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Consiglio di Stato: i consiglieri comunali non possono conoscere i nomi dei beneficiari dei buoni spesa Covid-19

Consiglio di Stato: i consiglieri comunali non possono conoscere i nomi dei beneficiari dei buoni spesa Covid-19

Il segreto di ufficio al quale è tenuto il consigliere comunale non consente un accesso senza limiti ai dati delle pratiche trattate dal comune. È, di conseguenza, illegittimo accedere ai nominativi delle persone che hanno chiesto il beneficio dei buoni spesa, previsti dall'ordinanza della Protezione civile 658/2020. Il Consiglio di stato, con la sentenza della Sezione V 11 marzo 2021, n. 2889 corregge il tiro della Tar Basilicata, sezione I, 25 settembre 2020, n. 574, che aveva considerato legittimo fornire ad un consigliere comunale i nominativi e i dati personali delle persone che avevano richiesto l'aiuto economico al comune.

Per il Tar Sardegna legittimi i tamponi in ingresso, il diritto alla salute prevale su quello alla privacy

Per il Tar Sardegna legittimi i tamponi in ingresso, il diritto alla salute prevale su quello alla privacy

Il tampone rapido all'ingresso e il tracciamento dei passeggeri per verificare che si sottopongano alle prescrizioni della regione sono legittimi. Perché il diritto alla salute è prevalente rispetto a quello alla privacy. L'ha deciso il Tar, decisione 18 marzo n. 156, sul ricorso cautelare di due avvocati cagliaritani per conto del Comicost, Comitato per le libertà costituzionali, e 79 cittadini, quasi tutti di fuori regione. "Proprio la classificazione della Sardegna come zona bianca giustifica la previsione di strumenti precauzionali come quelli introdotti dalla Regione", scrivono i giudici, presidente Dante D'Alessio, estensore Tito Aru, consigliere Gianluca Rovelli.

Associazioni, i dati degli iscritti sono tutelati dal Codice Privacy

Associazioni, i dati degli iscritti sono tutelati dal Codice Privacy

L'identità degli iscritti alle associazioni è inviolabile. È quanto ribadisce il Garante della privacy a conclusione della riunione del collegio svoltasi il 19 marzo 2021 alla quale hanno preso parte il presidente Pasquale Stanzione, la vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni, i componenti Guido Scorza e Agostino Ghiglia e il segretario generale Fabio Mattei. L'Autorità ha confermato il parere 19-2021 espresso lo scorso 14 gennaio su richiesta del ministero della giustizia in relazione allo schema di decreto, da adottare di concerto con il ministero dello sviluppo, sulle organizzazioni che partecipano a una class action e che pertanto devono figurare in un elenco pubblico istituito presso il ministero della giustizia.

Copie forensi del cellulare, le parti lese possono opporsi alla restituzione all’indagato e chiederle

Copie forensi del cellulare, le parti lese possono opporsi alla restituzione all’indagato e chiederle

Le persone offese dal reato possono opporsi alla restituzione all’indagato dei dati originali e delle copie forensi del cellulare. E hanno diritto ad averle per opporsi all’archiviazione. La Cassazione (sentenza 9820) accoglie il ricorso dei congiunti della vittima, di un omicidio preterintenzionale, contro la decisione del Gip di rendere cellulare e tabulati all’indagato, negando la copia alle parti offese. Ad avviso del Gip, infatti, queste ultime non potevano opporsi ad un provvedimento, che può essere contestato solo quando ci sono dubbi sulla proprietà dei beni.

Diritto di cronaca: la presenza di un personaggio famoso insieme a un minore non consente di per sé la pubblicazione

Diritto di cronaca: la presenza di un personaggio famoso insieme a un minore non consente di per sé la pubblicazione

L'interesse pubblico alla pubblicazione di una notizia, qualora ricorrano le condizioni che legittimano l'esercizio del diritto di cronaca, è distinto rispetto all'interesse, del tutto diverso e non sovrapponibile, che riguarda la legittimità della diffusione dell'immagine delle persone coinvolte. L'accertamento di quest'ultimo interesse deve avvenire in concreto e deve tener conto della necessità della divulgazione dell'immagine per la completezza e correttezza del'informazione, ovvero dell'espresso consenso manifestato dalle persone ritratte. A dirlo è la Cassazione con l'ordinanza n. 4477/2021.

Attesa per l'operatività delle class action, ma sorgono già problemi di interpretazione e sovrapposizione

Attesa per l'operatività delle class action, ma sorgono già problemi di interpretazione e sovrapposizione

Le azioni collettive raddoppiano, ma sono ancora ferme ai nastri di partenza. La partenza stimata della class action (articolo 840-bis del codice di procedura civile) è il 19 maggio 2021 (se sarà pronta la piattaforma ministeriale per raccogliere le adesioni degli interessati), ma entro il 25 dicembre 2022 deve essere recepita la direttiva Ue 2020/1828 sull'azione rappresentativa (operativa dal 25 giugno 2023).

Il presidente di Federprivacy a Rai Parlamento

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