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Visualizza articoli per tag: minori

Tik Tok è un’app sviluppata in Cina che ha fatto registrare, a fine 2020, una vera e propria esplosione di download, più di 2 miliardi e mezzo in totale. Conosciuta dai più come l’app dei balletti e degli sketch simpatici, si tratta del programma per dispositivi mobile più utilizzato fra i teenager di tutto il mondo. Oltre ai rischi di ban in USA corsi durante l’amministrazione Trump, arrivano nuovi segnali d’allarme, non solo per la società che gestisce l’applicazione ma anche, e soprattutto, per i suoi utenti più giovani. Il tema cruciale riguarda la tutela della privacy dei minori.

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Tik Tok si è impegnata ad adottare nuove misure sul mercato italiano per impedire in maniera ancora più efficace l’accesso dei più piccoli alla piattaforma. Le misure approntate da Tik Tok a seguito dei provvedimenti d’urgenza adottati dal Garante per la protezione dei dati personali hanno portato risultati significativi, ma non ancora sufficienti, secondo l’Autorità, considerata la rilevanza degli interessi in gioco.

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Un bambino che nasce oggi avrà in media 1300 foto o video postati sui social prima di compiere 13 anni. Lo afferma un report del Children Commissioner inglese, che presenta un decalogo per limitare la quantità dei dati in rete. "In media all'età di 13 anni i genitori hanno postato 1300 foto e video dei propri figli sui social - scrive Anne Longfield nella prefazione al rapporto.

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YouTube starebbe raccogliendo "illegalmente dati da minori". Per questo 23 studi legali e associazioni di difesa dei consumatori hanno presentato un reclamo alla Federal Trade Commission, l'Antitrust statunitense, contro il social dei video in quanto violerebbe "la legge sulla privacy dei minori".

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Sono oltre 7 milioni gli account del gioco online "Town of Salem" che sono stati appena violati dai pirati informatici. Dalle prime analisi, è risultato che i dati trafugati includono nomi utente, e-mail, password, indirizzi IP, attività di gioco svolte, messaggi postati nel forum del sito, e informazioni relative ai pagamenti.

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In arrivo una sanzione multimilionaria per Google. La compagnia di Mountain View è stata ritenuta colpevole di aver violato il COPPA, la legge sulla protezione della privacy online dei bambini che vieta il tracciamento e il 'targeting' commerciale per gli utenti di età inferiore ai tredici anni.

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L'app musicale TikTok - creata in Cina ma oggi di proprietà di Bytedance, che lo scorso anno l'ha fusa con l'altra propria controllata Musical.ly - è stata multata dalla Federal Trade Commission, ente statunitense preposto alla tutela dei consumatori, per aver violato la privacy dei propri utenti minorenni: la sanzione record da 5,7 milioni di dollari è stata comminata per una palese violazione del Children's Online Privacy Protection Act, legge che negli USA regola la protezione della privacy dei minorenni in Rete, che vieta la raccolta di dati sensibili dai minori di 18 anni senza il consenso dei genitori o dei tutori legali.

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Google ha accettato di pagare una multa compresa tra 150 e 200 milioni di dollari per chiudere il procedimento aperto dalla Ftc contro YouTube per aver infranto le norme sulla privacy dei bambini.

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La tragica morte di una bambina di dieci anni - parrebbe, dalle cronache, a seguito di un c.d. challenge su un popolare social network per giovanissimi - ha riacceso nuovamente i riflettori sulle delicatissime dinamiche della rete, quando sono interessati i minori: oggi è sempre più frequente, anche per loro, l'utilizzo di internet e, in generale, degli strumenti di comunicazione telematica, al fine di acquisire notizie e di esprimere le proprie opinioni. La prima generazione digitale ("digital natives") si è sviluppata in un contesto in cui la tecnologia pare essere diventata non solo un supporto ma addirittura una necessità, attraverso cui si manifesta il bisogno di esprimerci, comunicare, intrattenerci e, in definitiva, di evitare la solitudine.

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La foto di classe è un rito. L'attesa per l'arrivo del fotografo, la posa all'entrata della scuola, le firme dei compagni di classe sul retro, la fila alla cattedra per avere anche quelle degli insegnanti. Ai tempi di Facebook, quell'immagine, in bianco e nero o a colori, è uno dei pochi ricordi materiali legati all'esperienza vissuta tra i banchi. Una dirigente scolastica toscana, però, l'ha vietata. Sia alle elementari, sia alle medie. Motivo: tutela della privacy.

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Il Gdpr per far decollare economia digitale

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