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Spetta all'Inps decidere caso per caso se comunicare i nomi di chi ha ricevuto il bonus Covid-19

Spetta all'Inps decidere caso per caso se comunicare i nomi di chi ha ricevuto il bonus Covid-19

Spetta all'Inps decidere, caso per caso, se comunicare i nomi di chi ha ricevuto il bonus Covid, previsto per le partite Iva dal decreto legge «Cura Italia». Questa la risposta, allo stesso istituto previdenziale, da parte del Garante della privacy, sintetizzata in un comunicato del Garante del 17 agosto 2020.

I deputati che chiedono il bonus Covid-19 non possono invocare la privacy

I deputati che chiedono il bonus Covid-19 non possono invocare la privacy

I deputati che hanno chiesto il bonus Covid non possono farsi scudo delle norme a protezione della riservatezza. In altre parole, non possono invocare la privacy per chiedere che il loro nome resti segreto. Lo chiarisce il Garante per la protezione dei dati personali in una nota dell’11 agosto 2020, precisando che, sulla base della normativa vigente, la privacy non è quindi d’ostacolo alla pubblicità dei dati relativi ai beneficiari del contributo laddove, come in questo caso, da ciò non possa evincersi, in particolare, una condizione di disagio economico-sociale dell’interessato (art. 26, comma 4, d.lgs. 33 del 2013).

Garante Privacy, a settembre seminari gratuiti online con il programma 'Formazione dei formatori'

Garante Privacy, a settembre seminari gratuiti online con il programma 'Formazione dei formatori'

Un percorso formativo gratuito di alto livello sulle più rilevanti tematiche della protezione dati dedicato alla “formazione dei formatori”, ovvero di coloro che svolgono attività di formazione e aggiornamento per il personale delle pmi sul Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (RGPD), in particolare i rappresentanti delle associazioni di categoria e dei consulenti legali interni.

Enti locali: sanzionati alcuni comuni e una regione per illecita diffusione di dati personali

Enti locali: sanzionati alcuni comuni e una regione per illecita diffusione di dati personali

Gli enti locali devono valutare con particolare attenzione se, in base alla normativa, possono rendere pubblici i dati personali, spesso anche particolarmente riservati, contenuti in delibere e in altri documenti. Lo ha ribadito il Garante per privacy in alcuni provvedimenti sanzionatori adottati il 2 luglio 2020 nei confronti di una Regione, di due Comuni e di un’Unione di Comuni.

Sanità: il Garante della Privacy chiede maggiore sicurezza per i dati dei pazienti: ammoniti una asl e un policlinico

Sanità: il Garante della Privacy chiede maggiore sicurezza per i dati dei pazienti: ammoniti una asl e un policlinico

Una asl e un policlinico sono stati ammoniti dal Garante privacy per due limitate violazioni di sicurezza (data breach) che avevano causato un illecito trattamento di dati sanitari. Gli episodi erano stati portati all’attenzione dell’Autorità dalle stesse strutture che, come prescritto dal Regolamento Ue, avevano regolarmente notificato al Garante la violazione di dati personali che si era verificata a danno di alcuni loro pazienti.

Buono mobilità: via libera del Garante per la Privacy

Buono mobilità: via libera del Garante per la Privacy

Parere favorevole dell’Autorità privacy del 9 luglio 2020 allo schema di decreto che definisce le modalità e i termini per l’erogazione del c.d. “buono mobilità” per l’anno 2020 e la disciplina del “buono rottamazione”, previsti dal relativo Programma sperimentale allo scopo di ridurre le emissioni inquinanti e in risposta ai cambiamenti climatici. Il buono mobilità è destinato ai maggiorenni residenti nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia e nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti.

Ue, rischio multe per chi non si adegua a regolamento protezione dati

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