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Nel Regolamento UE sull'intelligenza artificiale il divieto di identificazione biometrica real time e il riconoscimento facciale delle emozioni

Nel Regolamento UE sull'intelligenza artificiale il divieto di identificazione biometrica real time e il riconoscimento facciale delle emozioni

Divieto all'identificazione biometrica real time realizzata con sistemi di intelligenza artificiale e divieto di sistemi che consentono il riconoscimento di emozioni. Sono queste, in sintesi, le principali indicazioni dell'accordo preliminare del regolamento sull'intelligenza artificiale (IA) approvato nei giorni scorsi a larga maggioranza dalle commissioni del Parlamento europeo dopo due anni di discussione e dopo un'intesa raggiunta dalle forze politiche lo scorso 27 aprile. Il testo andrà in commissione plenaria nel corso del mese di giugno per poi passare al vaglio finale.

L'utilizzo dell'intelligenza artificiale impone valutazione d'impatto, privacy by design, e gli altri adempimenti previsti dal GDPR

L'utilizzo dell'intelligenza artificiale impone valutazione d'impatto, privacy by design, e gli altri adempimenti previsti dal GDPR

Privacy by design (protezione dati con progettazione dei servizi in modo conforme al Gdpr) per usare l'Intelligenza artificiale (IA) in azienda. Quando si usano le nuove tecnologie automatizzate le imprese devono scrivere documenti di valutazione dei rischi privacy. La meraviglia della tecnica non deve prendere la mano e bisogna programmare l'uso di questo strumento alla luce della disciplina del Gdpr e del codice della privacy (dlgs 196/2003). Al momento si tratta, infatti, di strumenti per loro stessa ammissione non completamente affidabili.

Decreto Trasparenza: informazioni ai lavoratori anche sui sistemi di monitoraggio decisionali non integralmente automatizzati

Decreto Trasparenza: informazioni ai lavoratori anche sui sistemi di monitoraggio decisionali non integralmente automatizzati

Informazioni ai lavoratori anche sui sistemi decisionali di monitoraggio non integralmente automatizzati. Gli obblighi informativi non sono limitati agli strumenti integralmente automatizzati. Ciò nonostante, la formulazione letterale dell'articolo 26 del decreto-legge 48/2023, che non ha una portata né innovativa né riduttiva di obblighi informativi, i quali rimangono intatti per effetto degli articoli 13 e 15 del Regolamento Ue sulla privacy n. 2016/679 (Gdpr).

La privacy e la tutela della salute e sicurezza sul lavoro con focus sulla figura del medico competente, anche alla luce del DL 48/2023

La privacy e la tutela della salute e sicurezza sul lavoro con focus sulla figura del medico competente, anche alla luce del DL 48/2023

La nostra Costituzione considera (art. 32) la “tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”; nell’ambito del mondo del lavoro, la principale norma di riferimento è il Dlgs. 9 aprile 2008, n. 81) “Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro” (TUSSL); inoltre l’art. 2087 del Codice civile sulla “tutela delle condizioni di lavoro” che richiede all’imprenditore di adottare le misure necessarie a “tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

Tre armi di difesa contro gli errori dell'Intelligenza Artificiale

Tre armi di difesa contro gli errori dell'Intelligenza Artificiale

Tre scudi contro le inesattezze dell'Intelligenza Artificiale (IA). Due servono per correggere i dati, e cioè il ricorso al tribunale o, in alternativa, il reclamo al Garante della privacy; il terzo serve per ottenere un risarcimento dei danni ed è l'azione giudiziaria (in una delle sue varie forme, comprese class action e azione rappresentativa).

Data Exchange: il valore dei dati personali nei contratti di servizi digitali e nell'intelligenza artificiale

Data Exchange: il valore dei dati personali nei contratti di servizi digitali e nell'intelligenza artificiale

Il tema del valore, anche economico, dei dati personali, è di crescente interesse nel dibattito internazionale. Infatti, a seguito del rapidissimo sviluppo tecnologico, un numero sempre maggiore di piattaforme online e di sistemi di intelligenza artificiale hanno necessità di elaborare enormi quantità di dati; ciò viene attuato dai provider mediante un modello di scambio per cui al consumatore può non essere richiesto di versare un corrispettivo monetario ma soltanto di fornire i propri dati personali per la fruizione di un determinato servizio digitale.

Tavola rotonda su privacy e intelligenza artificiale nel mondo del lavoro

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