Il risarcimento a seguito di una violazione della privacy non è automatico, ma basta una lesione effettiva della riservatezza
La Corte d’Appello di Catanzaro (sezione I, sentenza 3 giugno 2026 n. 805) osserva in sentenza (tra altro) come, in tema di illecito trattamento dei dati personali, l’esclusione del principio del danno in re ipsa presupponga la prova della lesione conseguente al trattamento.

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