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Quando un attacco cyber è una tragedia
Quella che ha raggiunto la sua acme drammatico la scorsa settimana è la storia dell’attacco ransomware che ha colpito le scuole pubbliche di Minneapolis lo scorso marzo. I criminali avevano chiesto un riscatto di un milione di dollari per non divulgare le informazioni sottratte che riguardavano i dipendenti e soprattutto gli oltre 30 mila studenti, nella stragrande maggioranza minorenni.
Ransomware colpisce un ospedale per bambini: gli hacker chiedono scusa e rilasciano la chiave per recuperare i dati
Lo scorso 18 dicembre un ospedale pediatrico canadese era stato colpito da un ransomware che aveva messo fuori uso buona parte delle proprie infrastrutture informatiche, causando forti rallentamenti nel prestare le cure ai piccoli pazienti. Ma due giorni dopo l'annuncio della dirigenza sanitaria che rendeva note le difficoltà in cui versava, la banda di ransomware LockBit ha presentato le proprie scuse rilasciando gratuitamente la chiave di decrittazione, e informando che l’autore dell’attacco era stato cacciato per aver violato il codice etico dell’organizzazione criminale:
Rating reputazionale sotto la lente del Garante Privacy: avviata istruttoria su una piattaforma rivolta agli studenti
Il Garante per la protezione dei dati personali ha inviato una richiesta di informazioni all’Associazione Crop News Onlus che opera nel settore del rating “reputazionale”. Secondo notizie di stampa l’Associazione avrebbe promosso il Progetto Virtute 4 Students per sperimentare, nei confronti degli studenti, il rating “reputazionale” elaborato sulla base di algoritmi dalla Piattaforma Mevaluate. Al progetto avrebbe aderito un istituto di istruzione superiore.
Registrazione delle lezioni, temi in classe, pubblicazione voti, cellulare in aula: le regole del Garante della privacy in vista del nuovo anno scolastico
Dalle foto ai temi in classe, dalla registrazione delle lezioni all’uso del cellulare: in vista dell’inizio delle lezioni del nuovo anno scolastico il Garante per la privacy ricorda le regole da seguire con un vademecum e una sezione FAQ dedicata a questo tema.
Regno Unito, stretta sui social: il premier britannico annuncia il divieto per gli under 16
Il governo britannico guidato dal premier Keir Starmer ha annunciato una delle misure più radicali mai adottate in Europa in materia di tutela dei minori online: l'accesso alle principali piattaforme di social media sarà vietato ai ragazzi di età inferiore ai 16 anni.
Regno Unito: il garante inglese multa Reddit per 14,4 milioni di sterline per trattamento illecito dei dati dei bambini
Mentre aumentano le preoccupazioni sull'esposizione dei bambini a contenuti online dannosi, il Garante inglese (Information Commissioner's Office) ha multato Reddit per quasi 15 milioni di sterline per aver operato senza un'efficace garanzia di età e l'elaborazione illegale dei dati dei minori di 13 anni.
Regno Unito: sanzione di 14,4 milioni di sterline a Reddit per violazione della privacy dei minori
L’Information Commissioner’s Office del Regno Unito ha inflitto una sanzione di 14,47 milioni di sterline a Reddit per la violazione della privacy dei minori. Secondo l’autorità britannica, l’azienda californiana non ha implementato un sistema efficace di verifica dell’età e quindi non ha una base legale per il trattamento dei dati degli utenti con età inferiore a 13 anni.
Riapertura delle scuole, genitori attenti alla privacy dei vostri figli quando postate le foto sui social!
Settembre è periodo di riapertura delle scuole, con l’entusiasmo - e la fatica, ammettiamolo pure - dei primi giorni tanto per gli studenti quanto per i genitori o coloro che li accompagnano a percorrere i primi passi di un nuovo anno scolastico. Ma attenzione a compromettere la privacy e la sicurezza dei minori.
Rischi e pericoli di una società tecnologicamente sempre più giovane ma non scevra da antichi mali
“Ignorantia iuris non excusat”, solevano dire i nostri antenati, attraverso una locuzione che nel corso degli anni ha assunto molteplici sfaccettature. È vero, la presunzione che il cittadino, latamente inteso, conosca la legge applicabile è una necessità prima che una verità. Ci sono, tuttavia, circostanze in cui l’inconsapevolezza/superficialità/furbizia regna, con la correlata possibilità di celarsi dietro un cavillo per evitare il peggio. Ed è ancora e proprio il frequente uso dei social network a condurre ad una nuova, parallela e straziante verità: l’alzarsi dell’asticella della liceità di ciò che con essi viene compiuto.
Roblox: la privacy non è un gioco da ragazzi
Uno degli effetti della pandemia e dei successivi lockdown nazionali è stato certamente quello di aver aumentato in maniera esponenziale le ore che i minori passano davanti allo schermo. Di conseguenza, era inevitabile che ciò si riflettesse in maniera positiva sul mercato videoludico. A questo aumento ha certamente contribuito Roblox, il quale, più che un videogioco, è una piattaforma online per videogiochi. Infatti, tramite l’editor di Roblox, chiunque può creare un videogioco con le più svariate tematiche e meccaniche. Gli unici punti in comune sono la grafica, la quale ricorda vagamente i Lego, ed il fatto di poter monetizzare il gioco.
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Il presidente di Federprivacy al TG1 Rai
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