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Federprivacy

Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati, iscritta presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MISE) ai sensi della Legge 4/2013. Email: [email protected] 

Una mail apparentemente inviata dal capo, una richiesta urgente di pagamento verso l’estero, e un bonifico disposto senza verifiche adeguate: lo schema, ormai noto come la “truffa del Ceo”. Nel caso preso in esame dalla Cassazione la dipendente che ha eseguito il pagamento è stata licenziata e chiamata a risarcire l’importo versato agli hacker.

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ha pubblicato il documento “La gestione della privacy negli studi professionali alla luce della normativa ISO/IEC 27701:2025”, elaborato dalla Commissione “Privacy Studi professionali”, coordinata dalla Consigliera Eliana Quintili nell’ambito dell’area di delega “Compliance e modelli organizzativi delle imprese”.

Il quadro di applicazione coordinata (Coordinated Enforcement Framework - CEF) del Comitato europeo per la protezione dei dati personali (EDPB) sarà dedicato nell’anno 2026 agli obblighi di informazione e trasparenza a cui sono tenuti i titolari del trattamento.

L’utilizzo di foto di personaggi famosi a scopo commerciale richiede un’autorizzazione anche quando le immagini sono tratte da film molto conosciuti. Lo ha chiarito il Tribunale di Bari che, con la sentenza del 26 gennaio 2026, n. 568/2026, che ha affrontato il tema della tutela del nome e dell’immagine del celebre artista “Totò”.

La sentenza sulla causa C-371/24 della Cgue ha chiarito che la raccolta di dati biometrici da parte di un’autorità di polizia nell’ambito di un’indagine penale è giustificata solo se strettamente necessaria. La decisione impatta in casi in cui la polizia acquisisce dati fotografici o dattiloscopici per procedere alla concreta identificazione di persone ritenute pericolose o sospette o che rifiutano di farsi identificare.

Il Tribunale di Roma ha annullato la sanzione amministrativa di 15 milioni di euro che l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali aveva imposto a OpenAI, la società californiana che ha creato ChatGpt nel 2024.

Google è tenuta al risarcimento per il ritardo nella deindicizzazione di una notizia (procedimento penale concluso con assoluzione), esponendo così dati e informazioni personali non più di interesse e ledendo, perciò, anche la reputazione della persona e il diritto alla riservatezza. Nuovo intervento della Cassazione sul delicato equilibrio tra informazione online e tutela della reputazione personale.

C’è un equilibrio sottile, e sempre più difficile da mantenere, tra tutela dei diritti e loro possibile strumentalizzazione. Con la sentenza nella causa C-526/24, la Corte di giustizia dell’Unione europea interviene proprio su questo crinale, chiarendo fino a che punto il diritto di accesso ai dati personali possa essere esercitato — e quando invece rischi di trasformarsi in un’arma impropria.

Un recente sondaggio condotto negli Stati Uniti da CITE Research per conto di Wolters Kluwer Health su un campione di 518 professionisti sanitari ha evidenziato una crescente diffusione della cosiddetta Shadow AI, ovvero dell’utilizzo non autorizzato di strumenti di intelligenza artificiale nel settore sanitario per gestire carichi di lavoro sempre più pressanti.

La Cassazione, chiarisce che azioni reiterate e mirate, anche se indirette, possono configurare il reato di atti persecutori. Nel caso specifico preso in esame dalla Suprema Corte, la condotta si era concretizzata in un controllo sistematico dell’auto della vittima, con ispezioni e danneggiamenti.

Il presidente di Federprivacy al TG1 Rai

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