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App e profilazione: quali gli aspetti privacy da considerare?

App e profilazione: quali gli aspetti privacy da considerare?

Nello svolgimento della vita quotidiana di ciascuno di noi, l’utilizzo delle app è ormai diventata la normalità. Ne esistono di svariato tipo, proprio per rispondere alle esigenze di ciascun utente: app per gli acquisti online, per la prenotazione di appuntamenti o sedute di training, app per la gestione dell’home banking, app in grado di misurare parametri legati alla salute, app per la spesa online, app per il food delivery… potremmo continuare fino all’infinito! Ma, poniamo attenzione alla tutela dei dati personali nell’utilizzo di tali app? Innanzitutto, bisogna porre particolare accortezza ai seguenti aspetti, utilizzando la dovuta cautela.

Richieste informazioni e documentazione da presentare alla banca ai sensi del GDPR o ai sensi del TUB?

Richieste informazioni e documentazione da presentare alla banca ai sensi del GDPR o ai sensi del TUB?

Il presente contributo prende spunto dalla prassi di rivolgere agli istituti di credito istanze di accesso informativo/documentale indifferentemente ai sensi dell'art. 15 del Regolamento UE 2016/679 (una sorta di successore universale dell'art. 7 del Codice della privacy ante-riforma) e dell'art. 119 della legge 385 del 1 settembre 1993 (Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia).

Manifesto per la stesura di una ‘Privacypedia’ sul Gdpr

Manifesto per la stesura di una ‘Privacypedia’ sul Gdpr

L’accountability richiede urgentemente un repertorio europeo sul Gdpr. Ci vuole un catalogo delle pronunce e dei provvedimenti, delle linee guida e dei codici di condotta. Si deve abbinare un massimario dei provvedimenti sanzionatori e degli atti di rilevanza generale. Bisogna costruire, e siamo già in ritardo, il digesto europeo del Gdpr o se si preferisce il data base europeo, indicizzato e di pronto utilizzo, in tutte le lingue dei paesi in cui si applica il Gdpr.

Trasferimento dati personali oltreoceano, si apre uno spiraglio dopo l'invalidazione del Privacy Shield

Trasferimento dati personali oltreoceano, si apre uno spiraglio dopo l'invalidazione del Privacy Shield

Dopo l’invalidazione del Privacy Shield, decisa dalla Corte di Giustizia dell’UE il 16 luglio 2020 nella causa C-311/18, (nota come "Schrems II"), migliaia di imprese ed enti che si scambiano informazioni con i propri partner d’oltreoceano rischiano di affogare nelle sopraggiunte complicazioni per il trasferimento di dati all’estero. Ma adesso un prezioso salvagente arriva dall’European Data Protection Board con le misure supplementari richieste per ricorrere lecitamente alle clausole contrattuali standard (SCC).

Corte di Giustizia Ue: la casella già preselezionata nel contratto per la raccolta del documento di identità non dimostra il consenso privacy dell'interessato

Corte di Giustizia Ue: la casella già preselezionata nel contratto per la raccolta del documento di identità non dimostra il consenso privacy dell'interessato

Un contratto di fornitura di servizi di telecomunicazione non può dimostrare che il cliente abbia implicitamente prestato il suo consenso alla conservazione dei dati personali della sua carta d'identità, se la casella della clausola per l'autorizzazione è stata preselezionata dal responsabile del trattamento, prima della sottoscrizione del contratto.  Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Ue con una sentenza nella causa C-61/19, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell'articolo 267 TFUE, dal Tribunalul Bucureşti (Tribunale superiore di Bucarest, Romania), con decisione del 14 novembre 2018, pervenuta in cancelleria il 29 gennaio 2019, nel procedimento Orange România SA contro il Garante per la privacy rumeno (ANSPDCP).

Invalidazione Privacy Shield, il Garante UE incoraggia ad evitare trasferimenti di dati personali negli Usa

Invalidazione Privacy Shield, il Garante UE incoraggia ad evitare trasferimenti di dati personali negli Usa

Il Garante europeo della protezione dei dati (Edps) ha pubblicato un documento strategico volto a monitorare la conformità delle istituzioni, degli organi e degli organismi europei (IUE) alla sentenza "Schrems II" che lo scorso luglio ha invalidato il Privacy Shield in relazione ai trasferimenti di dati personali verso paesi terzi, e in particolare negli Stati Uniti.

Siamo tutti spiati? il presidente di Federprivacy a Cremona 1 Tv

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