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Se la cancellazione dei dati è affidata a terzi serve il certificato di avvenuta distruzione

Se la cancellazione dei dati è affidata a terzi serve il certificato di avvenuta distruzione

Come si cancellano i dati personali? Il primo scoglio da superare è la diversità di approccio operativo da quello normativo: il professionista tende a organizzare i dati per cliente oppure per incarico mentre la legge vuole che si cancellino i dati quando non più necessari allo scopo. Ne consegue che all’interno di una pratica o cartella informatica possano coesistere dati ancora necessari e dati che non lo sono più.

Tabulati telefonici, caos sulla data retention

Tabulati telefonici, caos sulla data retention

Sulla data retention è caos negli uffici giudiziari. Ne è esempio quanto avvenuto nell’ufficio Gip di Roma, dove, a distanza di pochi giorni sono state fornite interpretazioni divergenti sull’acquisizione dei tabulati telefonici.

Giustizia tributaria: sentenze di merito da pubblicare integralmente dal 1° giugno 2021

Giustizia tributaria: sentenze di merito da pubblicare integralmente dal 1° giugno 2021

Sentenze tributarie di merito da pubblicare integralmente dal 1° giugno 2021: è questa l'indicazione che il garante del contribuente della Lombardia dà al Mineconomia con il parere del 6 maggio 2021 . Il parere conclude l'iter avviatosi per effetto della segnalazione di Aidc (Associazione italiana dottori commercialisti) sezione di Milano nonché a livello nazionale.

Whistleblowing, cosa cambia con l'implementazione della Direttiva UE 2019/1937

Whistleblowing, cosa cambia con l'implementazione della Direttiva UE 2019/1937

Il 23 ottobre 2019 l'UE ha emanato la Direttiva 2019/1937 (di seguito la "Direttiva") sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione. Entro il 17 dicembre 2021 l'Italia dovrà implementare la Direttiva rendendola, così, applicabile alle società con almeno 250 lavoratori (mentre per le imprese con più di 50 dipendenti e meno di 250 le norme potranno entrare in vigore entro il 17 dicembre 2023).

Smart working: se il dipendente usa il pc personale la p.a. non risponde

Smart working: se il dipendente usa il pc personale la p.a. non risponde

Pasticciaccio delle responsabilità per lo smart working. Quando il dipendente pubblico in lavoro agile usa il proprio computer o altri suoi dispositivi il datore di lavoro non è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici. È quanto discende dall'articolo 87 del decreto legge 18/2020, che sterilizza l'efficacia dell'articolo 18, comma 2, della legge 81/2017. La disposizione non chiarisce, però, chi risponde della sicurezza e del buon funzionamento. Ma vediamo di approfondire la questione. In periodo di pandemia il lavoro agile è stato incentivato dalla legge e, in molti casi, dall'oggi al domani le amministrazioni si sono trovate a dover utilizzare prestazione lavorative svolte da casa dai propri dipendenti.

Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, il regolamento in vigore dall'8 maggio

Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, il regolamento in vigore dall'8 maggio

Cybersecurity: adottato il secondo decreto attuativo del Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica che disciplina la procedura di valutazione sugli acquisti ICT e i poteri di verifica e ispezione delle Autorità competenti. Dopo l'entrata in vigore del D.P.C.M. 30 luglio 2020, n. 131 , il quadro normativo relativo al Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica, istituito con D.L. 21 settembre 2019, n. 105, si arricchisce con l'adozione del D.P.R. 5 febbraio 2021, n. 54 , (di seguito il "Regolamento") che disciplina:

Siamo tutti spiati? il presidente di Federprivacy a Cremona 1 Tv

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