Chat Control: nessuna intesa tra Parlamento UE e Consiglio UE sulla deroga alle norme europee sulla privacy
Fumata nera sulla deroga alle norme Ue sulla privacy che consente ai fornitori di servizi online come WhatsApp e Instagram il rilevamento volontario di materiale pedopornografico. Il Parlamento europeo e il Consiglio Ue non sono riusciti a raggiungere un'intesa per prorogare la deroga, in scadenza il 3 aprile, che serviva a colmare il gap legislativo fino all'entrata in vigore della nuova normativa, il cosiddetto 'Chat Control', oggetto di negoziati tra Parlamento europeo e Consiglio Ue.

Il Regolamento 1307/2024 riguarda la lotta contro gli abusi sessuali online sui bambini e modifica il regolamento precedente, risalente al 2021, in deroga temporanea a talune disposizioni riguardanti l'uso delle tecnologie da parte dei fornitori di servizi di comunicazione. In effetti, ha consentito ai fornitori di servizi di comunicazione di utilizzare determinate tecnologie per identificare e segnalare gli abusi sui minori, in deroga alla direttiva (2002/58/CE) sulla privacy dei dati. Tale deroga è stata definita dal Regolamento del 2024 come misura di “natura eccezionale”, proprio per evitare di stabilire un precedente, con la data di scadenza fissata al 3 aprile 2026.
"Lo sviluppo odierno crea un vuoto che, nonostante i nostri sforzi, avrà ripercussioni sulla capacità di salvare le vittime di questo orrendo crimine e di assicurare i responsabili alla giustizia", ha dichiarato un portavoce della presidenza di turno cipriota del Consiglio Ue.
I 27 Stati membri attribuiscono la responsabilità dello stallo al Parlamento europeo, la cui posizione è stata adottata la scorsa settimana. Secondo il portavoce, gli eurodeputati hanno insistito nel "modificare la portata della misura provvisoria in un modo che, secondo la stragrande maggioranza degli Stati membri, l'avrebbe resa inefficace".
L'Eurocamera aveva approvato un testo con modifiche significative rispetto alla proposta della Commissione, proteggendo la crittografia end-to-end. I deputati chiedono di limitare il rilevamento al materiale già noto e agli utenti precedentemente identificati dalle forze dell'ordine. Da parta sua, il Consiglio Ue aveva già approvato la propria posizione senza modifiche.
"L'attenzione della presidenza cipriota - ha spiegato il portavoce - si concentra ora sulla rapida conclusione dei negoziati sul Regolamento per la prevenzione e la lotta contro gli abusi sessuali sui minori, che dovrebbe istituire un quadro giuridico comune efficace e sostenibile per la prevenzione e la lotta contro gli abusi sessuali sui minori".
Fonte: EU News






