Visualizza articoli per tag: intelligenza artificiale
Ora con l'intelligenza artificiale chiunque può rubare il vostro volto e fare una videoconferenza spacciandosi per voi
Con un software che sfrutta l'intelligenza artificiale gli utenti possono trasformarsi in un personaggio famoso per fare "meme" satirici, ma anche i malintenzionati possono spacciarsi per voi in una videoconferenza con una qualità delle immagini talmente elevata da riuscire a ingannare familiari, colleghi di lavoro, clienti, ed altri conoscenti che possono essere convinti di parlare proprio con voi.
Parte l’Artificial Intelligence Act ma l’attuazione richiede altri 60 provvedimenti
È partita l’applicazione dell’Ai Act, ossia la prima regolazione al mondo dell’intelligenza artificiale ma servono ancora circa 60 provvedimenti per dare attuazione e completare il mosaico normativo previsto dal Regolamento 2024/1689.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Per lo sviluppo sostenibile dell’intelligenza artificiale serve la fiducia degli utenti, il rispetto della privacy, e il coraggio delle autorità
Lo sviluppo sostenibile della governance dei dati si sta rivelando sempre più un presupposto fondamentale per il successo della transizione digitale, e specialmente con le potenzialità dell’intelligenza artificiale è necessario che essa sia al servizio dell’uomo, e non viceversa.
Per sviluppare un approccio etico all’intelligenza artificiale occorre prendere posizione
Se non si ha una preparazione filosofica e se in azienda non vi sono organismi o competenze specifiche in materia, per sviluppare un approccio etico all'intelligenza artificiale non resta che ricorrere ad una pratica “fai da te” molto concreta che consiste nel “prendere posizione”.
Perché la sola "deregulation" sulla privacy non basta a salvare l'IA europea
Il dibattito tecnologico è ostaggio di un falso dilemma: "privacy o crescita". Ma un'analisi incrociata del Rapporto Draghi e delle proiezioni World Bank 2026 svela una verità più scomoda. L'Europa usa le regole per arginare i giganti americani, ma il suo vero fallimento è fiscale e finanziario.
Perù: nella causa di separazione a stabilire l'assegno da versare per il mantenimento dei figli è ChatGpt
Nella causa fra i genitori è l'intelligenza artificiale a stabilire il mantenimento che il padre deve versare al minore. Accade in Perù, dove la Corte superiore di Giustizia di Lima Sud ricorre a Chat Gpt per dirimere la controversia tra mamma e papà, decidendo in base ai calcoli dell'algoritmo che l'uomo dovrà destinare il 20 per cento del suo reddito all'assegno per le figlia, mentre in Italia la chatbot di OpenAi è ancora bloccata dal Garante privacy. È quanto emerge dal provvedimento adottato il 27 marzo scorso nell'expediente 00052-2022-18-3002-Jp-Fc-01.
Prestiti online, ora la banca può setacciare i vostri profili social
Procedure sempre più rapide e snelle per ottenere un finanziamento sul web, ma si diffondono sistemi di analisi dei profili social degli utenti basati su algoritmi di machine learning che concorrono a determinare la concessione del finanziamento, con perplessità sulla mancanza di consapevolezza degli utenti. Bernardi: "Notevoli vantaggi con i prestiti online, ma istituti di credito devono operare con trasparenza e rispettare regole del GDPR". La raccomandazione di Federprivacy: "Leggere bene le informative e tutta la documentazione disponibile, dando il proprio consenso solo se sì é certi di aver compreso tutte le condizioni."
Privacy & Intelligenza Artificiale: XAI, un metodo per mitigare i rischi sui dati personali?
L'AI spiegabile (eXplainable Artificial Intelligence, di seguito XAI) è un insieme di metodi e processi che consentono agli utenti di comprendere e considerare attendibili i risultati e l'output creati dagli algoritmi di machine learning. L'AI spiegabile viene utilizzata, quindi, per descrivere un modello AI, il relativo impatto previsto ed i potenziali errori. Aiuta a caratterizzare la precisione, la correttezza, la trasparenza e i risultati del modello nel processo decisionale con tecnologia AI.
Privacy by design e Gdpr: un’etica per l’Intelligenza artificiale
Una delle novità più rilevanti, ma al tempo stesso più sfuggenti ed ineffabili, del GDPR è l’introduzione del principio di privacy by design (PbD, o protezione dei dati sin dalla progettazione, secondo la traduzione italiana riportata in Gazzetta Ufficiale), di cui all’art. 25 del noto Regolamento Europeo n. 679/2016. Nell’ambito del complesso dibattito in materia di privacy, la PbD – la cui maternità è tecnicamente e storicamente attribuita ad Ann Cavoukian, studiosa e fino al 2014 Garante privacy dello Stato canadese dell’Ontario – ha fatto emergere posizioni contrastanti.
Privacy e intelligenza artificiale dopo la nuova Legge 132/2025: il modello italiano per un'innovazione responsabile
La Legge 23 settembre 2025, n. 132 sull'intelligenza artificiale segna un momento di convergenza tra due universi normativi che fino ad oggi hanno viaggiato su binari paralleli: la protezione dei dati personali e la regolamentazione dell'AI.
Galleria Video
Il presidente di Federprivacy a Report Rai 3
Cerca Delegato

