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Il Garante privacy ha sanzionato per 4mila euro il Comune di Mazara del Vallo per violazioni in materia di protezione dei dati personali. L’Autorità è intervenuta a seguito del reclamo di un automobilista che aveva ricevuto un verbale di accertamento di violazione al Codice della strada per mancata revisione del veicolo.

Gli Stati sono tenuti a garantire la tutela dei dati personali, anche se raccolti da aziende private, e sono responsabili della violazione del diritto al rispetto della vita privata nei casi in cui non intervengano per impedire la raccolta e l’uso illegittimo dei dati, inclusi i casi in cui un cittadino continui a ricevere bollette per un servizio di cui non è utente.

Una sentenza del TAR del Lazio conferma che il diritto di accesso ai documenti amministrativi può prevalere sulla tutela della riservatezza, quando questo è finalizzato a garantire la difesa dei propri diritti.

Giro di vite sulla posta elettronica. I dipendenti pubblici sono responsabili del contenuto delle e-mail. È quanto prevede l'articolo 1 del dPR 81/2023 (in vigore dal 14 luglio 2023, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 giugno 2023), che ha modificato il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, stabilendo nuove regole a riguardo dell'uso di dispositivi e servizi elettronici.

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L’intelligenza artificiale ha già varcato la soglia dei municipi italiani, ma lo ha fatto sotto traccia, esponendo le amministrazioni a rischi su privacy e sicurezza. E il vero nodo resta la formazione, con oltre il 55% del personale che non ne ha ricevuta, o si è limitato a qualche webinar informativo spesso solo teorico.

Una recente pronuncia del TAR della Puglia (TAR Puglia, sez. II, 2 novembre 2021, n. 1579) ha affrontato il caso di un automobilista coinvolto in un sinistro stradale che ha richiesto i filmati delle telecamere comunali ai sensi della Legge 241/90. Come noto si tratta della normativa sull’accesso ai documenti amministrativi che consente di richiedere documenti, dati e informazioni detenuti da una Pubblica Amministrazione riguardanti attività di pubblico interesse, purché il soggetto richiedente abbia un interesse diretto, concreto e attuale rispetto al documento stesso.

Ancora una volta emerge un equivoco molto diffuso nei comuni italiani. Pensare che la presenza di una telecamera pubblica equivalga automaticamente alla disponibilità del filmato per chiunque lo richieda, o all’opposto ritenere che basti invocare la privacy per non rispondere affatto. Lo evidenzia il Tar Lombardia con la sentenza n. 1206 del 12 marzo 2026.

Il dipendente pubblico raggiunto da un richiamo scritto dalla Pubblica Amministrazione datrice ha diritto a ottenere l'ostensione del file digitale da cui è stata stampata la foto, che ha dato il via al procedimento disciplinare nei suoi confronti.

Il confine tra trasparenza amministrativa e tutela della privacy è spesso sottile. Il provvedimento n. 113 del 26 febbraio 2026 del Garante per la Protezione dei Dati Personali offre un caso di studio particolarmente significativo, che merita attenzione da parte di chiunque operi in questo ambito.

Da fissare un monte ore congruo per l'attività di Dpo. Non è un ruolo di rappresentanza, ma un soggetto che le scuole devono coinvolgere sistematicamente in ogni evenienza riguardante il trattamento dei dati personali. Non può essere, pertanto, un compito svolto nei ritagli di tempo.

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Il presidente di Federprivacy a Report Rai 3

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