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Whistleblowing, piattaforme sicure per le segnalazioni

Whistleblowing, piattaforme sicure per le segnalazioni

Mancano pochi giorni alla prima tappa applicativa per le imprese, chiamate ad attuare le nuove regole sul cosiddetto whistleblowing, contenute nel Dlgs 24/2023. Con questo decreto il legislatore, in attuazione di alcuni principi comunitari espressi nella direttiva Ue 2019/1937, ha rafforzato le regole già esistenti, ampliando la portata delle norme che impongono l’adozione di sistemi di segnalazione aziendale degli illeciti.

I dipendenti pubblici sono responsabili del contenuto delle e-mail

I dipendenti pubblici sono responsabili del contenuto delle e-mail

Giro di vite sulla posta elettronica. I dipendenti pubblici sono responsabili del contenuto delle e-mail. È quanto prevede l'articolo 1 del dPR 81/2023 (in vigore dal 14 luglio 2023, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 giugno 2023), che ha modificato il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, stabilendo nuove regole a riguardo dell'uso di dispositivi e servizi elettronici.

Paywall, monetizzazione dei dati e il rischio della privacy come lusso per pochi

Paywall, monetizzazione dei dati e il rischio della privacy come lusso per pochi

"Un'ulteriore criticità del capitalismo delle piattaforme riguarda la tendenza alla remunerazione del consenso al trattamento dei dati personali, assunto come parte di uno scambio tra dati e servizi". Il 6 luglio 2023 il Presidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha presentato la Relazione annuale sull'attività del 2022 e ha così introdotto uno dei temi in essa contenuti. Si tratta del "cookie-or-pay wall" o semplicemente "paywall": una recente modalità con cui l'utente è messo in condizione di accedere a determinati contenuti web, potendo scegliere tra le alternative del consenso ai cookie - compresi quelli di profilazione – o del pagamento di un prezzo.

Così i criminali usano ChatGpt per truffarci

Così i criminali usano ChatGpt per truffarci

Sono ormai passati alcuni mesi dal suo lancio ma la discussione è quanto mai “calda”: ChatGpt e le tecnologie di intelligenza artificiale generativa in genere portano più benefici o rischi, più vantaggi o criticità? Non c'è solo il tema del lavoro e delle professioni al centro del dibattito ma anche questioni altrettanto critiche come la sicurezza dei dati macinati dagli algoritmi e la protezione della privacy degli utenti. I cybercriminali, e questa è cronaca recente, hanno già approfittato del fenomeno per sperimentare e ingegnerizzare nuove modalità di attacco, con buona pace di OpenAi e del suo dichiarato impegno a garantire un uso adeguato della propria tecnologia.

Legittimo l'utilizzo delle foto di conversazioni WhatsApp come prova di infedeltà nella causa di separazione

Legittimo l'utilizzo delle foto di conversazioni WhatsApp come prova di infedeltà nella causa di separazione

La Cassazione con l'ordinanza del 12 maggio 2023, n. 13121 ha ribadito un principio consolidato cioè, che in tema di separazione, grava sulla parte che richieda , per l'inosservanza dell'obbligo di fedeltà, l'addebito della separazione all'altro coniuge, l'onere di provare la relativa condotta e la sua efficacia causale nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza , mentre è onere di chi eccepisce l'inefficacia dei fatti posti a fondamento della domanda, e quindi dell'infedeltà nella determinazione dell'intollerabilità della convivenza , provare le circostanze su cui l'eccezione si fonda , vale a dire l'anteriorità della crisi matrimoniale all'accertata infedeltà.

Il Garante della Privacy sanziona una scuola che aveva pubblicato on line i dati personali dei supplenti

Il Garante della Privacy sanziona una scuola che aveva pubblicato on line i dati personali dei supplenti

Non si pubblicano on line sul sito istituzionale gli elenchi dei supplenti, completi con i nomi e la indicazione della precedenza per la legge 104/1992 per i disabili. Nemmeno se la precedenza è indicata con il solo sostantivo “precedenza” e senza il riferimento di legge. Si tratta di una diffusione illecita di dati relativi allo stato di salute. È quanto deciso dal Garante della privacy, che ha irrogato a un ufficio scolastico regionale una sanzione di 15 mila euro (ingiunzione n. 168/2023) e che ha richiamato gli organismi scolastici a non considerare la rete Internet come una scorciatoia. Per poter pubblicare dati su Internet, infatti, ci vuole una norma che lo consenta.

Privacy Day Forum 2025: il servizio dell'Ansa

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