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Google Chrome, sparite le password di 15 milioni di utenti che le avevano salvate sul browser
Nei giorni scorsi si è verificato un serio problema con Google Chrome per Windows: un inconveniente con il password manager del browser, di cui per primo ha dato notizia Forbes, che ha comportato la sparizione della password di oltre 15 milioni di utenti, obbligando l’azienda a scusarsi per quanto accaduto.
Google deve rimuovere anche le url dei siti sorgente che pubblicano la condanna per diffamazione
Google paga i danni morali per la mancata rimozione delle url - relative ad una notizia oggetto di una condanna per diffamazione - comprese quelle riferibili ai siti gestiti da altri motori di ricerca. E questo perché Google come internet service provider, mette a disposizione degli utenti i riferimenti necessari per identificarli. La Cassazione (sentenza 18430/2022) respinge il ricorso di Google Llc, contro la condanna a pagare 25 mila euro di danni morali a causa della sofferenza patita da un utente.
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Google dovrà pagare 9,5 milioni di dollari per aver fuorviato gli utenti e violato la loro privacy con i dark pattern
Google pagherà 9,5 milioni di dollari per risolvere le accuse di aver ingannato e manipolato i consumatori per ottenere l'accesso ai dati sulla loro posizione, rendendo quasi impossibile per gli utenti impedire il monitoraggio della loro posizione.
Google e Facebook "una minaccia per privacy e diritti umani". Il rapporto di Amnesty International
Non rivela molto di più di quello che ormai sanno tutti, ma il rapporto di sessanta pagine "Surveillance Giants, how the business model of Google and Facebook threatens human rights" stilato da Amnesty International addita spietatamente i due giganti americani della tecnologia come una minaccia globale per i diritti umani.
Google paga 68 milioni di dollari per chiudere una class action che l’accusava di violare la privacy con il suo assistente vocale
Negli Stati Uniti Google ha accettato di pagare 68 milioni di dollari per chiudere una class action riguardante la privacy degli utenti, che accusavano l’assistente vocale del colosso di Mountain View di aver registrato le loro conversazioni senza consenso, anche con finalità pubblicitarie.
Google paga oltre 200 milioni di dollari per chiudere due class action che l’accusavano di violazioni della privacy dei consumatori
Dopo aver accettato di pagare 68 milioni di dollari per chiudere una class action per l’accusa di aver registrato senza consenso le conversazioni degli utenti che usavano il suo assistente vocale, Google torna ancora a mettere mano al portafoglio accettando di versare 135 milioni di dollari per mettere a tacere accuse sul proprio sistema operativo Android.
Google patteggia risarcimento da 5 miliardi per violazione della privacy nel tracciamento degli utenti che usavano la navigazione in incognito
Google ha accettato di risolvere una causa sulla privacy dei consumatori del valore di almeno 5 miliardi di dollari di danni per l'accusa di aver tracciato i dati degli utenti che pensavano di navigare in incognito.
Google perde il ricorso sulla sanzione del garante francese e ora dovrà pagare 50 milioni di euro
A gennaio del 2019, era stata la Cnil la prima autorità nazionale per la protezione dei dati che aveva imposto in Europa una sanzione ai sensi del Gdpr, bacchettando Google per non essere "sufficientemente chiaro e trasparente" in merito alle opzioni sulla privacy messe a disposizione degli utenti del sistema operativo Android, ma la decisione del Garante francese non aveva affatto trovato d’accordo il colosso americano che aveva subito annunciato di avere intenzione di fare ricorso, di cui adesso arriva però il verdetto negativo.
Google rimuove tre note app per bambini per violazione delle norme sulla privacy
Appena qualche settimana fa l’Osservatorio di Federprivacy aveva pubblicato una ricerca che evidenziava come il 93,8% delle più diffuse app di giochi rivolte ai minori contengano tracker che spiano i comportamenti online dei giovanissimi utenti, e adesso Google ha rimosso alcune delle applicazioni “incriminate”.
Google rinvia di due anni lo stop ai cookie di terze parti
Google posticiperà il proprio piano per il blocco dei cookie di terze parti, la rimozione delle tecnologie di tracciamento delle abitudini di navigazione sul web criticata da editori, operatori pubblicitari e aziende che sarebbero stati privati di un importante strumento della comunicazione e verosimilmente di parte dei propri ricavi. Secondo la nuova roadmap, il browser Google Chrome non supporterà più i cookie di terze parti dalla fine del 2023, quasi due anni più tardi rispetto ai piani originari dell'azienda, che all'inizio puntava ai primi mesi del prossimo anno.
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Tavola rotonda su privacy e intelligenza artificiale nel mondo del lavoro
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