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Allarme Internet per i minori in rete: il 68% dei ragazzi, dai 13 ai 23 anni, dichiara di aver assistito ad episodi di bullismo o cyberbullismo, mentre ne è vittima il 61%. Ragazzi e ragazze esprimono sofferenza per episodi di violenza psicologica subita da parte di coetanei (42,23%). Tra i partecipanti alla rilevazione 6 su 10 dichiarano di non sentirsi al sicuro online e, tra i rischi maggiori, sia i maschi che le femmine, pongono al primo posto il cyberbullismo (66,34%). Questi sono alcuni dei numeri forniti dall’Osservatorio Indifesa in occasione del Safer internet Day.

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In un mondo sempre più interconnesso, le interazioni digitali comportano anche nuovi rischi, soprattutto per i bambini e gli adolescenti che utilizzano sempre di più lo smartphone, i social network e i servizi di messagistica istantanea. Tra i pericoli cui vanno incontro i più giovani, c'è sicuramente quello del cyberbullismo, un fenomeno che purtroppo sta crescendo anche in Italia. Un aiuto viene dalla tecnologia grazie alla nascita di app e piattaforme che consentono alle famiglie di proteggere i figli su questo fronte, cercando di rispettarne il più possibile la privacy.

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Nel 2020 i cyberbulli ammoniti dal questore sono stati 11; nel 2019 sono stati nove e nel 2018 si sono contati 20 ammonimenti. Nei primi sei mesi del 2020 sono stati trattati 179 casi di prepotenza cibernetica online tra adolescenti e sono stati denunciati 49 minori per reati di cyberbullismo. I numeri sulla applicazione di alcuni mezzi di tutela contro il bullismo digitale, forniti rispettivamente dalla Polizia di Stato e dal ministero dell'Interno, sono molto distanti da quelli annotati dalle ricerche statistiche sulla diffusione della prepotenza cibernetica a danni di minori: si impone, dunque, una riflessione sulla effettività delle disposizioni varate con la legge n. 71 del 2017.

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Conviene partire con qualche numero. Il 10% dei ragazzi dichiara di essere stato vittima di bullismo online oppure offline, segno che la distinzione si è fatta ormai sfumata. Il 6% ha subito azioni attraverso social network, con messaggi o telefonate, in un sito di videogame o tramite altre piattaforme. Con un impatto che si fa più significativo fra i 15-17enni. Sono numeri del rapporto Eu Kids Online relativi al 2017 che raccontano come l'uso della rete da parte di tutti, ma in particolare dei più giovani, non sia ancora immune da insidie.

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Cento reclami al Garante della privacy perché rimuova entro 48 il contenuto web lesivo del minore. Trenta ammonimenti al questore contro il bullo. In tutta Italia. Il bilancio dei primi due anni della legge contro il cyberbullismo, la n. 71/2017, registra il fallimento degli strumenti giuridici. Tanto che la Commissione bicamerale dell'infanzia sta cercando di intervenire con azioni concrete per migliorare al norma. Ma per darle gambe occorrerebbe attuarla in tutte le sue parti.

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Numerosi giovani sono vittime di cyberbullismo online. Un fenomeno che è purtroppo in grande crescita e che ha spesso gravi conseguenze per i ragazzi che ne sono vittime, provocando sofferenze e disagio non solo psicologici. Per promuovere la consapevolezza riguardo ai diritti e agli strumenti di tutela previsti dalla legge, il Garante privacy ha prodotto un video di animazione che con un linguaggio semplice e chiaro punta a offrire informazioni ai giovani vittime di atti di cyberbullismo e ai loro genitori.

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Si chiama #numberneighbor ed arriva dagli Stati Uniti la nuova tendenza che si sta diffondendo anche in Italia come diversivo per socializzare sotto l'ombrellone con il proprio smartphone, ma che insieme al divertimento rischia di portare anche brutte sorprese per chi si presta a stare al gioco.

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