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Un nuovo allarme legato a WhatsApp sta preoccupando gli esperti di cybersicurezza: si tratta degli attacchi “zero-click”, una tipologia di minaccia informatica particolarmente insidiosa perché può colpire gli utenti senza richiedere alcuna azione da parte loro. Non è necessario aprire link sospetti, scaricare allegati o interagire con messaggi apparentemente anomali. 

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Un gruppo su WhatsApp può esistere senza che nessuno sia a conoscenza della sua esistenza, di chi siano i suoi membri o di ciò che viene condiviso. Per cominciare a comprendere meglio il ruolo che ha assunto durante la pandemia il servizio di messaggistica più popolare del mondo si deve partire proprio dalla percezione di segretezza che hanno i suoi utenti. A differenza di Twitter, Facebook e delle altre piattaforma di social media, WhatsApp è progettato per proteggere la privacy. E non è una differenza da poco.

Anstel Telecomunicazioni pubblica il report sulle App insospettabili che rivelano i tradimenti. E’ noto che in circa il 40% delle cause di separazione in Italia, WhatsApp è presente come prova, ma ciò che emerge dal report, è che le App che nascondono più segreti sono quelle insospettabili.

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Se viene prodotta in giudizio la trascrizione di una conversazione realizzata tramite chat di WhatsApp va in concreto valutata dal giudice la necessità di acquisire lo strumento che contiene i messaggi trascritti o di verificare la genuinità e provenienza degli stessi.

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Martedì, 20 Agosto 2024 08:46

Tutela estesa su chat e messaggi WhatsApp

Ha portata generale la necessità per il Pm di procedere a sequestro per l’acquisizione di chat. A queste ultime infatti deve essere ricondotto il concetto di corrispondenza sulla base di quanto chiarito dalla Corte costituzionale. Lo puntualizza la Cassazione con la sentenza 31180/2024 della sesta sezione penale.

La BEUC, (Bureau Européen des Unions de Consommateurs) che è l'organizzazione europea fondata nel 1962 che raggruppa 46 associazioni dei consumatori europee di 32 paesi (Altroconsumo per l’Italia), ha presentato una denuncia alla Commissione europea e alla rete europea delle autorità per i consumatori contro WhatsApp, accusando la nota app di messaggistica istantanea di proprietà di Facebook di aver esercitato continue e indebite pressioni sugli utenti per forzarli ad accettare nuovi termini sulla privacy che non sarebbero né comprensibili né trasparenti, e quindi in palese violazione dei diritti che il Gdpr riconosce agli interessati.

Una comunicazione inserita in una chat privata di Whatsapp può integrare giusta causa di licenziamento quando, per contenuto e destinatari, sia idonea a ledere gravemente gli interessi del datore di lavoro e il vincolo fiduciario se comporta la rivelazione di informazioni riservate e per il potenziale impatto sulle misure di sicurezza adottate dall’azienda.

Scatta il reato di “Diffusione di riprese e registrazioni fraudolente” per chi invia su Whatsapp immagine private, nel caso delle riprese fatte di nascosto subito dopo aver consumato un rapporto sessuale in auto. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2112/2025.

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L'Agenzia spagnola per la protezione dei dati (AEPD) ha imposto una sanzione di 70.000 euro a LVMH Iberia, S.L. (una filiale del gruppo del lusso che gestisce marchi come Louis Vuitton) per aver incluso in un gruppo di WhatsApp il numero di telefono cellulare personale di una dipendente senza il suo consenso.

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Cari bambini e genitori, benvenuti nell’ Europa della tutela dei dati personali online. Cosa cambia? Praticamente niente. Se in questi anni i piccoli utenti hanno mentito sull’ età per iscriversi a Facebook e per usare WhatsApp o per navigare su YouTube probabilmente continueranno a farlo.

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