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La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione italiana non è un esercizio tecnologico: è un atto politico, epistemico e culturale. Come insegnava Stefano Rodotà, primo storico Garante della privacy, la persona resta il fulcro del diritto anche nell’ecosistema informazionale, e nessuna architettura dati può prescindere dalla centralità del soggetto.

È opportuno pubblicare la pagella completa con il nome e il voto del dipendente pubblico? Alcuni comuni sembrano pensarla così, ma il Garante per la protezione dei dati personali ha chiarito che questo approccio viola la normativa europea.

L’intelligenza artificiale promette di rivoluzionare la pubblica amministrazione, offrendo servizi più efficienti, personalizzati e capaci di supportare le decisioni in modo intelligente. Ma attenzione: se nella teoria tutto sembra dorato, nella pratica — soprattutto a livello locale — l’adozione dell’Ia incontra ostacoli tecnologici, normativi e, soprattutto, culturali.

Un attacco hacker senza precedenti, o quasi, contro una società controllata da Ibm, la Sistemi Informatici srl, che gestisce i dati della pubblica amministrazione oltre che dell'Inps e dell'Inail. A mettere ko l'azienda pirati cinesi della Salt Typhoon.

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Una delle più gravi violazioni informatiche degli ultimi mesi avrebbe colpito il Consiglio d’Europa. Tra i documenti sottratti figurerebbero oltre 409 mila buste paga di oltre 10 mila dipendenti ed ex dipendenti, e circa 14 mila curriculum vitae, migliaia di fascicoli personali e altra documentazione amministrativa interna.

Meglio regolare bene l'uso delle bodycam in dotazione alla polizia locale senza confonderle con le tradizionali telecamere installate per la tutela della sicurezza urbana. E predisporre una valutazione di impatto ad hoc con un disciplinare dettagliato. Lo ha chiarito il Garante con l'inedito parere n. 238958/2023 rilasciato ad un comune.

Il Garante privacy ha avviato un’indagine nei confronti di grandi enti locali per verificare il rispetto dell’obbligo di comunicazione dei dati di contatto del Responsabile della protezione dei dati (RPD, o Data protection officer, DPO, nell’accezione inglese).

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Consentire la visione o la copia di un atto amministrativo è garanzia di legalità. Tuttavia, secondo il Tar di Palermo (sentenza n. 1616/2024) di fronte a primarie esigenze pubbliche la trasparenza può recedere quando siano in gioco la salvaguardia della sopravvivenza e della sicurezza dello Stato e della comunità nazionale.

Non si possono “introdurre soluzioni tecniche atte ad impedire ai motori di ricerca web di indicizzare ed effettuare ricerche all'interno della sezione Amministrazione trasparente, anche al fine di prevenire il web scraping”. Ciò perché in contrasto con quanto previsto dal decreto legislativo n. 33/2013.

Alcuni cittadini residenti nel comune di Portici hanno presentato un reclamo al Garante Privacy contro la locale amministrazione comunale. La doglianza ha riguardato l'assenza di qualsivoglia forma di informativa nei pressi dei luoghi in cui erano presenti telecamere adibite a rilevare l'infrazione di "passaggio con il rosso". Il Garante ha quindi avviato un'attività istruttoria chiedendo spiegazioni all'autorità comunale.

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Tavola rotonda su privacy e intelligenza artificiale nel mondo del lavoro

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