Federprivacy
Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati, iscritta presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MISE) ai sensi della Legge 4/2013. Email: [email protected]
Quando l’uso improprio di WhatsApp può costare caro
WhatsApp va maneggiato con cura perché può essere fonte di illeciti penali e civili, facendo scattare perfino l’addebito nella separazione fra i coniugi. Ampio il catalogo delle condotte a rischio reato: dalla diffamazione nella chat allo stalking, passando per l’accesso abusivo per chi spia il partner fino al revenge porn e ai reati sessuali su minori.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Corte Costituzionale: legittime le intercettazioni in locali condivisi con un parlamentare
La Procura di Catania ha legittimamente disposto ed eseguito intercettazioni ambientali nei locali in uso a un non parlamentare (ma membro dell’Assemblea regionale siciliana), situati in un’unità immobiliare che ospitava anche la sede della segreteria politica di una senatrice.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Al termine del rapporto di lavoro i dati personali del dipendente vanno subito tolti dal sito aziendale
Se il collaboratore, al termine del rapporto di lavoro, chiede la cancellazione dei propri dati personali dal sito internet della società, questa vi deve provvedere senza indugio. Il diritto di accesso va adempiuto «senza ingiustificato ritardo».
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Ancora una stretta sul telemarketing: chiamate promozionali del settore luce e gas solo con il consenso dell’utente
Ennesimo tentativo di stretta per arginare l'assillante fenomeno del telemarketing selvaggio nel settore luce e gas: scattano il divieto di contatti commerciali senza consenso preventivo e la nullità dei contratti conclusi irregolarmente.
LinkedIn risponde alle accuse di spionaggio aziendale e violazione del GDPR per la scansione dei browser: “è scritto nella nostra informativa privacy”
Ogni volta che aprite LinkedIn utilizzando un browser basato su Chrome, un codice JavaScript nascosto analizza silenziosamente il vostro computer alla ricerca di software installati, senza che voi ne siate a conoscenza, senza il vostro consenso, e senza che vi sia alcun riferimento nell’informativa sulla privacy di LinkedIn.
Valido il licenziamento del dipendente che in una chat di WhatsApp divulga informazioni riservate sulle misure di sicurezza aziendali
Una comunicazione inserita in una chat privata di Whatsapp può integrare giusta causa di licenziamento quando, per contenuto e destinatari, sia idonea a ledere gravemente gli interessi del datore di lavoro e il vincolo fiduciario se comporta la rivelazione di informazioni riservate e per il potenziale impatto sulle misure di sicurezza adottate dall’azienda.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Dal Parlamento UE proposte di rinvii e modifiche dell’AI Act su watermark e divieto nudificazione
Rinvio delle scadenze per i sistemi di IA ad alto rischio, obbligo di watermarking entro il 2 novembre 2026, divieto delle applicazioni di “nudificazione” e maggiore flessibilità nel trattamento dei dati per correggere i bias: sono queste le principali misure introdotte dalla proposta di modifica dell’AI Act del Parlamento UE.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
WhatsApp scopre una versione falsa dell'app creata da un'azienda italiana per spiare gli utenti che la installavano
WhatsApp ha identificato una versione falsa dell'app, creata dall'azienda italiana Asigint del gruppo Sio Spa con sede a Cantù che produce software spia. Il team di WhatsApp afferma di avere identificato 200 utenti, la maggior parte in Italia, che avrebbero scaricato il programma dannoso mettendo a rischio privacy e sicurezza.
Usa: Apple fornirebbe i contenuti delle email riservate alle autorità federali
Negli Usa, Apple è al centro del dibattito perché avrebbe fornito alle autorità federali all’FBI le identità reali di almeno due utenti che avevano utilizzato una delle funzionalità pensate per proteggere la privacy.
Usa: Meta e Google condannate a pagare risarcimenti milionari per le loro responsabilità sulla dipendenza dei minori dai social
Il 25 marzo una giuria dello Stato della California ha emesso un verdetto storico che pare destinato a lasciare un’impronta indelebile tra le big tech: Meta e Google sono state riconosciute responsabili per negligenza nella progettazione delle loro piattaforme social, accusate di aver contribuito a creare dipendenza e danni psicologici agli utenti più giovani.
Galleria Video
Privacy Day Forum 2025: il servizio dell'Ansa
Cerca Delegato

