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Federprivacy

La denuncia arriva dal sito specializzato thenextweb.com. «Facebook utilizza a vostra insaputa la fotocamera dell'iPhone». Ecco nel dettaglio il bug scoperto da alcuni utenti americani. Uno di loro, Joshua Maddux, ha postato su Twitter il video di quello che sembra effettivamente un bug pericoloso per la privacy delle persone che utilizzano l'app di Facebook.

Aperte le candidature per partecipare alla seconda edizione del Premio in onore e alla memoria del grande giurista Stefano Rodotà, istituito dal Comitato della Convenzione 108 del 1981 del Consiglio d’Europa. Il Premio, destinato a ricercatori e studenti, punta a valorizzare e a dare visibilità a progetti di ricerca innovativi e originali nel campo della protezione dei dati personali, sviluppati in ambito universitario.

Si può sempre revocare il consenso alla pubblicazione delle proprie foto su Facebook. Ha infatti avuto ragione un uomo di 55 anni della provincia di Bari che aveva fatto causa a una donna che si rifiutava di cancellare oltre mille fotografie postate sul social network negli anni della loro frequentazione. Rimaste senza riscontro le richieste e le diffide inviate anche per vie legali, l'uomo ha deciso di rivolgersi in via d’urgenza al tribunale di Bari, che si è pronunciato con l’ordinanza del 7 novembre 2019 a conclusione del procedimento civile 6359/2017.

Il 25 maggio 2018 è stato senza dubbio un giorno storico per tutti i cittadini dell'UE, perchè è la data in cui è diventato pienamente applicabile il Regolamento Europeo 2016/679 sulla protezione dei dati personali, e la scelta di organizzare in quella stessa giornata la settima edizione del Privacy Day Forum nella Capitale ha in una certa misura reso partecipe anche Federprivacy di quella data epocale.

Oltre al notaio, anche la banca è tenuta a verificare l'esatta identità del proprio cliente che stipula il mutuo. E non può invocare l'omesso o superficiale accertamento da parte del notaio come esimente o attenuante della propria responsabilità. Lo ha affermato la Terza sezione civile della Cassazione, con l’ordinanza 27599/2019, depositata il 29 ottobre.

Con il Regolamento UE 2016/679 e il cyber risk, ai rischi di risarcimenti e sanzioni fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato, si aggiungono i pericoli derivanti da ransomware e data breach. Bernardi: "Ormai per le imprese la preoccupazione dei rischi sui dati supera quella per incendi e disastri naturali, e perciò è diventato cruciale disporre di un'adeguata copertura assicurativa". Convenzioni a beneficio degli iscritti a Federprivacy con Essebi Insurance Broker per la polizza di Argo e con Silvestri Broker per le polizze di Sara Assicurazioni.

I controlli anonimi dell'Agenzia delle entrate violano la privacy. La pseudonimizzazione (oscuramento temporaneo dei dati) non fornisce garanzie e chi sarà sottoposto a controlli generati dall'algoritmo anonimo non ha il diritto di rettifica. Antonello Soro, garante della privacy chiede al governo la riscrittura dell'articolo 86 della legge di Bilancio che dà ampi poteri al fisco in nome della lotta all'evasione. Senza una riscrittura, con la previsione di paletti e garanzie per i contribuenti, la norma, dice in sintesi il Garante, nella memoria depositata ieri in commissione bilancio del Senato, è in palese violazione con il regolamento privacy.

Esponenti delle Autorità di protezione dati ed esperti provenienti da vari Paesi dell’Unione europea si incontreranno il 15 novembre a Roma per partecipare alla conferenza dal titolo "All’altezza delle sfide: uno sguardo alla protezione dei dati e oltre".

Secondo una ricerca svolta dalla società di marketing digitale Madzuli Agency, a poco più di un anno dall’entrata in vigore del GDPR gli italiani si dichiarano meno propensi alla privacy e più favorevoli all’archiviazione dei dati per ricevere offerte commerciali personalizzate.

Undici azioni per governare i big data. Tra tutte, primeggia una preventiva valutazione di impatto sulla privacy. Anche quando l'obiettivo è di interesse pubblico (ad esempio lotta all'evasione fiscale o contributiva). È quanto si può desumere dalle «Linee guida e raccomandazioni di policy» per i big data diffuse dai Garanti della privacy, della concorrenza e mercato (Agcm) e delle comunicazioni (Agcom). Il documento è il frutto di una indagine conoscitiva nel corso della quale sono stati interpellati i principali operatori dell'economia dei dati, delle telecomunicazioni, dei settori finanziari e dell'editoria.

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Umberto Rapetto: più tutelati con Gdpr ma non bisogna abbassare la guardia

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