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Banche e finanziarie online nel mirino delle autorità cinesi, 100 le app oscurate che violavano la privacy degli utenti
Le autorità cinesi stanno portando avanti una severa attività di repressione sulla raccolta illegale di dati personali su internet, mettendo offline 100 app di banche, settore retail, e anche una piattaforma di vendita di libri online. È stato riscontrato che le app incriminate mancavano delle informative sulla privacy necessarie per fornire esplicitamente le descrizioni sulle modalità di utilizzo e trattamento delle informazioni personali degli utenti, raccogliendo inoltre dati personali non necessari.
Basta commissionare una app per diventare titolari del trattamento anche senza aver mai visto un dato
Basta commissionare una app, anche senza aver mai visto un dato, per diventare titolari del trattamento e rischiare le sanzioni privacy anche per le operazioni svolte dal fornitore. È questa la corretta interpretazione del Gdpr secondo la sentenza del 5/12/2023, causa C-683/21, della Corte di giustizia dell'Ue.
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Booking, zone grigie nella nuova privacy policy
Alla fine di gennaio Booking ha avvertito i suoi clienti di aver aggiornato le linee guida sulla privacy in Europa. Una mail che viene spontaneo chiudere dopo le prime righe, benché il documento (24 pagine in pdf) sia scritto in un inglese piano e colloquiale. Tuttavia, arrivando in fondo e incrociando commi e definizioni, le condizioni sul trattamento dei dati personali riservano qualche sorpresa.
Certificazioni verdi: via libera del Garante Privacy, con adeguate garanzie. Blocco provvisorio per l’App IO
Il Garante per la protezione dei dati personali, all’esito di lunghe e proficue interlocuzioni con il Ministero della salute, ha dato parere favorevole sullo schema di decreto attuativo, che attiva la Piattaforma nazionale-DGC per il rilascio del green pass, prevedendo adeguate garanzie per l’utilizzo delle certificazioni verdi. Il green pass, introdotto dal decreto “Riaperture” per consentire gli spostamenti tra Regioni e l’accesso a eventi pubblici e sportivi, è ora previsto, nelle zone gialle, anche per partecipare alle feste in occasione di cerimonie civili e religiose.
Come è difficile definire il diritto alla privacy
Tik Tok è una app cinese. Pare che la vedano circa un miliardo di persone. I video propinati dall’app in questione durano 15 secondi. Il loro contenuto, dal punto di vista intellettuale, è di media deprimente. Ma, come è naturale, ci sono eccezioni. Di recente, i giornali hanno dato giusto risalto a quel video di Tik Tok in cui una ragazza parla dei lager in cui sono tenuti gli Uiguri (una minoranza musulmana) in Cina, mentre placidamente si rifà il trucco. Un caso classico di eterogenesi: uno strumento tipicamente privato come il make up viene adoperato per un fine decisamente pubblico come lo è una denuncia politica.
Coronavirus, gli esperti sulla app "Immuni": "il ministro faccia chiarezza"
Le risposte date lo scorso 21 aprile dal ministro Paola Pisano sulla app ‘Immuni’ “non sono completamente allineate con altre dichiarazioni espresse nella stessa giornata, in particolare da parte del Commissario Straordinario Domenico Arcuri”. E’ quanto scrive ANORC (Associazione Nazionale degli Operatori e Responsabili della Custodia dei contenuti digitali) in una lettera inviata oggi proprio al ministro per l’Innovazione a cui si chiede di fare chiarezza su alcuni punti per “garantire un pieno processo di trasparenza che dovrebbe essere alla base di quel patto collettivo che si richiede in questi giorni al popolo italiano, in modo che si possa sperare di raggiungere in futuro la soglia del 60-70% di diffusione necessaria per garantire l’efficacia dell’app Immuni”.
Cyberbullismo, app con uno scudo protettivo per bambini e adolescenti
In un mondo sempre più interconnesso, le interazioni digitali comportano anche nuovi rischi, soprattutto per i bambini e gli adolescenti che utilizzano sempre di più lo smartphone, i social network e i servizi di messagistica istantanea. Tra i pericoli cui vanno incontro i più giovani, c'è sicuramente quello del cyberbullismo, un fenomeno che purtroppo sta crescendo anche in Italia. Un aiuto viene dalla tecnologia grazie alla nascita di app e piattaforme che consentono alle famiglie di proteggere i figli su questo fronte, cercando di rispettarne il più possibile la privacy.
Dati sensibili di 1,5 milioni di utenti accessibili da chiunque a causa di una falla nell'app di incontri
Un'enorme vulnerabilità nell'app per incontri "3fun" ha permesso a chiunque di ottenere dati personali,comprese le informazioni delle chat, le foto private, ed anche i dati relativi alla posizione gps in tempo reale degli 1,5 milioni di utenti iscritti al servizio.
Dating online, occhio alla privacy: ecco cosa rischiate se vi piace l'appuntamento sul web
Durante la pandemia il dating online si è affermato come nuovo fenomeno culturale, e milioni di utenti si sono abituati a cercare l’anima gemella o scappatelle sessuali attraverso una app. Ci sono tuttavia molti che hanno già preso le prime scottature, non tanto a livello sentimentale quanto vedendo calpestata la propria privacy proprio quando erano intenti a scambiarsi informazioni e immagini che dovrebbero rimanere strettamente confidenziali.
Deep fake: Il Garante della Privacy avvia istruttoria sulla app che falsifica le voci
Il Garante per la protezione dei dati personali ha aperto un’istruttoria nei confronti della società che fornisce la app Fakeyou che, da notizie di stampa, consentirebbe di riprodurre file di testo mediante voci false, ma realistiche, di personaggi noti, anche italiani.
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Il presidente di Federprivacy al TG1 Rai
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