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Licenziamento disciplinare e prova tramite screenshot di WhatsApp: irrilevanti contestazioni generiche sull'intelligenza artificiale
Nel licenziamento disciplinare soggetto al Jobs Act, la tutela reintegratoria attenuata è applicabile quando risulti dimostrata l’insussistenza del fatto contestato. In tale contesto, la prova tramite messaggi WhatsApp è pienamente utilizzabile se le contestazioni datoriali, anche riferite a ipotetiche manipolazioni con l'AI, sono meramente generiche e non circostanziate.
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Licenziamento nullo per il dipendente che insulta il capo su una chat privata tra colleghi
L’utilizzo di una chat su whatsapp tra colleghi di lavoro per veicolare messaggi vocali di contenuto offensivo, minatorio e razzista nei confronti di un superiore gerarchico e di altri dipendenti non ha contenuto diffamatorio, non costituisce violazione dell’obbligo di fedeltà e non ha, in definitiva, portata rilevante sul piano disciplinare.
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L’84% dei medici invia ricette e valuta esami clinici tramite WhatsApp, ma la metà di essi non si aggiorna su come tutelare la privacy dei pazienti
WhatsApp è lo strumento di comunicazione che va ormai per la maggiore tra i professionisti del settore sanitario, utilizzato dall'84,3% dei medici, mentre solo il 14,5% di essi usa Telegram o Messenger. I tradizionali sms vengono invece usati dal 50,9% dei dottori.
Meta, sanzione da oltre 25 milioni di dollari per la privacy policy di WhatsApp
L’autorità della concorrenza e del mercato dell’India (Competition Commission of India) ha ordinato a WhatsApp di cessare la condivisione dei dati degli utenti con altre società di Meta per finalità pubblicitarie per cinque anni, imponendo anche una multa di 25,4 milioni di dollari per violazioni antitrust relative alla controversa vicenda sulla privacy policy di WhatsApp.
Milioni di numeri WhatsApp di utenti italiani in vendita nel Dark Web: attenzione a chi si spaccia per un 'vecchio amico' o una ex che ha cambiato numero
Gli esperti del forum di cybersecurity Red Hot Cyber hanno trovato diversi milioni di numeri di telefono e account Whatsapp di utenti italiani in vendita nel Dark Web sul noto forum underground BreachForums. Chi entra in possesso di un database delle utenze di WhatsApp con il nostro nome e cognome e numero di telefono nella maggior parte dei casi non avrà così difficoltà a reperire informazioni aggiuntive sui nostri profili social, e potrebbe ingannarci facilmente.
Molestie telefoniche: può configurare il reato anche la sola anteprima del messaggio WhatsApp sul display
Il Codice Penale punisce con arresto o ammenda chiunque in un luogo pubblico o aperto al pubblico ovvero col mezzo del telefono, per "petulanza" o per altro biasimevole motivo reca molestia o disturbo al prossimo. Secondo la Corte di Cassazione non è condivisibile la tesi secondo cui, a differenza della comunicazione fatta con il mezzo del telefono, la messaggistica telematica non presenta carattere invasivo, ben potendo il destinatario di messaggi non desiderati, evitarne la ricezione semplicemente escludendo o "bloccando" il contatto sgradito.
Multa da 5,5 milioni di euro a WhatsApp per violazioni del GDPR
Dopo le sanzioni per 390 milioni di euro inflitte a Meta nei primissimi giorni dell’anno per le violazioni del GDPR commesse da Facebook e Instagram, ora l’autorità irlandese per la protezione dei dati torna a bacchettare le società di Mark Zuckerberg con una multa di 5,5 milioni di euro a WhatsApp.
Niente scuse per i medici che condividono i dati dei pazienti tramite WhatsApp senza rispettare la privacy
Dati sensibili dei pazienti condivisi su WhatsApp da parte di almeno 26 membri del personale sanitario per più di 500 volte accertate. Attraverso l’app di Meta venivano inviati nominativi, indirizzi, immagini, video, e screenshot, che includevano informazioni cliniche dei diretti interessati. Ma anche divulgazione illecita di dati personali a un utente non autorizzato non appartenente allo staff medico che era stato aggiunto nel gruppo per errore.
Nigeria: maxi multa da 220 milioni di dollari a WhatsApp per violazione della privacy
La Federal Competition and Consumer Protection Commission (FCCPC) della Nigeria ha inflitto a Meta una maxi multa di 220 milioni di dollari per aver violato la legge sulla privacy con l’imposizione della nuova policy di WhatsApp.
Non punibile la diffamazione online su WhatsApp se la chat ha pochi iscritti
Può scattare la particolare tenuità del fatto se la diffamazione nei confronti di alcuni graduati da parte di un militare è avvenuta su una chat WhatsApp con pochi iscritti. È quanto emerge dalla sentenza n. 31898/2023 della prima sezione penale della Cassazione che ha accolto sul punto il ricorso dell’imputato.
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Il furto d'identità con l'intelligenza artificiale
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