Visualizza articoli per tag: intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale nel lavoro impone di rivedere la disciplina dei controlli a distanza
Un tempo i poteri datoriali erano nettamente distinguibili: da un lato il potere direttivo, riflesso dell’obbligo di obbedienza del lavoratore; dall’altro due poteri strumentali a quello, quali il potere di punire le violazioni contrattuali dei dipendenti e quello di controllare l’esecuzione della prestazione lavorativa secondo le direttive ricevute. Ma ora gli scenari cambiano con l’intelligenza artificiale.
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L’intelligenza artificiale non è una questione tecnologica, ma di governance
L’intelligenza artificiale sta rapidamente penetrando nei processi aziendali, ma fermarsi alla dimensione tecnologica rischia di essere fuorviante. A differenza di come si potrebbe pensare, il vero tema non è infatti tecnologico, ma organizzativo.
L’intelligenza artificiale per una società digitale etica: costruire fiducia attraverso un approccio umano
Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (IA) ha rivoluzionato la nostra società, trasformando il modo in cui viviamo, lavoriamo e interagiamo. Tuttavia, per garantire che l’IA contribuisca positivamente allo sviluppo della società digitale, è fondamentale adottare un approccio incentrato sulla dimensione umana, capace di instaurare un clima di fiducia tra tecnologia e cittadini.
L’intelligenza artificiale si fa strada con l'AI Act: sì a pubblicità mirata, assistenti e amici virtuali
Sdoganata l’Intelligenza artificiale (IA) usata per la pubblicità commerciale mirata, che assegna un punteggio ai clienti. Via libera anche all’IA che valuta il merito creditizio, a quella con sembianze umane che tiene compagnia e a quella che influenza il comportamento, ma a fin di bene, come far smettere di fumare o insegnare l’inglese.
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L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nei prodotti per la sicurezza sul lavoro: gli aspetti privacy da valutare
Sempre più soluzioni disponibili sul mercato per la sicurezza sul lavoro vengono pubblicizzate come “supportate dall’intelligenza artificiale”. Ma se da un lato la loro implementazione potrebbe portare a dei vantaggi nella riduzione dei rischi per la salute psicofisica del lavoratore, dall’altro non significa che tale implementazione non comporti tutta un’altra serie di rischi.
Ma il Digital Services Act basta davvero? portata, limiti e necessità di regole globali per social e AI
Non nascondiamoci dietro formule rassicuranti che equivalgono a foglie di fico: il Digital Services Act (DSA) è una delle più avanzate architetture regolatorie al mondo, ma resta una risposta territoriale a un’infrastruttura globale.
Meta addestrerà la sua intelligenza artificiale usando i dati dei cittadini europei
Dopo quasi un anno di stallo dovuto ai dubbi sulla liceità del trattamento, Meta annuncia che utilizzerà tutti i dati pubblicati sui suoi social network dagli utenti residenti nell’Ue per addestrare il suo modello di intelligenza artificiale.
Meta blocca i piani per l'uso di dati social degli utenti europei nell'addestramento dell'intelligenza artificiale
Con una mossa inaspettata, Meta ha deciso di interrompere le operazioni per utilizzare i dati degli utenti europei di Facebook e Instagram per addestrare la sua intelligenza artificiale. Questa decisione sembra arrivare come diretta conseguenza delle critiche e delle pressioni esercitate dagli enti per la tutela dei consumatori e della privacy nell'UE e nello SEE.
Milioni di italiani monitorati a loro insaputa tramite il riconoscimento facciale. Sanzione da 20 milioni di euro per Clearview
Vantandosi di possedere un database di oltre 10 miliardi di immagini di volti di persone di tutto il mondo, Clearview AI ha messo in atto un vero e proprio monitoraggio posto in essere attraverso tecnologie di intelligenza artificiale basate sul riconoscimento facciale, e per questo di recente la società statunitense era finito nel mirino delle autorità per la privacy di Francia e Regno Unito. Ma ora è il Garante per la protezione dei dati personali ad intervenire in modo risoluto a tutela degli utenti che si trovano sul territorio italiano con una maxi sanzione da 20 milioni di euro.
Multe salate per l’intelligenza artificiale non trasparente
L'intelligenza artificiale mascherata costa caro, quanto un video fake: l'Artificial Intelligence Act entrato in vigore il 1° agosto 2024, prevede, infatti, sanzioni fino a 15 milioni di euro a carico di chi non assicura la trasparenza necessaria sul fatto che testi e contenuti sono elaborati non da fonte umana, ma da un apparato di intelligenza artificiale (IA).
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Ansa: presentato alla Camera il libro 'Smetti di farti spiare difendi la tua privacy'
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