Parlamento UE, via libera alla proroga sul "Chat Control": escluse dalle scansioni le comunicazioni protette dalla crittografia end-to-end
Il Parlamento europeo ha approvato la proroga fino al 3 aprile 2028 del regime temporaneo che consente ai fornitori di alcuni servizi di comunicazione elettronica di proseguire, su base volontaria, le attività di rilevazione, segnalazione e rimozione di materiale relativo agli abusi sessuali sui minori online.

Si tratta di quella deroga che permette a Meta, Google e Microsoft di scansionare volontariamente chat, e-mail e messaggi privati alla ricerca di materiale pedopornografico, senza un sospetto specifico e senza un ordine dell'autorità giudiziaria. Era scaduta lo scorso 3 aprile, dopo che l'Europarlamento aveva rifiutato di prorogarla, e ora resterà in vigore per altri due anni.
Nel corso dell'esame parlamentare è stata introdotta una modifica significativa, con l'esplicita esclusione dall'ambito di applicazione delle comunicazioni protette mediante crittografia end-to-end. In tali casi, infatti, il contenuto dei messaggi rimane accessibile esclusivamente al mittente e al destinatario e non può essere oggetto delle attività di scansione previste dalla deroga approvata.
La decisione riguarda il cosiddetto "Chat Control 1.0", ossia il regime transitorio introdotto per consentire ai fornitori di servizi di continuare ad adottare misure volontarie di individuazione dei contenuti di abuso sessuale sui minori, in deroga ad alcune disposizioni della normativa europea sulla riservatezza delle comunicazioni elettroniche. La proposta di regolamento permanente, spesso indicata come "Chat Control 2.0", segue invece un distinto iter legislativo e continua a essere oggetto di confronto tra le istituzioni europee.
Per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni non si registrano cambiamenti immediati nell'utilizzo dei principali servizi di messaggistica che impiegano la crittografia end-to-end, mentre i fornitori che possono accedere ai contenuti in chiaro potranno continuare, nel rispetto della disciplina vigente, ad effettuare attività volontarie di rilevazione e segnalazione del materiale illecito.
La decisione del Parlamento europeo conferma come il dibattito sul bilanciamento tra tutela dei minori, sicurezza delle comunicazioni e protezione dei dati personali rimanga uno dei temi più rilevanti dell'agenda digitale europea. L'evoluzione della proposta di regolamento permanente sarà pertanto seguita con particolare attenzione da autorità, imprese, responsabili della protezione dei dati (DPO) e professionisti della privacy, chiamati a valutare i possibili impatti sulle future misure di compliance.
Fonte: Parlamento Europeo






