Visualizza articoli per tag: minori
Il genitore deve controllare il figlio che usa Whatsapp
I genitori sono chiamati a educare i loro figli a un corretto utilizzo dei mezzi tecnologici e a porre in essere una vigilanza attiva per evitare che usandoli danneggino se stessi o altri. Lo ha stabilito il Tribunale di Caltanissetta, nella sua sentenza dell’8 ottobre 2019.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Il minore può rivolgersi direttamente al Garante privacy per far oscurare foto e video in cui viene bullizzato
Il minore ultra14enne può chiedere direttamente al Garante di intervenire per far cessare atti di cyberbullismo. Anche la vittima, dunque, è abilitata ad avvalersi del mezzo di tutela previsto dall'articolo 2 della legge 71/2017.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Il ruolo del Data Protection Officer nei sistemi di age verification
La tematica dell’age verification è quanto mai attuale e promossa anche dalle autorità di controllo europee, sebbene con degli inviti alla prudenza circa l’adozione di tali sistemi. Difatti, è indubbio che internet sia e debba essere un luogo sicuro anche per i minori.
Il ruolo del DPO nella tutela dei minori
Già presidio di garanzia per la protezione degli interessati vulnerabili, il Data Protection Officer assume un ruolo ancora più rilevante nella realizzazione di tutele effettive e concrete richieste nel momento in cui sono svolte attività di trattamento che coinvolgono dati personali dei minori. Occorre però compiere preliminarmente alcune considerazioni fondamentali a seconda degli ambiti di operatività delle organizzazioni.
Il sexting coinvolge sempre più spesso anche i minori
E' un fenomeno preoccupante quello del "sexting", che consiste nell'invio di testi o immagini sessualmente esplicite tramite Internet o telefono cellulare. Specialmente quando riguarda i minori, chi lo pratica spesso incorre in gravi illeciti, anche di natura penale. Ad esempio, tempo fa un genitore che usava le foto del figlio adolescente per fare 'sexting' su Instagram era stato condannato per sostituzione di persona, mentre in un altro caso per un ragazzo che chiedeva selfie hot alla fidanzatina era scattato il reato di pedopornografia. In una più recente vicenda, un uomo inviava foto e messaggi assolutamente espliciti e scabrosi addirittura ad una bambina di dieci anni, e per questo è stato condannato per adescamento di minorenni (reato previsto dall'art. 609-undecies del Codice Penale).
Il video girato dall’influencer viola la privacy anche se il minore è di spalle ma riconoscibile dal contesto, e in ogni caso serve uno specifico consenso
Non basta un consenso generico firmato a inizio anno scolastico per trasformare gli studenti in protagonisti di campagne promozionali sui social, e si può violare la privacy anche se il minore viene ripreso di spalle.
Immagini e dati personali di minori sui giornali: il Garante della Privacy sanziona un quotidiano e due siti di informazione
Il Garante Privacy ha sanzionato un quotidiano e due siti di informazione che avevano pubblicato illecitamente dati personali e dettagli di un bambino e di una ragazza ancora minorenne coinvolti in due diversi episodi di cronaca. In entrambi i casi l’Autorità si è attivata a seguito del reclamo dei rispettivi genitori.
In Francia occorrerà aver compiuto 15 anni per iscriversi ai social network
La “maggiore età digitale” per iscriversi ai social network si raggiunge a 15 anni. Questa la proposta di legge approvata quasi all’unanimità (82 voti contro 2) in prima lettura dall’Assemblea Nazionale della Repubblica francese. E così – se l’attuale testo diventerà definitivamente legge -, i social network saranno tenuti a verificare l’età dei loro utenti e il consenso dei genitori per la registrazione dei minori di 15 anni, con sanzioni in caso di inadempienza.
In Irlanda la prima multa per violazione del Gdpr non colpisce un gigante del web ma l'agenzia per l'infanzia
A distanza di 2 anni dall’introduzione del Gdpr si sveglia l’Autorità per la privacy irlandese, ed infligge finalmente la sua prima sanzione con il Regolamento UE 2016/679. Ma l’agenzia per la protezione dei dati guidata da Helen Dixon, più volte messa in discussione per le sue 19 indagini avviate senza però fino ad oggi irrogare una sola multa per violazione del Gdpr, benché sia autorità capofila competente per diversi colossi della tecnologia americani che hanno la loro sede europea proprio in Irlanda, non sanziona Facebook, Twitter, Amazon o Google, ma colpisce l’agenzia di stato per l’infanzia e la famiglia.
In vigore il Digital Services Act
Entra in vigore dal 25 agosto il Digital Services Act, il nuovo regolamento emanato dall’UE per frenare il 'far west digitale', che prevede anche misure a tutela della privacy e per la protezione dei minori.
Galleria Video
Il presidente di Federprivacy a Rai Parlamento
Cerca Delegato

