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Ora i dipendenti preferiscono WhatsApp alla mail: dati aziendali fuori controllo

Ora i dipendenti preferiscono WhatsApp alla mail: dati aziendali fuori controllo

Oltre il 70% degli impiegati utilizza app di messaggistica per condividere dati sensibili e informazioni critiche dell'azienda, e il 52% di professionisti e manager d’impresa fotografa documenti di lavoro riservati e li spedisce tramite WhatsApp, ma uno su quattro di essi (24%) sbaglia destinatario. Rapetto: “Si consegnano inconsapevolmente le chiavi dell’ufficio e in particolare quelle dei cassetti più riservati”. Bernardi:” Molte aziende hanno perso il controllo dei propri dati personali a causa delle app”. Decalogo di Federprivacy per aiutare le imprese a disciplinare l’uso di servizi aziendali di chat e messaggistica elettronica in conformità al Gdpr.

Chat e messaggistica in ambito di lavoro, ecco il decalogo per la conformità al Gdpr

Chat e messaggistica in ambito di lavoro, ecco il decalogo per la conformità al Gdpr

L’apparente facilità, ormai improprio sinonimo di velocità, di utilizzo degli apparecchi e dei servizi elettronici è un insidioso trabocchetto. Ci vuole un consapevole controllo dei mezzi e non un acritico e ingenuo affidamento a tutto ciò che la tecnica produce. L’avviso, di valenza trasversale e poco incline ad accodarsi al compiacimento generale ed aprioristico per ogni novità digital-informatica, è il buon senso della predica inutile ed è il monito che sarà ricordato solo a incidente subito.

Ruoli privacy negli appalti pubblici: alcune soluzioni per i raggruppamenti temporanei di imprese

Ruoli privacy negli appalti pubblici: alcune soluzioni per i raggruppamenti temporanei di imprese

Con l’entrata in vigore del Regolamento UE 2016/679, comunemente noto con l’acronimo inglese GDPR (General Data Protection Regulation), gli enti pubblici hanno iniziato a porre maggiore attenzione alla materia della privacy nell’indizione delle gare di appalto pubblico e nella redazione dei contratti pubblici, imponendo gli obblighi relativi al trattamento dei dati personali in capo alle imprese appaltatrici.

Data protection officer: obbligo, requisiti, compiti, e certificazioni

Data protection officer: obbligo, requisiti, compiti, e certificazioni

A distanza di cinque anni dalla sua introduzione sono ancora molte le aziende e le pubbliche amministrazioni che conoscono poco la figura del Data Protection Officer. Il riepilogo per capire chi deve designarlo, quali sono i compiti che gli sono attribuiti dalla legge, i requisiti che deve possedere, ed il valore delle certificazioni che lo riguardano. Parere negativo sulla Norma UNI 11697:2017 da parte di Federprivacy, che è rimasta sul proprio capitolato privato per la certificazione delle competenze del Privacy Officer rilasciata da TÜV Italia a quasi 500 professionisti.

Proctoring & Privacy: un’eccessiva risposta informatica ad un problema analogico?

Proctoring & Privacy: un’eccessiva risposta informatica ad un problema analogico?

Le esigenze di contenimento dell’epidemia da Covid-19 hanno portato all’applicazione, tra le altre misure, della chiusura temporanea delle strutture per l’educazione, dagli asili nido alle università. Da una prima, momentanea, sospensione delle attività per permettere agli istituti scolastici ed universitari di attrezzarsi con i necessari strumenti informatici si è passati alla pratica della Didattica a Distanza (DaD).

Cassazione, comunicare l’iban può costituire una violazione della privacy

Cassazione, comunicare l’iban può costituire una violazione della privacy

L’appartamento dei signori M.F. e C.A. veniva interessato da infiltrazioni d’acqua provenienti dall’appartamento del signor D.B.M. Questi, beneficiando di una copertura assicurativa, chiedeva l’intervento di INA Assitalia (poi Generali Italia) che stragiudizialmente liquidava i danneggiati.  A richiesta dell’assicurato, Generali gli trasmetteva una stampa del sistema informativo interno della medesima compagnia nonché un atto di liquidazione, questo indicante in calce le coordinate bancarie dei risarciti, coordinate acquisite dal proprio perito nel corso della procedura aperta per la copertura del sinistro.

Il Presidente di Federprivacy a Settegiorni su Rai Uno

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