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WhatsApp, la possibilità di bloccare un contatto non esclude il reato di molestia
La messaggistica vocale e scritta, compresa quella di WhatsApp, recapitata telematicamente rientra nella nozione di comunicazione telefonica riportata dall'articolo 660 del Codice Penale. Ai fini della sussistenza del reato di molestia l'asincronia della comunicazione messaggistica dell'agente rispetto al momento della ricezione da parte del contattato non rileva pur tenendo conto della sincronia che realizza una telefonata. E la possibilità data dai mezzi attuali di non ricevere più messaggi (e anche telefonate) da una data persona non esclude l'avvenuta molestia prima del blocco del contatto.
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WhatsApp, le imprese sottovalutano i rischi informatici
WhatsApp in azienda nel mirino dei Garanti privacy europei. Le imprese sottovalutano i rischi di attacchi informatici e non danno istruzioni sulle modalità corrette di utilizzo. È quanto risulta dall'esame dei provvedimenti noti, decisi nel triennio 2021-2023 dalle autorità Ue.
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WhatsApp, messaggi vocali e emoticons accettati come prova nei processi civili e penali, ma attenzione alla privacy
Sempre più spesso le comunicazioni scambiate attraverso WhatsApp vengono accettate dai giudici come prove decisive nei processi, sia civili che penali. Non solo i messaggi di testo delle chat, ma anche quelli vocali e perfino le emoticon possono infatti avere valore giuridico. Un semplice pollice in su può rappresentare l’accettazione di spese straordinarie per i figli o persino di un contratto.
Whatsapp, ora gli hacker scrivono i messaggi per noi. Obiettivo? Far svelare segreti agli amici
Sostituire la risposta vera con una inventata, citare un messaggio in un gruppo attribuendolo a una persona che non fa nemmeno parte del gruppo, inviare un messaggio a un membro di un gruppo, sotto forma di messaggio di gruppo, ma che di fatto viene inviato solo a un destinatario con l’obiettivo di generare una risposta a più persone non coinvolte. Si fanno sempre più raffinate le tecniche degli hacker ed è Whatsapp a finire nel mirino.
WhatsApp, scoperto virus che infetta con una sola chiamata. Già riparata la falla: "aggiornate subito l’app"
La falla nel codice di Whatsapp che ha esposto la app all'attacco di uno spyware rivelato oggi è già stata 'riparata', ed è sufficiente avere l'ultima versione sia dell'applicazione che del sistema operativo per essere immuni.
Lo afferma la stessa compagnia in un comunicato. "Whatsapp incoraggia le persone ad aggiornare la app all'ultima versione, e a tenere aggiornato anche il sistema operativo, per proteggersi da potenziali attacchi progettati per compromettere le informazioni nel dispositivo.
«Per favore, vota per mia nipote per farle vincere la borsa di studio»: nuova truffa su WhatsApp che ruba i dati della rubrica
Dopo quella del “falso curriculum” una nuova truffa imperversa sui telefonini, questa volta via Whatsapp. Occorre fare attenzione, perché in questo caso il messaggio arriva da un amico che abbiamo in rubrica e non da un numero sconosciuto:
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