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Il Garante per la Privacy si dota del dipartimento per l'Intelligenza Artificiale

Il Garante per la Privacy si dota del dipartimento per l'Intelligenza Artificiale

Apre i battenti un dipartimento ad hoc per l'Intelligenza artificiale (IA) e si rafforza l'ufficio relazioni con il pubblico (Urp): sono le novità di una mini-riorganizzazione del Garante della privacy, frutto della delibera 27 maggio 2021, approvata dalla stessa autorità e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 19 giugno 2021.

Corte di Giustizia Ue agli operatori della tlc: il titolare del diritto d'autore può avere i dati di chi scarica, la privacy non osta

Corte di Giustizia Ue agli operatori della tlc: il titolare del diritto d'autore può avere i dati di chi scarica, la privacy non osta

Passo in avanti per la tutela del diritto di autore on line. È un legittimo interesse del titolare del copyright, al fine di iniziare una causa per danni, avere dall'operatore di telecomunicazione (telco) l'identificativo delle persone, che scaricano opere da internet, abbinato all'indirizzo IP, utilizzato per la connessione. Peraltro la telco non è obbligata a comunicare i dati personali, a meno che una legge non lo preveda.

Il licenziamento per il 'like' su Facebook viola i diritti umani

Il licenziamento per il 'like' su Facebook viola i diritti umani

Il licenziamento di un dipendente pubblico per il solo fatto di avere messo «mi piace» su un post su Facebook è una violazione della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Lo ha stabilito la Corte di Strasburgo, in una sentenza depositata ieri, di condanna alla Turchia (ricorso n. 35786/19). Per la Corte, le autorità nazionali non possono disporre la cessazione dal rapporto di lavoro anche se il post contiene dure critiche nei confronti delle autorità e, nel valutare una sanzione al dipendente, devono considerare la differenza tra condivisione di un messaggio e semplice «mi piace» sul post, nonché la popolarità del profilo su Facebook.

Intercettazioni più ampie se i fatti sono gli stessi

Intercettazioni più ampie se i fatti sono gli stessi

Le intercettazioni autorizzate per indagare sul reato di corruzione sono utilizzabili anche se il capo di imputazione cambia e si converte in abuso d’ufficio. È necessario però che i fatti siano gli stessi; se così non è allora le intercettazioni non saranno utilizzabili e si procederà alla prova di resistenza per verificarne la gravità indiziaria. Questa la conclusione della Cassazione con la sentenza n. 23244 della Sesta sezione penale depositata il 14 giugno 2021.

Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica: richiesti analisi dei rischi, controllo su acquisti tecnologici, e notifica di attacchi hacker entro 6 ore

Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica: richiesti analisi dei rischi, controllo su acquisti tecnologici, e notifica di attacchi hacker entro 6 ore

Trasparenza su beni e reti, redazione di una completa analisi dei rischi, controllo sugli acquisti di tecnologia e apparati, notifica di attacchi cyber entro 6 ore. Sono questi, in sintesi, gli obblighi a carico delle imprese rientranti nel perimetro di difesa cibernetica nazionale, previsti dal decreto legge 105/2019 e dai successivi decreti attuativi in fase di definizione o varati, come il decreto legge sull'agenzia per la cybersecurity. Energia, trasporti, telecomunicazioni, pubbliche amministrazioni e tutti i servizi essenziali dipendono dalle tecnologie informatiche e digitali e la loro sicurezza è un obiettivo prioritario. Vediamo, dunque, che cosa devono fare le imprese.

Il Data Protection Officer e l'errore sulla interdisciplinarietà delle sue conoscenze

Il Data Protection Officer e l'errore sulla interdisciplinarietà delle sue conoscenze

Il recente provvedimento sanzionatorio emesso dal Garante per la Protezione dei Dati personali (provv. n. 90 dell'11 marzo 2021) consente di trarre dalla realtà concreta che quotidianamente deve affrontare chi si occupa di data protection spunti per riflettere su competenze, requisiti e qualità che un Data Protection Officer deve possedere, argomento che operativamente si riflette nelle selezioni dei DPO.

Il presidente di Federprivacy a Rai Parlamento

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