo dai motori di ricerca su internet in conseguenza del suo esercizio del diritto all'oblio. Infatti, digitando su google il suo nominativo, appariva subito il sito che offriva al pubblico il libro incriminato e di cui aveva chiesto il ritiro dal commercio.

Il Privacy Symposium, evento internazionale che mira a promuovere il dialogo globale, la cooperazione e la condivisione delle conoscenze, è in programma a Venezia, dal 5 al 7 aprile 2022 con attività complementari il 4 e l'8 aprile, e la conferenza si impegna a favorire anche la partecipazione della comunità italiana di DPO, esperti di cybersecurity, avvocati e professionisti della protezione dei dati. Per questo è prevista la traduzione simultanea delle sessioni principali, e anche una parte del programma in lingua italiana, a cui parteciperà anche Federprivacy come partner ufficiale della conferenza.

La mera circostanza della pubblicazione su un social network di un commento ritenuto offensivo non è di per sé idonea a dimostrare l'avvenuta lesione del diritto della persona a mantenere integra la propria reputazione, in assenza della dimostrazione dell'esistenza di un danno effettivamente patito. A tale conclusione è giunto il Tribunale di Bari con la sentenza n. 3767/2021, giudicando su un caso alquanto singolare.

Tecnologia e diritto anzi diritti. Ed ancora quanto la presenza pubblica sui social deve coordinarsi con il profilo professionale? Temi e domande ormai parte importante delle relazioni industriali e del diritto del lavoro. Ne è una conferma l’aumento di policy aziendali sempre più all’attenzione della giurisprudenza. Le policy aziendali sull’uso dei social network, delle e-mail e in generale degli strumenti informatici sui luoghi di lavoro sono sempre più spesso infatti al centro delle sentenze in tema di licenziamenti e sanzioni disciplinari.

Importante passo in avanti sui trasferimenti di dati personali verso gli Stati Uniti, che erano rimasti in stallo fin dal luglio 2020 a seguito della sentenza Schrems II emanata dalla Corte di giustizia europea, che aveva invalidato il Privacy Shield, l’accordo largamente diffuso con cui grandi organizzazioni e multinazionali potevano fino ad allora legittimare il trasferimento di dati tra Europa e Usa. Dopo due anni di negoziati difficili e infruttuosi, l’annuncio preliminare di un nuovo accordo arriva ora dal presidente americano Joe Biden e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

La Cgue ha affermato che l'eccezione detta per «copia privata» - ai sensi della direttiva sul diritto d'autore - si applica anche alla memorizzazione nel cloud di una copia a fini privati di un'opera protetta. La sentenza sulla causa C-433/20 ha poi chiarito che l'equo compenso (denominato appunto " copia privata") non deve gravare necessariamente sul fornitore del cloud dove avviene la memorizzazione.

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Umberto Rapetto: più tutelati con Gdpr ma non bisogna abbassare la guardia

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