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Visualizza articoli per tag: minori

La Cassazione, con la sentenza n. 30767/2025, ha accolto il ricorso di una madre che nell’ambito di una vicenda di rilevata incapacità genitorialità e connotata da profili di violenza domestica contestava l’affidamento al Comune dei propri figli minori sia sotto il profilo sostanziale che di ritenuta illegittima inammissibilità di prove ritenute dirimenti per il giudizio.

Le misure di protezione assunte da TikTok per gli utenti minorenni sono del tutto insufficienti e non possono assolutamente bastare: per creare un ambiente web sicuro, in cui navigare ed esprimersi liberamente, è necessario invece restituire ai genitori una funzione di consenso in fase di iscrizione e supervisione rispetto alle attività condotte in rete dai figli - un diritto inalienabile di tutela che incredibilmente continua a non essere riconosciuto sul web.

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I genitori devono controllare i profili social dei figli minorenni, soprattutto se questi ultimi sono particolarmente fragili o immaturi, per evitare abusi e condotte illecite. A loro discolpa non possono invocare scarse competenze informatiche, affermare di avere chiesto ai figli di condividere le password, o che abbiano diritto alla loro privacy. 

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Se uno studio di Federprivacy su tremila siti dei comuni italiani ha evidenziato che il 47% di questi utilizza protocolli non sicuri e il 36% non rende noti i recapiti per contattare il Data Protection Officer, in Norvegia le inosservanze delle misure di sicurezza del Gdpr da parte dei comuni iniziano già ad essere sanzionate pesantemente, e questo costituisce un serio avvertimento per le p.a. di casa nostra, anche perché ormai siamo a poche settimane dalla scadenza del “periodo di grazia” di otto mesi previsto dal Dlgs 101/2018, in cui il Garante ha tenuto finora particolare considerazione nella fase di prima applicazione delle disposizioni sanzionatorie del Regolamento.

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha introdotto una nuova normativa per la verifica dell'età per l'accesso ai siti per adulti che pare destinata a segnare una svolta in Italia.Sei mesi per adeguarsi

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Adesso disponibile sul Canale Youtube di Mondadori Education il video integrale del webinar "Come proteggere la Privacy nelle scuole", che può essere ulteriormente diffuso nei contesti scolastici per promuovere la cultura della privacy e l'educazione digitale dei giovani.

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Molti smartwatch per bambini sono un colabrodo dal punto di vista della sicurezza e della privacy. Inefficienti, inaffidabili, privi di elementari protezioni, irrispettosi dei dati degli utenti e per di più pure a rischio di essere facilmente violati da un attaccante. È la demoralizzante fotografia scattata dal rapporto di una organizzazione no-profit norvegese per i diritti dei consumatori, il Norwegian Consumer Council, da tempo in prima fila nell’analizzare le falle informatiche e legali dei dispositivi connessi, come avevamo raccontato nel caso della bambola interattiva Cayla.

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Il Pakistan ha introdotto un sistema di registrazione biometrica obbligatoria per i bambini di età compresa tra 10 e 18 anni. Questo nuovo processo punta a migliorare la sicurezza nazionale e a prevenire l’abuso dell’identità nei minori. L’iniziativa della schedatura dei minori prevede l’acquisizione di dati biometrici come impronte digitali e scansioni facciali.

Ne “Il vecchio e il bambino” scritta da Guccini e interpretata anche da “I Nomadi” è indimenticabile il passaggio in cui il ragazzino si rivolge al progenitore (oggi forse, lo farebbe tristemente con “Alexa”) e dice “Mi piaccion le fiabe, raccontane altre”. Chi ha eguale (nel narrare o ascoltare, poco importa) romantica passione per le favole certamente non vede il fondatore di Facebook come un orco, ma – a guardar bene – non fa grossi sforzi per immaginarlo nei panni del pifferaio di Hamelin. Il signor Zuckerberg – sovrano pressoché indiscusso dell’universo dei social network – ha pianificato una serie di iniziative volte a garantire l’accesso ad Instagram (suo, come pure WhatsApp) anche ai minori di 13 anni, offrendo questa opportunità di svago pure a chi era stato legittimamente escluso dall’iscrizione ufficiale (non fa purtroppo testo chi “bara” o usa sotterfugi) perché ritenuto troppo giovane.

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Che la privacy sia un diritto fondamentale è diventato ormai uno slogan che siamo abituati a sentire risuonare come un mantra, ma anche se l’art.8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea afferma che “ogni persona ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che la riguardano”, la realtà della società digitale attuale è purtroppo ben diversa.

Privacy Day Forum 2025: il servizio dell'Ansa

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