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Federprivacy

Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati, iscritta presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MISE) ai sensi della Legge 4/2013. Email: [email protected] 

Secondo il Report 2025 di LayerX, il 77% dei dipendenti incolla dati sensibili aziendali su ChatGPT o in altri chatbot di intelligenza artificiale. Sempre secondo le stime riportate, ogni dipendente incolla testi nelle chat AI in media 14 volte al giorno e almeno tre di questi inserimenti contengono informazioni sensibili.

La gestione dei dati sanitari continua a rappresentare uno dei terreni più delicati e scivolosi per chi si occupa di protezione dei dati personali.  Lo dimostra la sanzione da 5 milioni di euro inflitta dalla CNIL, alla società IQVIA Operations France, che assume particolare rilievo non soltanto per l'importo della multa, ma soprattutto per i principi che riafferma in materia di trattamento di dati relativi alla salute.

In Austria, l'organizzazione per la tutela della privacy noyb ha intrapreso un'azione legale contro la centrale rischi internazionale CRIF per presunte valutazioni illegali del merito creditizio. L'organizzazione guidata dall'attivista Max Schrems ha presentato un'ingiunzione in Austria e sta preparando una class action per il risarcimento dei danni, come annunciato martedì da noyb.

Le frodi digitali non sono più solo un tema di sicurezza informatica o di presidio antifrode, ma rappresentano un indicatore centrale di rischio antiriciclaggio. È questo il messaggio della Comunicazione UIF dell’8 giugno 2026, con cui l’Unità di Informazione Finanziaria richiama i soggetti obbligati a maggiore attenzione verso truffe online, cybercrime, uso illecito di cripto-attività e fenomeni di money muling.

Dal 7 giugno sono entrate in vigore le nuove regole sulla trasparenza retributiva introdotte dalla Direttiva UE 2023/970 e recepite in Italia con il Dlgs 96/2026. La riforma mira a rafforzare il principio della parità salariale tra uomini e donne, ma non attribuisce ai lavoratori un diritto indiscriminato a conoscere le retribuzioni dei colleghi.

Eataly ha avvisato i propri clienti di aver rilevato un attacco informatico contro l’infrastruttura che ospita il suo e-commerce. La comunicazione è arrivata via email agli utenti indicando l’attivazione di misure straordinarie di sicurezza.

Può un cittadino, o un giornalista, chiedere al Garante per la protezione dei dati personali di aprire i propri conti e mostrare come vengono spesi i soldi pubblici? La risposta del TAR Lazio, resa con la sentenza n. 10273 del 4 giugno 2026, è articolata: sì, bensì entro un perimetro preciso, esito di un bilanciamento tra trasparenza e riservatezza che il Collegio costruisce con cura chirurgica.

Con la sentenza n. 3034, pubblicata il 29 maggio 2026, il Tribunale di Firenze interviene sul tema della responsabilità del Data Protection Officer in materia di cybersecurity. Il caso riguarda una truffa informatica subita da una società, che aveva contestato al DPO l’inadempimento degli obblighi connessi alla protezione dei dati.

Il Garante ha inviato una richiesta di informazioni al Centro Nazionale Opere Salesiane Scuola riguardo l’impiego dell’intelligenza artificiale. Secondo quanto riportato dai media, alcuni istituti salesiani avrebbero avviato una sperimentazione strutturata di sistemi di IA generativa nelle attività didattico-educative, coinvolgendo oltre 1.600 docenti e quasi 29.000 studenti.

È disponibile online il nuovo numero della rivista “Privacy News”, la cui copertina è dedicata alla necessità di fornire informative trasparenti non solo per evitare le sanzioni del Garante, ma anche per guadagnare la fiducia degli utenti.

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Il presidente di Federprivacy a Rai Parlamento

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