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Regno Unito, stretta sui social: il premier britannico annuncia il divieto per gli under 16

Il governo britannico guidato dal premier Keir Starmer ha annunciato una delle misure più radicali mai adottate in Europa in materia di tutela dei minori online: l'accesso alle principali piattaforme di social media sarà vietato ai ragazzi di età inferiore ai 16 anni.

L'iniziativa, presentata come un intervento necessario per contrastare i rischi derivanti dall'uso precoce e incontrollato dei social network, si inserisce in una più ampia strategia di protezione dell'infanzia nell'ambiente digitale. Secondo quanto dichiarato dal primo ministro britannico, l'obiettivo è quello di "restituire ai bambini la loro infanzia", limitando l'esposizione a contenuti dannosi, fenomeni di cyberbullismo, dipendenza digitale e contatti indesiderati con estranei.

Il divieto riguarderà le principali applicazioni social utilizzate dagli adolescenti, tra cui TikTok, Instagram, Snapchat, YouTube, Facebook e X. Resterebbero invece esclusi, almeno nella fase iniziale, i servizi di messaggistica privata come WhatsApp e Signal.

Il piano britannico prevede inoltre ulteriori restrizioni per i minori nell'utilizzo di videogiochi online e servizi di livestreaming, con particolare attenzione alle funzionalità che consentono interazioni con sconosciuti.

Secondo le anticipazioni diffuse dalla stampa internazionale, il nuovo quadro normativo dovrebbe entrare in vigore nella primavera del prossimo anno, dopo il completamento dell'iter legislativo.

La decisione del Regno Unito riaccende inevitabilmente il dibattito anche negli altri Paesi europei, Italia compresa, sul delicato equilibrio tra libertà digitali, responsabilità delle piattaforme e tutela dei diritti dei minori. 

Se da un lato la misura annunciata da Londra è stata accolta favorevolmente da molte associazioni di genitori e da esperti di sicurezza online, dall'altro non mancano le perplessità di chi teme possibili effetti collaterali, quali l'aggiramento dei divieti mediante strumenti tecnologici alternativi o il rischio di una progressiva erosione dell'autonomia digitale degli adolescenti.

In ogni caso, il provvedimento britannico rappresenta un segnale forte: nell'era dell'economia dell'attenzione e degli algoritmi progettati per massimizzare il tempo di permanenza online, la protezione dei minori sta diventando una priorità sempre più centrale nell'agenda dei governi. Una scelta destinata a far discutere, ma che potrebbe segnare un punto di svolta nel rapporto tra nuove generazioni e piattaforme digitali.

Fonte: BBC

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