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App di supporto psicologico online condivideva i dati sanitari dei pazienti con Facebook e TikTok
Pensavano di raccontare i loro traumi e i loro disagi solo allo psicologo online in via confidenziale e riservata, ma in realtà i pazienti erano di fatto spiati e le informazioni venivano condivise con social media come Facebook, TikTok, e anche Google.
App e profilazione: quali gli aspetti privacy da considerare?
Nello svolgimento della vita quotidiana di ciascuno di noi, l’utilizzo delle app è ormai diventata la normalità. Ne esistono di svariato tipo, proprio per rispondere alle esigenze di ciascun utente: app per gli acquisti online, per la prenotazione di appuntamenti o sedute di training, app per la gestione dell’home banking, app in grado di misurare parametri legati alla salute, app per la spesa online, app per il food delivery… potremmo continuare fino all’infinito! Ma, poniamo attenzione alla tutela dei dati personali nell’utilizzo di tali app? Innanzitutto, bisogna porre particolare accortezza ai seguenti aspetti, utilizzando la dovuta cautela.
App gratuite girano i dati personali a Facebook senza consenso degli utenti
Privacy International, l'ente londinese che si batte per una maggiore privacy degli utenti, ha scoperto che molte applicazioni per cellulari, che usano il sistema operativo Android, inviano i dati personali a Facebook senza il permesso degli utenti. Non un fatto da poco.
App IO per le certificazioni verdi, via libera del Garante Privacy dopo le modifiche apportate da PagoPA
Il Garante per la protezione dei dati personali, anche alla luce delle modifiche tecniche apportate da Pago PA, ha espresso parere favorevole all'utilizzo dell’App IO per il recupero delle certificazioni Covid-19, in conformità al Dpcm sul rilascio e la verifica delle certificazioni verdi, adottato ieri dal Governo.
App per "sole ragazze": se sei donna non lo può decidere l’intelligenza artificiale
Si chiama Giggle, l’app tutta al femminile che promette di mettere in collegamento, in maniera sicura, donne con donne che condividano gli stessi interessi, che vogliano fare lo stesso viaggio o semplicemente condividere, al riparo da rischi al maschile, un passaggio per il lavoro. Buona l’intenzione, utile l’idea, indovinata la campagna di marketing. C’è, però, un “ma”.
App per diabetici: sanzionata dal Garante Privacy una società statunitense per violazioni sui dati personali
Il Garante privacy ha sanzionato per 45.000,00 euro una società statunitense, per violazioni sui dati personali nell’utilizzo del proprio sistema di monitoraggio del glucosio e per aver comunicato illecitamente indirizzi di posta elettronica e dati sulla salute di circa 2000 pazienti diabetici italiani.
App per identificare i numeri sconosciuti, tanto utili quanto pericolose per la privacy
Tanto utili quanto pericolose per la privacy. Sono le sempre più diffuse app su cellulare con cui è possibile scoprire l’identità dei numeri sconosciuti che ci chiamano. Forte la tentazione di usarle. Siamo ormai sommersi dalle telefonate pubblicitarie di operatori di rete, società di energia, gas, forex e ogni tipo di proposta commerciale. Sarebbe certamente interessante poter conoscere in anticipo, prima di rispondere, i dettagli di chi ci sta chiamando.
App per il controllo della fertilità accusata di ingannare le donne che la usano inviando i loro dati sanitari ad aziende con sede in Cina
Negli Stati Uniti la Federal Trade Commission accusa lo sviluppatore dell'app per la fertilità “Premom” di aver ingannato le utenti condividendo a loro insaputa i dati sensibili con terze parti, tra cui due aziende con sede in Cina, e di aver divulgato dati sanitari sensibili degli utenti ad AppsFlyer e Google senza aver informato i consumatori.
App per la salute sotto esame per violazione della privacy degli utenti
Utilizzare le app per tenere traccia dei farmaci o cercare i sintomi della tua ultima misteriosa malattia potrebbe essere conveniente. Ma un nuovo studio di questa settimana evidenzia i rischi nascosti per la privacy di collegare informazioni sensibili sulla salute al tuo smartphone. Vale a dire che le app mediche amano raccogliere i dati, ma a volte non è chiaro cosa ci stanno facendo e con chi li condividono.Ricercatori in Canada, Stati Uniti e Australia hanno collaborato allo studio, pubblicato mercoledì nel BMJ.
App pubblicizzata per proteggere la privacy ma in realtà raccoglieva i dati degli utenti: Meta sanzionata per oltre 12 milioni di euro
Un tribunale australiano ha sanzionato Meta Platforms, società proprietaria di Facebook, per un totale di 20 milioni di dollari australiani (paria a circa 12,2 milioni di euro) per aver raccolto i dati personali degli utenti attraverso un'applicazione per smartphone pubblicizzata come una soluzione per proteggere la privacy, senza rivelare chiaramente le sue effettive finalità.
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Il Presidente di Federprivacy a Settegiorni su Rai Uno
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