Visualizza articoli per tag: videosorveglianza
La videosorveglianza nel condominio e le misure di sicurezza: imprescindibili quelle fisiche e analogiche
L’installazione delle telecamere in un condominio, a seguito dell'entrata in vigore delle Linee Guida 3/2019 pubblicate il 20/1/2020, deve necessariamente commisurarsi con l’attività di accountability e di analisi dei rischi che dovrà effettuare lo studio di amministrazione tenendo conto dei princìpi espressi dal GDPR, quale quello della minimizzazione e della finalità del trattamento.
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La videosorveglianza nella UE con le Linee Guida 3/2019
Come noto agli addetti ai lavori, l’European Data Protection Board (EDPB), nel luglio del 2019 ha pubblicato le Linee Guida n. 3/2019 sulla videosorveglianza, successivamente sottoposte a consultazione pubblica conclusasi nel settembre del 2019.
Le differenze tra l’impianto di videosorveglianza privato e quello installato dall’assemblea condominiale
Una delle questioni che spesso genera dubbi in ambito condominiale riguarda la distinzione tra impianti di videosorveglianza installati da un singolo condomino per fini privati e impianti deliberati dall’assemblea a tutela delle parti comuni. Si tratta di due situazioni giuridicamente ben distinte, che comportano responsabilità, obblighi e garanzie differenti.
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Le immagini registrate e conservate in sistemi di videosorveglianza urbana rientrano nella nozione di ‘documento amministrativo'
Le immagini registrate e conservate in sistemi di videosorveglianza urbana rientrano nella nozione di ‘documento amministrativo' per cui possono formare oggetto di accesso da parte dei cittadini ma la loro ostensione deve esser contemperata con gli interessi alla riservatezza e alla tutela dei dati personali di soggetti terzi. È questo, in sintesi, il principio espresso dalla recente decisione del TAR della Campania (Sezione Sesta, 2/5/2023 n. 2608) che si impone all'attenzione non tanto per lo specifico e peculiare problema affrontato e risolto ma soprattutto perché affronta una questione di portata generale assai attuale, considerato il sempre più diffuso utilizzo da parte delle pubbliche amministrazioni di sistemi di videosorveglianza per esigenze di sicurezza pubblica:
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Le telecamere del comune sorvegliavano la corretta raccolta differenziata dei rifiuti ma violavano la privacy dei cittadini
Una multa di 45mila euro è stata comminata dal Garante Privacy ad un Comune siciliano per aver installato alcune telecamere per il controllo della raccolta differenziata dei rifiuti in violazione della disciplina che tutela i dati personali.
Le telecamere riprendevano aree in cui transitavano alunni minorenni: sanzionata una scuola
Il Garante ha sanzionato una scuola per il sistema di videosorveglianza che riprendeva anche minori, ovvero “persone fisiche vulnerabili”, che meritano “una specifica protezione relativamente ai loro dati personali, in quanto possono essere meno consapevoli dei rischi, delle conseguenze e delle misure di salvaguardia nonché dei loro diritti”.
Legittima la videosorveglianza senza il permesso di chi ha la servitù di passaggio se si dimostra necessaria e proporzionata
La Cassazione civile, con la sentenza n. 7289/2024, ha stabilito che è legittima la videosorveglianza approntata senza il permesso di chi ha la servitù di passaggio nell’area videoripresa se è utile a proteggere i propri interessi, la proprietà e la sicurezza personale, anche se lo spazio controllato è appunto in uso anche a terzi.
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Licenziamento illegittimo se le riprese video senza “fondato motivo” e in assenza di un “fondato sospetto”
Il licenziamento si considera illegittimo se le riprese video sul posto di lavoro vengono eseguite senza una reale necessità probatoria. Questo il principio espresso dalla Cassazione con ordinanza n. 16214/26. I Supremi giudici così sono tornati a pronunciarsi sul delicato tema dei controlli a distanza dei lavoratori e dell’utilizzabilità delle videoregistrazioni nei procedimenti disciplinari.
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Lo spioncino elettronico, quali limiti per il suo corretto utilizzo nel rispetto della privacy
Installare uno spioncino digitale è come mettere una telecamera di videosorveglianza sul pianerottolo. In termini pratici è un'ottima soluzione che, però, rischia di essere troppo invasiva in termini di privacy, tanto di aver interessato anche il Garante per la protezione dei dati personali. Grazie alla tecnologia wi-fi, alcuni dei modelli di spioncino sono collegati ad una app da scaricare sullo smartphone in modo da tenere sotto controllo i movimenti all'esterno della casa in qualsiasi momento, a qualsiasi ora e da qualsiasi parte.
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L’amministratore di condominio può vedere le immagini delle telecamere che riprendono danni alle parti comuni
È lecito visionare le immagini delle telecamere per scoprire l’autore di un danno alle parti comuni di un complesso condominiale? A questa domanda, sempre più frequente negli edifici dotati di videosorveglianza, si può oggi rispondere con chiarezza grazie a una serie di interventi normativi, giurisprudenziali e del Garante per la protezione dei dati personali.
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