Il procuratore antimafia Salvatore Curcio al convegno di Federprivacy su mafie e AI: "È una continua rincorsa tra il bene e il male che segue lo sviluppo tecnologico"
La criminalità organizzata e l’intelligenza artificiale appartengono a due mondi che sembrano lontani ma che in realtà si stanno già incontrando: le organizzazioni mafiose sono da sempre capaci di adattarsi ai mutamenti economici e tecnologici, e anche nel nostro tempo stanno progressivamente integrando strumenti di intelligenza artificiale nelle proprie attività.

Analisi dei dati, automazione dei processi di riciclaggio, creazione di contenuti sintetici per alimentare la disinformazione o l’intimidazione digitale, sono solo alcune delle nuove frontiere della criminalità organizzata nell’era digitale.
D’altra parte, proprio l’IA rappresenta un’opportunità per il contrasto investigativo: per esempio, gli algoritmi di machine learning permettono di individuare pattern anomali nei flussi finanziari, mappare reti relazionali e anticipare comportamenti criminali.
Se è noto il ricorso alla creazione di aziende legali utilizzate dalle mafie come copertura per le attività cyber-criminali, più latenti sono invece le loro abilità di infiltrazione in società informatiche e di telecomunicazioni legittime per sfruttarle come strumento per l’accesso privilegiato a infrastrutture e dati riservati che possono facilitare le loro attività illecite come riciclaggio, spionaggio industriale, sabotaggi, estorsioni tramite ransomware, ed altre frodi informatiche. Ma le cyber mafie non si fermano qui: l’IA viene anche utilizzata per monitorare le vulnerabilità delle infrastrutture digitali e per manipolare i mercati finanziari.
Se ne è parlato durante il convegno “Le mafie all’epoca dell’Intelligenza Artificiale” (vedasi locandina evento) organizzato da Federprivacy sabato 22 novembre 2025 e moderato dal giornalista Pietro Melia a cui hanno partecipato l'Avv. Vittorio Lombardi, Membro del Consiglio Direttivo di Federprivacy e Docente universitario, l'Avv. Luca Bolognini, Presidente dell’Istituto Italiano per la Privacy e la valorizzazione dei dati, l'Avv. Michele Iaselli, Docente di diritto digitale e tutela dei dati presso l’Università Luiss ed Esperto Ufficio Generale Innovazione del Ministero della Difesa, il Dott. Angelo Jannone, ex comandante della compagnia dei Carabinieri di Corleone dal 1989 al 1991 e autore, assieme a Giovanni Falcone, delle inchieste sul patrimonio di Totò Riina, nonchè come speciale ospite dell'evento il Dott. Salvatore Curcio, Procuratore distrettuale antimafia di Catanzaro, che a margine dell'evento è stato intervistato da City One News, a cui ha ricordato:
“C’è stata una grande evoluzione nell’uso della tecnologia da parte delle organizzazioni criminali, che oggi sono pienamente al passo con i tempi. A Lamezia, durante il mio periodo di reggenza alla Procura, la criptofonia era già diffusa persino tra la manovalanza, tra i piccoli spacciatori. Ricordo che sequestrammo vari criptotelefonini, strumenti di messaggistica avanzata che permettono, ad esempio, di attivare la cancellazione automatica dell’apparato da remoto senza averlo materialmente in mano, o di programmare meccanismi di autodistruzione dei dati quando il dispositivo resta spento per un certo numero di ore.”
A proposito della capacità di utilizzare le nuove tecnologie, Curcio ha inoltre spiegato:
“È una continua rincorsa tra il bene e il male, che segue passo dopo passo lo sviluppo tecnologico. Senza parlare del deep web, la parte non indicizzata di Internet che rappresenta la porzione più ampia della rete: un ambiente in cui, almeno allo stato attuale, anche utilizzando browser o software specifici, per gli investigatori è ancora impossibile identificare con certezza l’utente o tracciarne la geolocalizzazione. È un mondo in costante evoluzione, una sfida che continua a rinnovarsi.”
(Nella foto: l'Avv. Vittorio Lombardi, membro del Consiglio Direttivo di Federprivacy)
Argomento centrale e sempre più attuale quello dell’intelligenza artificiale, strumento che da un lato sorprende e lascia immaginare potenzialità enormi da applicare in qualunque campo, dall’altro preoccupa. E molto, a maggior ragione sull’eventuale utilizzo da parte della criminalità organizzata. Come ha sottolineato il procuratore Salvatore Curcio ai microfoni del Corriere della Calabria, «riguardo all’intelligenza artificiale siamo ancora nella fase embrionale, ma abbiamo già riscontri interessanti nell’ambito della cibernetica e del contrasto al dark web. Quest’ultimo è una parte non indicizzata di Internet, accessibile solo con software specifici e browser dedicati, come è noto».
Insomma, «un vero e proprio “bazar del crimine”, dove è possibile acquistare armi, droga e persino organi umani, senza rischio di identificazione o geolocalizzazione». Da qui, secondo il procuratore della Dda, la vera sfida per il futuro: «Tutto questo impone uno sviluppo urgente delle tecnologie investigative.
La partecipazione era gratuita per utenti e associati Federprivacy previa prenotazione online, e nell'occasione, l'auditorium della sede di Unioncamere a Sant’Eufemia Lamezia ha visto una folta schiera di partecipanti, a cui sarà rilasciato un attestato di partecipazione in formato digitale valido per il riconoscimento dei crediti per avvocati e professionisti certificati come Privacy Officer e Consulenti della Privacy con TÜV Italia.







