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Dall’Europa un concreto passo avanti per la tutela online dei minori
La rete non è priva di rischi e quando si tratta di tutela dei minori scattano doppie cautele e diventa cruciale, per un operatore, da un lato, riuscire a rispettare le diverse normative applicabili, cercando al tempo stesso, dall’altro lato, di portare avanti le proprie legittime strategie di business.
Dati personali dei bambini affissi sulla porta dell'aula, multata una scuola per violazione della privacy
Duemila euro di multa per aver diffuso i dati personali degli alunni affiggendoli sulla porta della scuola. Nei giorni scorsi l’istituto comprensivo di Uggiano è stato sanzionato dal Garante per la protezione dei dati personali. Al centro della questione c’è quanto avvenuto nel mese di marzo dello scorso anno nella scuola dell’Infanzia di Otranto, dipendente dal Comprensivo di Uggiano. Sulla porta dell’edificio erano stati affissi alcuni elenchi che riportavano i nomi degli alunni, le loro date di nascita, gli indirizzi di residenza e i numeri di telefono. In cima agli elenchi, poi, c’era la dicitura, scritta a matita, «manca copia vaccini».
Dispositivi elettronici, sistemi di parental control di default
Parental control by default. Deve essere una impostazione predefinita dei servizi offerti dai fornitori di servizi di comunicazione elettronica. E alla modifica delle modalità di utilizzo dei dispositivi si abbina la previsione di iniziative di alfabetizzazione digitale per le famiglie.
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Divieto di cellulari a scuola: in caso di violazioni della privacy o diffusione di contenuti illeciti, il dirigente può essere chiamato a risponderne
Con la Circolare Ministeriale n. 3392 del 16 giugno 2025, il divieto di utilizzo dei cellulari nelle scuole è diventato vincolante, non più una scelta della singola scuola. In assenza di un regolamento efficace, se si verificano episodi di cyberbullismo, violazione della privacy o diffusione di contenuti illeciti, il dirigente può essere chiamato a risponderne
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Eccessivo fotosegnalare un minore perché sprovvisto di valido biglietto di viaggio
È eccessivo scattare foto al passeggero del trasporto pubblico che non ha un biglietto valido per contestargli la sanzione amministrativa. A questo risultato si giunge attraverso un’analisi del flusso dei dati nel caso in cui non ci sia un archivio fotografico per fare il raffronto delle immagini e il rintraccio del nome. Altra questione è la raccolta di prove per contestare reati.
Educazione digitale a scuola, lo prevede la legge
Nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica e, in particolare, dell’educazione alla cittadinanza digitale trova posto l’approfondimento delle modalità di uso dei dispositivi e dei servizi digitali nei diversi contesti, compreso, quindi, il contesto scolastico. A prevederlo è l’articolo 5 della legge 92/2019 sull’insegnamento dell’educazione civica.
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Esaminati 876 siti web e app nell'indagine Privacy Sweep: nel 72% dei casi basta una semplice autodichiarazione per aggirare i controlli sull'età
Buone pratiche a tutela dei minori e dei loro dati personali, ma rischi in aumento rispetto al passato. Emergono risultati contrastanti dello Sweep 2025 del Global privacy enforcement network, l’indagine a tappeto realizzata da 27 Autorità di protezione dati mondiali, tra cui il Garante italiano, su 876 tra siti web e app mobili comunemente utilizzate dai più piccoli.
È reato diffondere i selfie erotici di una minorenne
La diffusione via WhatsApp a un solo destinatario delle fotografie pornografiche minorili, anche se originate da selfie, rientra nell’ipotesi di reato prevista dall’articolo 600-ter, comma 4, del Codice penale, che punisce con la reclusione fino a tre anni la cessione, anche a titolo gratuito, di materiale pedopornografico, a prescindere da chi abbia scattato le fotografie. La pronuncia della Cassazione 5522 depositata il 12 febbraio scorso chiude il cerchio sulla divulgazione dei selfie erotici autoprodotti dai minorenni.
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Facebook nel mirino: 'dati personali di minori venduti alle società di alcol e tabacco'
Questa volta i guai per Facebook arrivano dall’emisfero australe e riguardano sempre il trattamento dei dati degli utenti del popolare social. L’accusa stavolta, però, è tanto pesante quanto inquietante. Secondo gli attivisti australiani di Reset (un’associazione mondiale di contrasto delle minacce digitali alla democrazia), la creatura di Mark Zuckerberg sembrerebbe adottare politiche scorrette in tema di trattamento dei dati, arrivando addirittura a usare le informazioni di navigazione degli adolescenti non solo all’interno del recinto della famosa piattaforma, ma anche al di fuori di essa, con grave pregiudizio per i fanciulli.
Famiglia nel bosco: il Garante Privacy monitora la vicenda e richiama alla tutela dei minori
In relazione alle notizie diffuse dagli organi di informazione riguardanti la vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali segue con attenzione gli sviluppi del caso.
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Ansa: presentato alla Camera il libro 'Smetti di farti spiare difendi la tua privacy'
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