Visualizza articoli per tag: lavoro
Quando l’uso improprio di tool di intelligenza artificiale al lavoro diventa un rischio sia per l’azienda che per gli stessi dipendenti
L’uso non regolamentato di app e tool di IA da parte dei dipendenti può esporre le aziende a gravi violazioni normative e rischi legali, compromettendo la sicurezza delle informazioni nonchè la privacy e la protezione dei dati personali.
Quando procedure e linee guida sono disallineate dalle prassi reali aumentano i rischi organizzativi e privacy
Il GDPR ha trasformato la protezione dei dati personali in una disciplina di governo dei processi informativi, come emerge dalla logica combinata degli artt. 5, 24, 25 e 32 del Regolamento UE. Tuttavia, accountability, privacy by design e misure organizzative adeguate non richiedono soltanto procedure formalmente corrette, ma assetti concretamente capaci di governare i flussi informativi reali.
Quando quello che fa il dipendente nella sua vita privata può costargli il posto di lavoro: la sentenza della Cassazione
In una recente pronuncia la Cassazione ha affrontato il rapporto tra vita privata del lavoratore, reati e licenziamento per giusta causa. In particolare, i giudici della Suprema Corte hanno stabilito in quali casi pratici una condotta non lavorativa, ovvero avvenuta fuori dall’ufficio e dall’esercizio delle mansioni, può giustificare il licenziamento.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Questionari per candidature di lavoro con domande indiscrete, si rischia violazione Gdpr
Se state cercando lavoro e notate che nei questionari delle procedure di selezione del personale vi vengono fatte un po’ troppe domande, e magari qualcuna anche indiscreta, talvolta chi ha il compito di assumervi potrebbe davvero esagerare, rischiando pure una sanzione per violazione della privacy.
Raccolta e conservazione dei metadati delle email aziendali, varato il documento di indirizzo
Con decisione del 6 giugno il Garante per la protezione dei dati personali ha rielaborato significativamente le direttive pubblicate il 6 febbraio sui tempi di conservazione dei metadati. Il documento sembra trovare un equilibrio più gestibile a livello aziendale.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Rapporto di lavoro: quali sono i princìpi che il datore di lavoro deve rispettare nel trattamento dei dati personali dei propri dipendenti?
Nel trattamento di dati personali per scopi di lavoro devono essere garantiti il rispetto della vita privata e la protezione dei dati personali, segnatamente al fine di consentire il libero sviluppo della personalità del dipendente ed opportunità di rapporti personali e sociali sul luogo di lavoro. I datori di lavoro devono ridurre al minimo il trattamento di dati personali, limitandolo ai dati necessari per lo scopo perseguito nel singolo caso (principio della limitazione delle finalità).
Registrare di nascosto i colleghi non viola la privacy se serve ai fini della prova contro il datore di lavoro
Registrare di nascosto le conversazioni con i colleghi non costituisce motivo di licenziamento per giusta causa. Infatti è legittimo il comportamento del lavoratore finalizzato a precostituirsi un mezzo di prova contro il datore di lavoro per una causa futura o imminente. È dunque possibile produrre in giudizio le registrazioni occulte di vari colloqui avvenuti con i colleghi, in quanto il diritto di difesa prevale sulla tutela della privacy. Attenzione però: le registrazioni sul lavoro sono consentite a patto che i dialoghi siano pertinenti alla tesi da sostenere in giudizio e il mezzo utilizzato non ecceda le finalità.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Regolamento aziendale sull'uso degli strumenti di lavoro e codice disciplinare
Il proposito di questo articolo è precisare la relazione tra il regolamento interno (aziendale) che abbia ad oggetto l'uso di beni e strumenti di lavoro (ed il controllo a distanza, se del caso), da un lato, e il codice disciplinare, dall'altro. La fissazione da parte datoriale di regole mirate a stabilire limiti e modalità d'uso di beni/strumenti in dotazione ai lavoratori per lo svolgimento delle mansioni è cruciale rispetto agli obiettivi di efficienza e di sicurezza delle attività, ovviamente anche di trattamento dei dati personali.
Rendere noto che un dipendente è assente per malattia costituisce diffusione illecita di dati sensibili anche se non si specifica la patologia
Adita in materia di trattamento dei dati personali e tutela dei dati nominativi osserva in sentenza la Corte d’Appello di Palermo come i dati sensibili idonei a rivelare lo stato di salute possano essere trattati soltanto mediante modalità organizzative, quali tecniche di cifratura o criptatura che rendano non identificabile l’interessato.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Richieste di permesso retribuito formulate dal dipendente scolastico, come evitare sanzioni per violazione della privacy
Check list privacy per le richieste di permesso retribuito formulate dal dipendente scolastico. Al procedimento, fin dalla fase di verifica dei motivi, bisogna applicare il Gdpr. In particolare, vanno osservati i principi di minimizzazione e di conservazione limitata nel tempo nonché le precauzioni di sicurezza. Sono queste le dirette conseguenze dell'orientamento espresso dalla Corte di cassazione con l'ordinanza della sezione lavoro n. 12991/2024.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Galleria Video
Il presidente di Federprivacy a Report Rai 3
Cerca Delegato

