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Cosa c’è dietro le 'sbadataggini' degli assistenti digitali che minacciano la nostra privacy

Cosa c’è dietro le 'sbadataggini' degli assistenti digitali che minacciano la nostra privacy

Se in casa avete un assistente digitale, e pensate di riuscire a mantenere il controllo della vostra privacy tra le mura domestiche, probabilmente non siete al corrente che i cosiddetti “smart speaker” possono attivarsi non solo quando date loro un esplicito comando vocale, ma anche quando pronunciate espressioni che hanno una certa assonanza con le parole chiave predefinite, rischiando così per finire di essere ascoltati varie volte durante una giornata, e anche quando non ne siete affatto consapevoli.

La gestione dei dati personali nell’ambito lavorativo in periodi di emergenza

La gestione dei dati personali nell’ambito lavorativo in periodi di emergenza

Con riferimento al trattamento dei dati personali in ambito lavorativo va precisato che il 14 marzo 2020 è stato sottoscritto il protocollo di sicurezza anti-contagio adottato ai sensi dell’art. 1, n. 7, lett. d) del DPCM 11 marzo 2020, integrato dal più recente protocollo del 24 aprile 2020. Come noto il documento è stato realizzato per agevolare gli enti e le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio, ovverosia Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro, ma contiene importanti disposizioni anche in materia di privacy.

Taxi violavano la privacy dei clienti con telecamere e registratori vocali a bordo delle vetture

Taxi violavano la privacy dei clienti con telecamere e registratori vocali a bordo delle vetture

Se salite sul taxi e durante l’itinerario vi va di scambiare due chiacchere, oppure incappate in un conducente espansivo sullo stile di Alberto Sordi con la sua Fiat Ritmo gialla "Zara 87" nel memorabile film “Il tassinaro”, prima di lasciarvi andare a parlare di questioni confidenziali informatevi se e quali dispositivi sono installati sull’autovettura per sincerarvi che una videocamera non vi stia riprendendo e magari anche quello che dite non venga registrato a vostra insaputa.

'Lei a rischio contagio Covid-19', prima l'ATS Milano terrorizza i cittadini con un sms poi chiede scusa

'Lei a rischio contagio Covid-19', prima l'ATS Milano terrorizza i cittadini con un sms poi chiede scusa

Uno spavento non da poco si saranno presi quei cittadini di Milano che in questi giorni hanno ricevuto un sms dall’ATS Milano che li avvertiva di essere entrati a contatto con persone contagiate dal Coronavirus. Peccato che si trattasse di un madornale errore informatico dell’Agenzia di Tutela della Salute della Città Metropolitana di Milano.

Rotazione degli incarichi di Dpo nella pa, i professionisti preparati non hanno bisogno di pagare la ‘mazzetta’

Rotazione degli incarichi di Dpo nella pa, i professionisti preparati non hanno bisogno di pagare la ‘mazzetta’

La rotazione degli incarichi nella P.A. non preoccupa, di certo, i DPO (Responsabili della protezione dei dati) seri e preparati. E neppure gli enti pubblici che vogliono avvalersi di soggetti in grado di assicurare al meglio il servizio di “responsabile della protezione dei dati”. È questa la sintesi di una lettura, oggettiva e consapevole, dei meccanismi del mercato di riferimento della deliberazione dell’Autorità anticorruzione (Anac) n. 421 del 13 maggio 2020, e cioè del parere in merito all’applicazione del principio di rotazione ai contratti aventi ad oggetto il servizio di protezione dei dati personali (DPO).

Attenzione alle app che promettono di proteggere la privacy e in realtà vi spiano

Attenzione alle app che promettono di proteggere la privacy e in realtà vi spiano

Tra perdite di dati, timori di essere spiati e di violazioni della privacy, molti utenti sono sempre più alla ricerca di soluzioni per archiviare in modo sicuro sul proprio smartphone le loro foto, video, e messaggi confidenziali, ed è proprio quello che promettono di fare molte app scaricabili dal Play Store di Google. Peccato che molte app facciano in realtà l’esatto contrario di ciò che affermano, come ha evidenziato uno studio guidato dal reporter di Cybernews Edvardas Mikalauskas, che ha analizzato le prime 30 applicazioni risultanti sul Play Store digitando le parole "app per la privacy" come chiave di ricerca.

Tavola rotonda su privacy e intelligenza artificiale nel mondo del lavoro

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