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Il registro dei titolari effettivi con rischio falla nella privacy

Il registro dei titolari effettivi con rischio falla nella privacy

Nonostante l’arrivo “lungo” - era collegato al recepimento della IV direttiva antiriciclaggio dell’estate 2017 - l’imminente decreto del Mef, di concerto con il Mise, sul «Registro della titolarità effettiva delle imprese dotate di personalità giuridica, delle persone giuridiche private, dei trust e degli istituti e soggetti giuridici affini», non risolve tutti i problemi e i potenziali conflitti su un campo di gioco delicatissimo per definizione. Trasparenza del sistema finanziario e privacy dei suoi protagonisti, del resto, sono da sempre poli opposti del dibattito pubblico. La sintesi trovata dal regolatore non sembra però soddisfare le aspettative della platea, molto differenziata, dei destinatari.

Il giornalista non può pubblicare il nominativo della donna vittima di violenza sessuale

Il giornalista non può pubblicare il nominativo della donna vittima di violenza sessuale

Il Codice della privacy esclude la divulgazione dei nomi delle vittime di violenza sessuale, a meno che sia necessaria ai fini della corretta informazione sulla vicenda e che tale informazione corrisponda a un essenziale interesse pubblico. La Corte di cassazione con la sentenza n. 4690/2021 ha accolto il ricorso di una moglie che, violentata dal marito in un ambito di maltrattamenti in famiglia, lamentava la pubblicazione da parte di un giornalista delle proprie generalità.

Titolari effettivi, comunicazione entro il 30 aprile

Titolari effettivi, comunicazione entro il 30 aprile

Gli amministratori delle imprese dotate di personalità giuridica e delle persone giuridiche private dovranno comunicare le informazioni sulla titolarità effettiva delle società ed enti entro il prossimo 30 aprile. Scadenza analoga è prevista per i trust. È quanto prevede la bozza del decreto in merito all'istituendo registro dei titolari effettivi licenziato dal garante della privacy ma attualmente al vaglio del Consiglio di Stato per il previsto parere. In relazione al fatto che la pubblicazione in Gazzetta deve essere preceduta anche dal parere della Corte dei conti sul decreto e che quindi, presumibilmente non potrà avvenire prima di aprile/maggio, è verosimile attendere uno slittamento della data del 30 aprile.

Facebook continua a non informare adeguatamente i propri utenti circa l'utilizzo dei loro dati personali: sanzione da 7 milioni di euro

Facebook continua a non informare adeguatamente i propri utenti circa l'utilizzo dei loro dati personali: sanzione da 7 milioni di euro

È intervenuto il 17/2/2021 il provvedimento dell'AGCM con il quale è stata irrogata a Facebook (nel dettaglio, Facebook Ireland Ltd. e la sua controllante Facebook Inc.) una sanzione di complessivi sette milioni di euro per le pratiche commerciali scorrette poste in essere non informando adeguatamente gli utenti delle finalità commerciali sottese alla raccolta dei loro dati personali.

Autovelox, l'automobilista multato ha diritto di accedere alle immagini registrate dalle telecamere

Autovelox, l'automobilista multato ha diritto di accedere alle immagini registrate dalle telecamere

L'automobilista che incorre in un controllo automatico dell'eccesso di velocità ha diritto di accesso alle informazioni relative all'eventuale sistema di videosorveglianza posizionata in loco a tutela del vigile elettronico. E se il comune omette di dare seguito alle richieste può scattare una sanzione in materia di privacy. Lo ha evidenziato il Garante per la protezione dei dati con l'ordinanza ingiunzione 15 ottobre 2020, n. 9486531.

Garante per l'infanzia: un minore può dare il suo consenso per iscriversi a un social se ha compiuto 14 anni

Garante per l'infanzia: un minore può dare il suo consenso per iscriversi a un social se ha compiuto 14 anni

A 13 anni sui social network solo con la firma dei genitori. Per legge il bambino non può decidere da solo. Ci vogliono almeno 14 anni, che diventano 18 quando si conclude un contratto, anche online. Poi è tutto da discutere se usare un social su internet, anche se gratuitamente, non sia già un contratto: la conseguenza sarebbe che ci vogliono 18 anni. Ma una cosa è certa: a 13 anni non si può da soli aderire a un servizio online, o come viene più tecnicamente definito, a un servizio della «società dell'informazione».

Tavola rotonda su privacy e intelligenza artificiale nel mondo del lavoro

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