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Alle aziende i data breach e le interruzioni di attività fanno più paura del Covid-19

Alle aziende i data breach e le interruzioni di attività fanno più paura del Covid-19

Il Covid-19 è il terzo rischio più percepito dalle aziende in Italia per il 2021. Fanno più paura del coronavirus gli incidenti informatici e l'interruzione di attività. Secondo l'Allianz Risk Barometer 2021 realizzato da Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS), interruzione di attività, pandemia e incidenti informatici sono i tre principali rischi percepiti per il 2021, tutti fortemente interconnessi. In Italia, per la prima volta in assoluto, gli incidenti informatici si classificano come il più importante rischio per le aziende a livello locale. L'interruzione di attività è al secondo posto e rimane una sfida fondamentale, mentre la pandemia entra quest'anno direttamente al 3° posto.

Non viola il segreto professionale il medico che comunica l'infertilità del marito alla ex che ne è già a conoscenza

Non viola il segreto professionale il medico che comunica l'infertilità del marito alla ex che ne è già a conoscenza

Per la Corte di cassazione, non bisogna dimenticare che la violazione del segreto professionale si ha solo se la notizia è comunicata a chi non la conosce. Il reato di rivelazione del segreto professionale è previsto e punito dall'articolo 622 del codice penale, che prevede la pena della reclusione fino a un anno o della multa da 30 a 516 euro per tutti coloro che, avendo notizia di un segreto per ragione del proprio stato o ufficio o della propria professione o arte, lo rivelano senza giusta causa o lo impiegano a proprio o altrui profitto.

Carta d'identità di minori, pronta a fare ritorno la dicitura 'genitore 1' e 'genitore 2'

Carta d'identità di minori, pronta a fare ritorno la dicitura 'genitore 1' e 'genitore 2'

Ricomparirà la dicitura «genitore 1» e «genitore 2» sulla carta d'identità dei minori (con meno di 14 anni), in virtù della «necessità» di adeguarsi «al quadro normativo introdotto dal regolamento europeo in materia di trattamento dei dati personali». È la conferma arrivata ieri pomeriggio, durante il question time alla Camera, dal ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, che ha risposto all'interrogazione del deputato di FdI Giovanni Donzelli, che l'aveva interpellata in merito alle informazioni «circolate in queste ore» sull'intenzione del governo di «modificare il decreto del 31 gennaio 2019, che aveva reinserito» le espressioni «padre» e «madre».

Corte europea dei diritti dell'uomo, le black list degli evasori non violano la privacy

Corte europea dei diritti dell'uomo, le black list degli evasori non violano la privacy

Non viola la privacy pubblicare sul sito internet del Fisco la black list degli evasori fiscali. La Cedu, Corte europea dei diritti dell'uomo, con la sentenza 36345/16 del 12 gennaio 2021 smentisce il Garante privacy ungherese e avalla la diffusione di dati negativi sul conto dei contribuenti. Il bilanciamento degli interessi vede prevalere sulla riservatezza individuale l'interesse pubblico a prevenire ulteriori inadempimenti tributari e l'interesse diffuso degli altri privati a sapere con chi stanno per concludere un contratto o hanno rapporti commerciali.

WhatsApp e l’avviso sui nuovi termini e l'informativa sulla privacy: perché per noi non cambia nulla

WhatsApp e l’avviso sui nuovi termini e l'informativa sulla privacy: perché per noi non cambia nulla

Il messaggio recita più o meno così: «WhatsApp sta aggiornando i propri termini e l'informativa sulla privacy». E ancora: «Toccando “accetto”, accetti i nuovi termini e l'informativa sulla privacy, che entreranno in vigore l'8 febbraio 2021. Dopo questa data, dovrai accettare questi aggiornamenti per continuare a utilizzare WhatsApp. Puoi anche visitare il centro assistenza se preferisci eliminare il tuo account e desideri ulteriori informazioni». Se siete utilizzatori della piattaforma di messaggistica istantanea più popolare al mondo (cioè WhatsApp), questo avviso lo avrete già ricevuto. E non sono mancati i dubbi, in alcuni casi sfociati in complottismi paranoici su cosa possa succedere a chi usa WhatsApp.

Vaccinazioni Covid-19, non c’è un’illegittima schedatura di massa con le modifiche al fascicolo sanitario elettronico

Vaccinazioni Covid-19, non c’è un’illegittima schedatura di massa con le modifiche al fascicolo sanitario elettronico

Non ci vuole il consenso dell’interessato per alimentare il Fascicolo Sanitario elettronico. Conseguentemente non può essere revocato un consenso, che a priori non è richiesto per il caricamento delle informazioni. Il consenso è, invece, necessario, tranne alcune eccezioni, per rendere possibile la consultazione, ma si tratta di un consenso che dal campo del trattamento del dato finisce per sconfinare nel consenso sostanziale per la terapia o per le analisi mediche.

TV Nove Italia, Nicola Bernardi intervistato alla trasmissione 9X5

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