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Diffamazione online, è reato scrivere su Facebook che l'ex coniuge ha una nuova relazione offendendo l'amante

Diffamazione online, è reato scrivere su Facebook che l'ex coniuge ha una nuova relazione offendendo l'amante

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 3204/2021 conferma la condanna dell'imputata per il reato di diffamazione aggravata, non potendo riconoscere l'attenuante della provocazione in quanto la pubblicazione dei post su Facebook in cui si rende nota la relazione extraconiugale dell'ex marito e le offese rivolte all'amante dell'ex marito, realizzate a distanza di tempo dalla fine della relazione rivelano piuttosto sentimenti di odio e vendetta.

L’80% delle aziende non ha imposto criteri per l’uso delle password dei propri dipendenti

L’80% delle aziende non ha imposto criteri per l’uso delle password dei propri dipendenti

L’80% delle aziende non ha ancora impostato criteri per l’uso delle password, lasciando quindi liberi i propri dipendenti di sceglierne una a propria discrezione senza problemi di sintassi, lunghezza o altri parametri sui caratteri da utilizzare. A rivelarlo è il report ”Acronis Cyberthreats Report 2020”. La ricerca evidenzia che tra il 15 e il 20% delle password utilizzate negli ambienti di business include il nome dell’azienda, un banale espediente che ne semplifica l’individuazione da parte di pirati informatici e altri soggetti non autorizzati.

E' di Crédit Agricole Italia la prima app bancaria a ricevere il marchio Privacy Ok

E' di Crédit Agricole Italia la prima app bancaria a ricevere il marchio Privacy Ok

L’App Crédit Agricole Italia è la prima applicazione del mondo bancario italiano ad ottenere il marchio di certificazione “Privacy Ok”. Federprivacy ha infatti approvato l’App di homebanking del Gruppo confermandone la conformità al Codice di Condotta "Privacy e protezione dei dati personali nell'ambito di Internet e del commercio elettronico".

Violato sito di incontri: gli hacker trafugano dati sensibili degli utenti e li pubblicano online

Violato sito di incontri: gli hacker trafugano dati sensibili degli utenti e li pubblicano online

Gli hacker hanno violato il sito di incontri Meetmindful.com, fondato nel 2014, trafugando e poi pubblicando i dati personali degli utenti registrati. Tra questi, nomi, email, indirizzi, date di nascita, stato civile, dettagli fisici, tipo di appuntamenti richiesti, indirizzi IP, geolocalizzazioni e credenziali per entrare in Facebook. Non è la prima volta che i dati degli utenti di siti di dating finiscono online, con alcuni casi anche di 'sextortion', pratica con la quale i cybercriminali scrivono agli utenti colpiti e li minacciano di rendere pubbliche le loro immagini e le loro informazioni sensibili se non pagano un riscatto, generalmente in bitcoin.

Data Scraping: il caso SocialArks

Data Scraping: il caso SocialArks

Un errore nella configurazione cloud di SocialArks ha permesso la diffusione dei dati relativi a 318 milioni di record di account social, fra Facebook, Instagram e LinkedIn. In totale si tratta di più di 400GB di dati di profili pubblici e privati di 214 milioni di utenti dei social media di tutto il mondo. Tali record sono stati diffusi su internet - compresi i dettagli di celebrità e influencer molto seguiti negli Stati Uniti e nel resto del mondo.

Telemarketing: chiamate automatizzate senza consenso, il Garante dice no allo schema di regolamento del Mise

Telemarketing: chiamate automatizzate senza consenso, il Garante dice no allo schema di regolamento del Mise

Stop al telemarketing senza consenso per le chiamate automatizzate senza operatore. È quanto sostenuto dal Garante della privacy nel provvedimento n. 260 del 10 dicembre 2020, ovvero il parere sullo schema, elaborato dal Ministero dello sviluppo economico (Mise), di regolamento correttivo del registro delle opposizioni e cioè dell'elenco delle utenze telefoniche non utilizzabili per chiamate pubblicitarie. L'ultima versione del Mise, dunque, finisce per ammetterle senza bisogno di consenso preventivo le telefonate indesiderate automatizzate. Ma il Garante della privacy non è d'accordo e chiede di cambiare il testo del regolamento.

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