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Visualizza articoli per tag: intelligenza artificiale

Un vademecum che può servire come punto di partenza per le organizzazioni e gli individui che desiderano impegnarsi nell'uso responsabile e etico dell'intelligenza artificiale, garantendo che la tecnologia operi a beneficio di tutti senza compromettere i diritti fondamentali o la sicurezza.

Le applicazioni dell’intelligenza artificiale (AI) devono rispettare i diritti fondamentali, incluso quello alla protezione dei dati. Sviluppatori, produttori e fornitori di servizi AI devono valutare preventivamente i possibili rischi, adottando un approccio di tipo “precauzionale”. Necessarie precise prescrizioni nelle procedure di appalto pubblico.

L’Intelligenza Artificiale (IA) e le sue applicazioni in ambito medico stanno favorendo cambiamenti apprezzabili. Forse il campo dove i progressi sono più evidenti ed auspicabili è quello di predire le malattie. Nel campo della medicina predittiva attraverso l’elaborazione dei parametri giusti, l’Intelligenza Artificiale è in grado di indicare le probabilità che possa insorgere un disturbo in termini percentuali. Tutto ciò è reso possibile dalla creazione di determinati algoritmi predittivi.

Siamo in piena rivoluzione industriale. L’intelligenza artificiale generativa (GAI), strumento potentissimo che ci permette di creare testi, immagini, video a partire da un semplice comando, è sempre più utilizzata dalle persone e dalle aziende. Una tecnologia, che ha impatti potenzialmente devastanti, sotto il profilo etico, sociale e politico.

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L'introduzione di tecnologie di intelligenza artificiale incide molto sulla gestione dell'impresa, modificando radicalmente le forme di esercizio del potere direttivo e di controllo sul personale, con rilevanti rischi giuridici, organizzativi e reputazionali, in particolare laddove l'utilizzo di algoritmi incida sui diritti fondamentali dei lavoratori, tra cui quello alla protezione dei dati personali.

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Un recente sondaggio condotto negli Stati Uniti da CITE Research per conto di Wolters Kluwer Health su un campione di 518 professionisti sanitari ha evidenziato una crescente diffusione della cosiddetta Shadow AI, ovvero dell’utilizzo non autorizzato di strumenti di intelligenza artificiale nel settore sanitario per gestire carichi di lavoro sempre più pressanti.

Senza dubbio l'introduzione dell'Al Act ha evidenziato la sua interazione con il GDPR, che è stato concepito in un periodo storico in cui l'IA non era ancora così diffusa. Ma in realtà l’AI Act non include soltanto la tutela della privacy, ma anche la salvaguardia della libertà di espressione e il diritto alla dignità umana.

Che impatto ha l’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro? Possiamo dire che esiste oggi una vera e propria ricca casistica su questo argomento, che delinea un orientamento che il Garante e le Corti hanno tracciato e anche modificato negli ultimi anni, adeguandolo al progresso scientifico e pure a un diverso sentire sociale delle generazioni di nativi digitali affacciatesi in un mondo del lavoro completamente diverso e molto distante da quello del passato.

Lunedì, 18 Ottobre 2021 07:54

Protezione dati e Smart Cities

Un recente Studio su intelligenza artificiale e sviluppo urbano (Artificial Intelligence and Urban Development ) ci propone il tema dell’intelligenza artificiale applicata alle c.d. smart cities (o città intelligenti). Benché non esista una definizione univoca di città intelligente, il termine si riferisce in generale a un insieme integrato di iniziative volte a utilizzare le tecnologie digitali, compresa l'IA, per migliorare il benessere e la qualità della vita. Non tutte le città intelligenti sono necessariamente basate sull'IA, anche se lo sono in genere le più avanzate.

Da tempo le autorità garanti europee, EDPB e EDPS, si pongono il tema dei problemi connessi all’uso dell’Intelligenza Artificiale e al trattamento dei dati, in particolare dei dati personali. Non a caso tanto lo EDPS quanto lo EDPB hanno già ripetuto in più occasioni la illiceità della raccolta e del trattamento tramite AI di dati biometrici, considerando questi trattamenti vietati in ragione dei rischi che comportano per la tutela dei diritti delle persone nell’ambito della Carta dei diritti fondamentali della UE.

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Privacy Day Forum 2025: il trailer della giornata

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